Ogni mese l’Istat pubblica un bollettino con tutti i dati dell’occupazione e della disoccupazione, talvolta positivi, altre negativi. Renzi invita invece a guardare a un orizzonte più ampio per capire l’andamento della disoccupazione. Il saldo sul periodo, a suo dire, è positivo, ma in realtà la risposta non è univoca: dipende, infatti, dal periodo. Andiamo con ordine.



Gli ultimi dati Istat, relativi al mese di luglio, indicano in 22 milioni 360 mila il numero di occupati, in calo di 35 mila unità rispetto al mese precedente. I mesi di maggio e giugno, come ricorda il Premier, avevano visto il numero di occupati aumentare di 87 mila persone (stime precedenti davano risultati ancora maggiori ma l’Istat aggiorna i suoi dati di volta in volta).



Non è chiaro rispetto a quale intervallo di tempo il Premier voglia fare un raffronto. Il saldo sul periodo aprile-luglio è sicuramente positivo ed è ancora più favorevole se guardiamo alla situazione dall’inizio del governo Renzi. Come mostra il grafico riportato in basso, elaborato dai dati Istat, rispetto al mese di febbraio ci sono 44 mila occupati in più. Vira invece in negativo il saldo se guardiamo alla situazione nel luglio del 2013, quando gli occupati erano circa 22 milioni 430 mila, a dimostrazione che la situazione, sebbene sembri migliorata negli ultimi mesi, ha ancora parecchio terreno da recuperare.






Ci pare logico ritenere che Renzi volesse mettere in evidenza il confronto rispetto agli ultimi mesi – o almeno a cominciare dal suo ingresso a Palazzo Chigi – piuttosto che all’anno precedente. Ragion per cui non possiamo negargli un “Vero”.