Fabiana Dadone

No, l’uso di cocaina non è «quadruplicato»

«Il fatto che ci sia un incremento di sequestri di sostanze psicoattive, che il sistema di allerta rapido abbia rilevato delle nuove sostanze sul territorio, che ci sia una contrazione in parte della cannabis ma che sia addirittura quadruplicato l’utilizzo di cocaina sono dati freddi però portano ad una riflessione»

Pubblicato: 19 lug 2021
Data origine: 30 giu 2021
Macroarea questioni sociali

Il 30 giugno, in un intervento alla videoconferenza “Dalla rete delle relazioni alle nuove politiche sulle dipendenze”, la ministra per le Politiche giovanili Fabiana Dadone (Movimento 5 stelle) ha affermato che nel 2020, nonostante la pandemia, i sequestri di droghe in Italia sono aumentati. Inoltre, sarebbero state rilevate «nuove sostanze sul territorio», ci sarebbe stata «una contrazione della cannabis», mentre sarebbe «addirittura quadruplicato l’utilizzo di cocaina».

Abbiamo verificato e le cose non stanno come dice la ministra Dadone. Procediamo con ordine, partendo dai dati sui sequestri.

I sequestri di droghe nel 2020

L’articolo 131 del Testo unico in materia di droghe prevede che il governo elabori e presenti al Parlamento una relazione annuale sul fenomeno delle tossicodipendenze.

Secondo i dati riportati nella Relazione 2021, lo scorso anno le operazioni antidroga delle forze di Polizia sono state 22.695, in calo del 13 per cento rispetto all’anno precedente, quando furono poco più di 26 mila. La diminuzione delle operazioni non ha però portato a una diminuzione della quantità di sostanze sequestrate. Le tonnellate complessive di sostanze sotto sequestro sono aumentate, anche se da esse si è ricavato un minor numero di dosi (torneremo tra poco sul rapporto tra peso e dosi nei sequestri).

Dunque la prima parte dell’affermazione di Dadone («c’è stato un incremento di sequestri di sostanze psicoattive») è imprecisa: i sequestri, intesi come operazioni di Polizia, non sono aumentati, anzi. È però vero che sia aumentato il peso complessivo delle sostanze sequestrate. La Tabella 1 sintetizza l’esito delle varie operazioni in termini di sequestri dal 2016 al 2020.

Tabella 1. Operazioni antidroga e quantitativi di sostanze stupefacenti sequestrati – Fonte: Ministero dell'Interno

Nel 2020 è aumentata in maniera significativa la cocaina sequestrata in termini di peso (13,4 tonnellate contro le 8,3 nel 2019) mentre risultano inferiori le quantità sequestrate di eroina (0,5 tonnellate contro le 0,6 tonnellate del 2019) e di derivati della cannabis. Nel complesso le tonnellate di hashish e marijuana sequestrate sono state 29,6 nel 2020, contro le 44,7 tonnellate complessive del 2019.

Ricapitolano: è aumentato il peso delle sostanze sequestrate, passato da 54,8 tonnellate a 58,8, pur essendo diminuito il numero delle dosi sequestrate, da circa 63.700 del 2019 alle circa 38.300 del 2020. Questo è dovuto al fatto che la quantità media di principio attivo riscontrata nelle dosi di droghe sintetiche e altre sostanze è aumentata: un numero minore di dosi contiene dunque una quantità più elevata di principio attivo (quello per cui viene poi calcolato il peso complessivo).

Quante nuove sostanze sono state scoperte

Secondo Dadone, è poi stata rilevata la diffusione di «nuove sostanze sul territorio», non note in precedenza. Qui la ministra ha ragione.

Il rapporto parla di Nps, acronimo che sta per “nuove sostanze psicoattive”. Nel 2020, il Sistema nazionale di allerta precoce (Snap) – che fa parte del Dipartimento delle politiche antidroga – ha rilevato 34 nuove sostanze, contro le 19 individuate nel 2019. La diffusione di queste nuove sostanze, che avviene principalmente grazie a internet, sarebbe stata ulteriormente favorita dalla pandemia.

La diminuzione della cannabis e l’aumento della cocaina

Veniamo adesso alla seconda parte della dichiarazione di Dadone, secondo cui nel 2020 si è contratto l’utilizzo della cannabis mentre è addirittura «quadruplicato» quello della cocaina. Partiamo chiarendo che la parte sulla cocaina è sbagliata e che molto probabilmente la ministra ha fatto confusione, prendendo in modo errato come riferimento l’aumento delle tonnellate di cocaina sequestrate.

La Tabella 1 mostra che il quantitativo di cocaina sequestrata nel 2020 è quasi il quadruplo di quello sequestrato nel 2018 (dato riportato anche nel titolo di un articolo pubblicato dal Il Sole 24 Ore il 18 giugno). Dunque il dato non è relativo al consumo di droga – quello di cui parla Dadone – ma ai sequestri. Tra i due fenomeni, però, non è possibile stabilire con certezza alcun rapporto.

Nella Relazione 2021 non ci sono poi dati precisi relativi al consumo delle sostanze stupefacenti nella popolazione. Ci sono al massimo delle stime basate sull’analisi delle acque reflue di diverse città italiane, curate dall’Irccs Mario Negri, e uno studio, l’Espad (sigla che sta per European school survey project on alcohol and other drugs), concentrato sulla popolazione degli studenti dai 15 ai 19 anni di età. Partiamo da questa seconda ricerca.

Il consumo di droga tra i giovani

Per quanto riguarda il consumo fra gli adolescenti nel 2020, il 25 per cento degli studenti ha dichiarato di aver consumato cannabis almeno una volta nella vita e poco meno del 19 per cento l’ha usata nel corso dell’ultimo anno. Nell’anno precedente era stato il 33,5 per cento degli adolescenti ad aver dichiarato un uso della cannabis almeno una volta nella vita, mentre quasi il 26 per cento aveva affermato di averne fatto utilizzo nell’ultimo anno. Dunque il fenomeno risulta in calo.

Molto meno diffusa sembra essere anche la cocaina: nel 2020 soltanto l’1,5 per cento della popolazione fra i 15 e i 19 anni ha affermato di averne fatto uso almeno una volta nella vita (nel 2019, la percentuale era del 2,9, quasi il doppio), mentre l’1 per cento ha dichiarato di averne assunta nell’ultimo anno (nel 2019, la percentuale era dell’1,8 per cento, di nuovo quasi il doppio). Quindi anche il consumo di cocaina tra i giovani risulta in calo.

Come evidenziato nello stesso rapporto, questo calo potrebbe essere dovuto sia alle conseguenze della pandemia sia a un cambio della metodologia di rilevazione: negli anni passati nella rilevazione erano coinvolte le scuole e i questionari erano somministrati direttamente nelle classi, mentre nel 2020 ciò non è stato possibile a causa della pandemia, causando differenze di raccolta dei dati e una riduzione del campione.

L’analisi delle acque reflue

Per quanto riguarda l’analisi delle acque reflue, non è possibile un confronto a livello nazionale tra un anno e l’altro poiché nel corso del tempo sono cambiati il campione preso in esame e le metodologie.

Il solo raffronto direttamente possibile dal 2019 al 2020 è relativo alla sola città di Milano. Dall’analisi delle acque reflue nel 2019 è emerso che in media ogni giorno a Milano venivano consumate 8,49 dosi di cocaina e 43,4 dosi di THC/Cannabis ogni mille abitanti. Nel 2020 lo stesso tipo di rilevazione, sempre a cura dell’Irccs Mario Negri, ha segnalato che le dosi di cocaina sono state 10 e quelle di THC/Cannabis 41,6 ogni mille abitanti.

Tiriamo le fila

Le parole di Dadone – sul quadruplicamento del consumo di cocaina – non trovano conferma nemmeno in altre fonti ufficiali, come per esempio il bollettino statistico pubblicato dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Emcdda).

L’ipotesi più probabile, come detto, è che la ministra abbia frainteso il dato sui sequestri con quello sui consumi. Anche i dati sul consumo tra i giovani o le analisi delle acque reflue non danno infatti elementi a sostegno della tesi secondo cui il consumo di cocaina si sia impennato durante la pandemia.

Il verdetto

Secondo la ministra delle Politiche giovanili Fabiana Dadone (M5s), nel 2020 in Italia sono aumentati i sequestri di droga, sono state rilevate nuove sostanze mentre il consumo di cannabis sarebbe sceso e quello di cocaina «quadruplicato». Abbiamo verificato che cosa dicono i dati ufficiali e la ministra commette alcuni errori.

Per quanto riguarda i sequestri, la ministra è imprecisa: le operazioni di sequestro sono diminuite, così come le dosi sequestrate. Ad aumentare sono state le tonnellate di sostanze sequestrate. La ministra ha invece ragione sul rilevamento di nuove sostanze: nel 2020 ne sono state rilevate 34 contro le 19 del 2019.

Per quanto riguarda il consumo di droga, infine, le affermazioni di Dadone non trovano conferma nei dati, né nelle indagini tra gli studenti della fascia 15-19 anni né nelle analisi delle acque reflue. Quando parla di «utilizzo della cocaina quadruplicato» Dadone molto probabilmente fa riferimento al dato sui sequestri, che però sono una cosa diversa.

In conclusione, la ministra Dadone si merita un “Pinocchio andante”.

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