Gianluca Cantalamessa

No, non solo i governi di centrosinistra abusano dei voti di fiducia

«Il governo pochi minuti fa ha posto la fiducia al decreto Ristori. Siamo a quasi 30 fiducie in poco più di un anno. La classifica dei governi che hanno posto più fiducie su decreti (esautorando di fatto il Parlamento dalle sue funzioni) è così composta: Governo Renzi Governo Monti Governo Conte bis Governo Gentiloni Governo Letta. Tutti governi sostenuti dal Partito democratico»

Pubblicato: 17 dic 2020
Data origine: 15 dic 2020
Macroarea istituzioni

Il 15 dicembre, il deputato leghista Gianluca Cantalamessa ha scritto su Facebook che con il voto di fiducia sul decreto “Ristori”, il governo Conte bis ha totalizzato «quasi 30 fiducie in poco più di un anno». Secondo Cantalamessa, la classifica dei governi «che hanno posto più fiducie su decreti» vedrebbe, in ordine crescente, il governo Renzi, il governo Monti, il governo Conte bis, il governo Gentiloni e il governo Letta, «tutti governi sostenuti dal Partito democratico».

Abbiamo verificato e il deputato della Lega riporta informazioni corrette solo in parte. Cantalamessa ha ragione sul numero di voti di fiducia del governo Conte bis, ma non sul resto. Nella classifica del leghista vengono citati gli esecutivi delle ultime tre legislature, ma mancano proprio i due governi supportati dalla Lega: il governo Berlusconi IV ha fatto ricorso alla fiducia sui decreti più volte del secondo esecutivo di Giuseppe Conte e il primo governo Conte più del governo Letta.

Cantalamessa parla del voto di fiducia solo sui decreti-legge. Per completezza, abbiamo anche confrontato i numeri delle questioni di fiducia in relazione alla totalità dei provvedimenti in ognuno dei governi citati. Infine, abbiamo messo a confronto quante volte è stata richiesta la fiducia dai vari esecutivi in rapporto ai giorni di governo.

Andiamo con ordine, a partire dai decreti-legge.

La classifica dei voti di fiducia sui decreti legge

La prima osservazione da fare è che il Partito democratico ha sostenuto parecchi degli ultimi governi: cinque degli ultimi sette. È quindi abbastanza normale aspettarsi molti governi sostenuti dal Pd nella classifica delle fiducie imposte al parlamento (così come in ogni altra classifica di questo tipo).

Cantalamessa parla nello specifico dei governi «che hanno posto più fiducie sui decreti». Un decreto-legge è un atto avente forza di legge adottato dal governo, secondo la Costituzione, in casi straordinari di necessità e di urgenza. Nella realtà dei fatti, i governi utilizzano questo strumento diffusamente e non solo secondo i criteri dettati dalla Costituzione. Il decreto-legge deve essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Se questo non accade, il decreto decade, ossia non è più in vigore.

Quando il governo “pone la questione di fiducia su una votazione”, significa che il provvedimento all’esame dev’essere votato dalla camera che lo sta esaminando senza ulteriori modifiche. Per questo Cantalamessa parla di «esautorare di fatto il Parlamento dalle sue funzioni». Va detto che il problema dell’abuso dei voti di fiducia è reale (come vedremo dai dati), ma non riguarda una sola parte politica: ha interessato, senza distinzione di colore politico, tutti i governi più recenti.

Teniamo conto qui solo dei voti di fiducia sui provvedimenti legislativi e non, ad esempio, della fiducia che il Parlamento accorda al governo in fase di insediamento (un passaggio obbligatorio).

Vediamo quindi quante volte i governi delle ultime tre legislature hanno posto la questione di fiducia nella fase di approvazione di un decreto-legge in conversione. Partiamo dal governo attuale.

Secondo i dati ufficiali raccolti dal Senato per le due camere, il governo Conte bis ha chiesto la fiducia su un decreto-legge 31 volte (quindi anche più delle «quasi 30 volte» citate da Cantalamessa). Il numero sale a 32, considerando anche il decreto “Ristori” che, come dice il deputato leghista, è stato approvato con la fiducia al Senato il 15 dicembre. Dovrà ora essere esaminato alla Camera.

Il primo governo Conte, di cui faceva parte la Lega, ha posto la fiducia sui decreti 12 volte. Andando a ritroso, il governo Gentiloni l’ha chiesta 17 volte, quello di Matteo Renzi 48 e quello di Enrico Letta solo7. Nella legislatura precedente, sono stati approvati con voto di fiducia 30 decreti-legge durante il governo Monti e 34 durante il quarto governo Berlusconi.

La lista di Cantalamessa è quindi sbagliata perché omette due governi supportati anche dalla Lega nelle ultime tre legislature. La classifica corretta dei governi che hanno posto più volte la questione di fiducia su un decreto segue quest’ordine (Grafico 1): il governo Renzi, il quarto governo Berlusconi, il secondo governo Conte, il governo Monti, il governo Gentiloni, il primo governo Conte e il governo Letta. Al secondo e penultimo posto ci sono dunque governi di cui faceva parte anche la Lega.

Grafico 1: Elaborazione di Pagella Politica su dati del Senato

Vediamo ora quante volte questi governi hanno chiesto la fiducia sulla totalità dei provvedimenti (includendo anche i disegni di legge di iniziativa governativa o parlamentare, ad esempio) e non solo sui decreti-legge.

Le questioni di fiducia in totale

L’attuale governo Conte bis, in carica dal 5 settembre 2019, ha posto la fiducia sui provvedimenti al voto (non solo i decreti legge, quindi) in totale 33 volte (ai numeri registrati dalle statistiche del Senato va aggiunto l’ultimo voto sul decreto “Ristori” del 15 dicembre). Il precedente esecutivo, il primo presieduto da Conte, in carica dal 1° giugno 2018 al 4 settembre 2019, ha chiesto la fiducia sulle votazioni dei progetti di legge 17 volte.

Secondo un rapporto del ministero per i Rapporti con il Parlamento, nella XVII legislatura (dal 15 marzo 2013 al 22 marzo 2018) in totale i provvedimenti sui quali i governi hanno chiesto la fiducia sono stati 100, così distribuiti: 10 nel governo Letta (dal 28 aprile 2013 al 21 febbraio 2014), 64 nel governo Renzi (dal 22 febbraio 2014 all’11 dicembre 2016) e 26 nel governo Gentiloni (dal 12 dicembre 2016 al 22 marzo 2018).

Nella legislatura precedente, la XVI, la questione di fiducia sui provvedimenti legislativi è stata richiesta in totale 97 volte: 46 dal governo Berlusconi IV (dall'8 maggio 2008 al 16 novembre 2011) e 51 dal governo Monti (dal 16 novembre 2011 al 27 aprile 2013).

Considerando la totalità dei provvedimenti, la classifica dei governi che hanno chiesto più volte la fiducia nelle ultime tre legislature ha il seguente ordine: il governo Renzi, il governo Monti, il quarto governo Berlusconi, il secondo governo Conte, il governo Gentiloni, il primo governo Conte e il governo Letta (Grafico 1).


Grafico 2: Elaborazione di Pagella Politica su dati del Senato e del ministero per i Rapporti con il parlamento

I voti di fiducia e la durata dei governi

Tuttavia, questi governi hanno avuto una durata variabile: meno di un anno nel caso del governo Letta, quasi tre anni nel caso della presidenza di Matteo Renzi. Per stabilire chi abbia usato più spesso l’istituto della fiducia, questi numeri vanno messi a confronto con la durata del governo.

Procediamo dal governo più breve a quello più duraturo. Il governo Letta è stato in carica 300 giorni, dal 28 aprile 2013 al 21 febbraio 2014 e ha chiesto la fiducia 10 volte: una volta ogni 30 giorni.

Il primo governo Conte è stato in carica 461 giorni, dal 1° giugno 2018 al 4 settembre 2019, e ha posto la fiducia sui provvedimenti 17 volte: in media una ogni 27 giorni circa. Al 15 dicembre 2020 (data della dichiarazione di Cantalamessa), il secondo governo Conte era in carica da 469 giorni: dal 5 settembre 2019 ha chiesto la fiducia 33 volte, una volta ogni 14 giorni.

Il governo Gentiloni è durato 536 giorni, dal 12 dicembre al 22 marzo 2018, e ha utilizzato la fiducia sui progetti di legge 26 volte: una ogni 21 giorni circa. Mario Monti ha invece governato per 529 giorni, dal 16 novembre 2011 al 27 aprile 2013, ponendo la fiducia sui provvedimenti in parlamento 51 volte: una ogni 10 giorni circa.

Il quarto governo Berlusconi è stato in carica 1.287 giorni, dall’8 maggio 2008 al 16 novembre 2011. Ha posto la questione di fiducia 46 volte, una ogni 27 giorni. Infine il governo Renzi è durato 1.024 giorni, dal 22 febbraio 2014 all’11 dicembre 2016. Ha utilizzato il voto di fiducia sui progetti di legge 64 volte, quindi una ogni 16 giorni.

Ricapitolando, quali sono quindi i governi che hanno utilizzato più di frequente la questione di fiducia per blindare il voto sui provvedimenti in parlamento? In testa (Tabella 1), ci sono il governo di Mario Monti con un voto di fiducia ogni 10 giorni e l’attuale governo Conte II con un voto di fiducia ogni 14 giorni. Seguono, in ordine, il governo di Matteo Renzi (un voto di fiducia ogni 16 giorni), il governo Gentiloni (un voto di fiducia ogni 21 giorni), a pari merito il governo Conte I e il governo Berlusconi IV (un voto di fiducia ogni 27 giorni). Da ultimo, il governo Letta, con 1 voto di fiducia ogni 30 giorni.


Tabella 1: Elaborazione di Pagella Politica su dati del Senato e del ministero per i Rapporti con il parlamento

Il deputato leghista Gianluca Cantalamessa ha detto che con il voto di fiducia sul decreto “Ristori” il governo Conte bis avrebbe totalizzato «quasi 30 fiducie in poco più di un anno». Secondo Cantalamessa, la classifica dei governi che hanno posto più volte la fiducia sui decreti vedrebbe, in ordine crescente, il governo Renzi, il governo Monti, il governo Conte bis, il governo Gentiloni e il governo Letta, ovvero, nelle parole del deputato leghista, tutti governi sostenuti dal Partito democratico.

Se guardiamo alle ultime tre legislature, Cantalamessa ha ragione solo in parte, perché omette di contare due governi in cui c’era la Lega (e non c’era il Pd): il governo Berlusconi IV e il primo governo Conte. Questi si inserirebbero nella classifica usata dal deputato al secondo e al sesto posto (su sette).

Cantalamessa merita dunque un “Nì”.

Logo
Logo
Logo
Logo