Pierluigi Bersani

Il 90 per cento degli occupati in più in un anno è precario

«Da novembre del 2020 a quello del 2021 su 494 mila nuovi occupati 448 mila sono a termine»

Pubblicato: 12 gen 2022
Data origine: 12 gen 2022
Macroarea economia

Il 12 gennaio, in un’intervista il Corriere della Sera, il deputato di Liberi e uguali Pierluigi Bersani ha dichiarato che in un anno, tra novembre 2020 e 2021, in Italia ci sono stati «494 mila nuovi occupati», di cui «448 mila» con contratti a termine.

Abbiamo verificato e i dati Istat più aggiornati danno ragione all’ex segretario del Partito democratico.

Cresce l’occupazione, soprattutto a termine

Il 10 gennaio Istat ha pubblicato i dati provvisori sugli occupati e i disoccupati relativi a novembre 2021. In quel mese gli occupati in Italia erano poco più di 23 milioni, un numero più alto di 64 mila unità rispetto a ottobre 2021. Quest’ultimo dato è il risultato della crescita tra i due mesi degli occupati indipendenti (+66 mila) e del leggero calo dei dipendenti (-2 mila).

Nel complesso, tra novembre 2020 e 2021, gli occupati sono cresciuti di 494 mila unità, il dato citato da Bersani: 490 mila occupati in più sono dipendenti, 4 mila in più sono invece lavoratori autonomi. Nonostante la crescita degli ultimi mesi, il numero degli occupati in Italia è rimasto ancora su livelli più bassi rispetto al periodo pre-pandemia.

Grafico 1. Andamento del numero degli occupati – Fonte: Istat

Inoltre, tra i nuovi occupati dipendenti, 448 mila sono a termine, cifra anche in questo caso correttamente citata da Bersani. Detta altrimenti, in un anno oltre il 90 per cento dei nuovi occupati non ha avuto un contratto a tempo indeterminato, ma con una scadenza.

Le fasce di età che in 12 mesi hanno visto una maggior crescita di occupati sono quelle tra i 25 e i 34 anni (+212 mila occupati) e oltre i 50 anni (+297 mila occupati). La fascia tra i 35 e i 49 anni ha invece registrato una perdita di 95 mila occupati, mentre quella tra i 15 e i 24 anni ne ha guadagnati 80 mila.

Prima di concludere, ricordiamo che Istat considera come “occupato” chi, tra le altre cose, ha lavorato almeno un’ora nella settimana in cui sono stati raccolti i dati o chi è temporaneamente assente da lavoro, per una durata inferiore ai tre mesi.

Il verdetto

Secondo Pierluigi Bersani, «da novembre del 2020 a quello del 2021 su 494 mila nuovi occupati 448 mila sono a termine». Abbiamo verificato e i dati Istat gli danno ragione.

Nel nostro Paese, nel periodo indicato, oltre il 90 per cento dei nuovi occupati ha trovato un impiego a termine. A novembre scorso il numero complessivo degli occupati era di poco superiore ai 23 milioni, cifra ancora inferiore ai numeri di inizio 2020.

Nel complesso, Bersani merita un “Vero”.

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