Nicola Zingaretti

La direzione del Pd in remoto è stata la «prima nella storia»?

«Questa riunione si svolge per la prima volta nella storia della politica italiana solo grazie all’utilizzo della rete»

Pubblicato: 12 giu 2020
Data origine: 01 gen 1970
Macroarea istituzioni

Il segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti, in apertura della Direzione nazionale dell’8 giugno 2020, ha detto (min. 2:45) che «questa riunione» si svolgeva «per la prima volta nella storia della politica italiana solo grazie all’utilizzo della rete».

La direzione Pd, cioè l’organo di indirizzo politico del partito, si è infatti riunita da remoto: i politici partecipanti non erano presenti in carne e ossa ma erano tutti connessi tramite strumenti tecnologici.

Secondo Zingaretti, questo fatto dà «l’idea dello sconvolgimento epocale che abbiamo vissuto e stiamo vivendo» a causa dell’emergenza coronavirus. Non è però chiaro se il segretario del Pd con «prima volta» faccia riferimento solo alla storia del Pd o se invece voglia dire che la direzione riunita in remoto è la prima nella storia di tutti gli altri partiti.

Nel primo caso Zingaretti dice il vero; nel secondo caso invece si tratta di un’affermazione sbagliata. Vediamo meglio i dettagli.

La prima volta nella storia del Pd

La direzione dell’8 giugno è stata effettivamente la prima della storia del Partito democratico a svolgersi interamente da remoto.

Non c’è traccia sul sito ufficiale del partito di quante siano state le direzioni nazionali che si sono svolte dall’ottobre del 2007 (anno in cui il Pd è nato dalla fusione tra i democratici di sinistra, eredi del Pci, e la Margherita) fino ad oggi.

Abbiamo contattato il Pd che ci ha confermato com al momento non sia possibile ricostruire quante siano state in totale le direzioni, ma ci ha confermato che mai, prima dell’8 giugno, la direzione si era riunita da remoto.

I partiti che si sono riuniti in remoto prima del Pd

Per quanto riguarda invece gli altri partiti, abbiamo verificato che prima del Pd sono stati diversi, nel periodo dopo il lockdown, ad aver svolto le riunioni dei propri organi decisionali utilizzando lo strumento della connessione da remoto.

Lo ha ricordato l’8 giugno per esempio con un tweet Chiara Geloni, ex portavoce di Pier Luigi Bersani, commentando proprio le parole di Zingaretti. La giornalista ha scritto che la direzione nazionale via web è stata fatta prima del Pd da Articolo Uno – Movimento democratico progressista, il partito nato nel 2017 dalla scissione interna al Pd. La riunione in questione è del 23 maggio scorso, quindi prima di quella della direzione nazionale del Pd dell’8 giugno.

Ancora prima di Articolo Uno, è stato il partito di Matteo Renzi (Italia Viva) a fare una riunione con i suoi membri da remoto. Sul sito ufficiale del partito non si trova questa informazione né sui social si trovano post che lo dimostrino ma, in diversi articoli di quotidiani e testate online datati 9 maggio 2020 (come questo articolo sull’Huffington Post Italia), è scritto che l’ex segretario Pd in quel giorno ha riunito i suoi parlamentari di Italia viva convocandoli su Zoom, una delle piattaforme di videoconferenza online più diffuse.

Non è finita qui perché anche Forza Italia, il partito fondato da Silvio Berlusconi, sul fronte tecnologico dimostra di non essere da meno. Il 25 aprile scorso proprio Berlusconi ha twittato la foto di una riunione in videoconferenza con i membri del Comitato di presidenza del partito, una sorta di organo equivalente a quello della direzione del Pd.

Le riunioni in streaming

Se le riunioni tra politici e dirigenti dei partiti a distanza sono una novità assoluta di questo periodo (in cui la pandemia ha impedito e ancora impedisce gli assembramenti), è invece una pratica ormai consolidata quella di trasmettere in streaming – e quindi rendere pubblici – alcuni incontri di carattere politico e istituzionale.

Tra i primi a utilizzare lo streaming è stato il Movimento 5 stelle, che ne hanno fatto una bandiera di trasparenza nei confronti dei cittadini. Come non ricordare la riunione trasmessa in streaming, in occasione delle consultazioni del marzo 2013, tra i due primi capigruppo del M5s, Vito Crimi e Roberta Lombardi, e il presidente incaricato Pier Luigi Bersani. Oppure quella dell’anno successivo, a febbraio 2014, tra Matteo Renzi, anche lui presidente incaricato, e il fondatore del Movimento Beppe Grillo.

Oltre al M5s, anche il Partito democratico, nel periodo della segreteria di Renzi, ha svolto le riunioni della direzione trasmettendole in streaming, almeno fino al 6 luglio 2017, giorno in cui è stata ripristinata, per volere della dirigenza del partito, la filosofia della “direzione a porte chiuse”.

Il verdetto

Nicola Zingaretti ha detto che la riunione della Direzione nazionale del Partito democratico si è svolta, per la prima volta nella storia della politica italiana, solo grazie all’utilizzo della rete.

La sua frase può essere interpretata in due modi.

Se il segretario intende che per il Pd è la prima volta, è un’affermazione vera. Se invece vuole dire che il suo partito è stato il primo (rispetto a tutti gli altri) a far riunire il proprio organo direttivo in remoto, allora dice una cosa imprecisa, perché prima del Pd altri partiti hanno fatto una cosa simile durante i mesi di pandemia.

In conclusione Zingaretti merita un “Nì”.

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