Pubblicato: lunedì 31 agosto 2020
Photo: Ansa
Politici a confronto sul referendum: il “No” di Simone Baldelli (Fi)

Simone Baldelli, deputato di Forza Italia eletto nelle Marche e già vicepresidente della Camera nella scorsa legislatura, è uno dei più attivi sostenitori delle regioni del “No” al referendum sul taglio dei parlamentari.

Contattato da Pagella Politica ha dichiarato che il primo motivo di contrarietà a questa «pseudo-riforma» è «la riduzione della rappresentanza parlamentare: con questo taglio lineare alla democrazia viene danneggiato il diritto di ogni cittadino ad essere rappresentato».

All’obiezione che in Italia il numero di rappresentanti eletti è molto più alto che negli altri principali Paesi europei come risponde?

Questa è una delle balle tendenziose che raccontano i grillini. Non tutti. Alcuni di loro votano No. Perché mai si dovrebbe guardare solo agli eletti e non conteggiare, ad esempio, i membri del Bundesrat tedesco o della Camera dei Lords britannica?

Di solito perché la funzione legislativa viene esercitata solo dall’altra Camera…

Intanto ricordiamo che questa riforma non intacca il bicameralismo paritario. Inoltre la funzione legislativa non è l’unica funzione che svolge il Parlamento. Ci sono funzioni ispettive, di vigilanza, audizioni, inchieste, diplomazia parlamentare e via dicendo. Al contrario di quanto viene spesso raccontato, nel Parlamento italiano si fa un lavoro intenso e complesso. Con questa riduzione drastica non solo viene duramente limitata la rappresentanza – ci saranno interi territori che rischiano di non eleggere nemmeno un rappresentante dell’opposizione, con conseguenze drammatiche sulla capacità di controllo dell’operato del governo in quelle aree, e ci saranno possibili discriminazioni di regioni che saranno sottorappresentate rispetto ad altre – ma viene anche danneggiato il funzionamento stesso del Parlamento.

– Leggi anche: Referendum: come cambierebbe il peso delle regioni in Parlamento?

In che senso?

Come dicevo, il Parlamento svolge numerose funzioni, oltre a quella legislativa. Anzi, visto il continuo ricorso ai decreti legge e alla fiducia da parte del governo possiamo dire che quanto a funzione legislativa il Parlamento italiano sia stato spesso preso a sberle, anche dai governi degli ultimi due anni. Quelli coi grillini dentro per capirci. E allora perché invece di fare cattive riforme non hanno dato buoni esempi? Ma per esercitare correttamente le funzioni di controllo, ispettive, di vigilanza eccetera è meglio l'attuale numero di parlamentari, rispetto a quello previsto dalla riforma. Con il taglio previsto l'attività del Parlamento italiano si congestionerà, ci saranno troppe cose da fare e troppe poche persone per farle. Forse aumenteranno le spese per i collaboratori, che da noi sono molto basse rispetto ad altri Paesi. Senza contare che la prima funzione del Parlamento, e mi collego alla prima critica che ho fatto, è proprio quella di rappresentare i cittadini. Con la riduzione prevista rappresenterà meno cittadini, meno territori, meno esperienze, meno idee, meno storie. E poi c’è la questione dei costi.

Non vengono ridotti?

In maniera ridicola, si parla di un risparmio pari a un caffè all’anno per ogni italiano. Meno del bonus monopattini, per capirci. E Di Maio che sostiene che il risparmio giornaliero è di 300 mila euro al giorno, paragonando strumentalmente questa cifra ai guadagni di un lavoratore medio, è ridicolo. È come se io mi mettessi a confrontare il costo del suo staff, che pare sia 700.000 euro l'anno, con quanto guadagna un lavoratore medio. Quella dei risparmi è un boomerang e perfino i vertici grillini se ne stanno rendendo conto. Ma del resto le ragioni del “Sì” finora non ci sono mai state spiegate chiaramente, forse perché non ce ne sono, come dimostra il fatto che chi le dovrebbe sostenere finora ha disertato diverse tribune politiche e dibattiti. Hanno detto che se i parlamentari sono meno allora sono più prestigiosi. E allora ne vogliamo fare un solo e prestigiosissimo? Magari coi baffi e la divisa? Hanno poi detto che il Parlamento funzionerà meglio, ma non si sono mai degnati di spiegarci il perché. Non hanno poi mai nemmeno motivato il criterio in base al quale i deputati passano da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200. Qual è la ragione di questi numeri? Non è dato saperlo. Infine trovo ridicolo che questo taglio venga presentato come una battaglia contro “la Casta”. Chi crede che “la Casta” esista per davvero, come si spiega che tutti i maggiori partiti italiani hanno votato a favore di questa riforma?

Insomma possiamo dire comunque che le sue principali obiezioni a questo taglio siano che i risparmi sono minimi, che la rappresentanza dei cittadini viene danneggiata e che il Parlamento funzionerà peggio, esatto?

Esatto, e per concludere vorrei dire due cose. Primo, invito il centrodestra a farsi portatore di una riforma costituzionale complessiva, che preveda il presidenzialismo su cui i leader dei partiti della coalizione si sono accordati ancora pochi giorni fa, e non a sostenere un taglio dei parlamentari come questo, fatto al di fuori di un contesto di riforma complessiva. Secondo, io non voglio rendermi complice del disegno della Casaleggio Associati di disarticolazione della nostra democrazia. Se devo scegliere tra i padri costituenti e la decrescita felice della nostra democrazia rappresentativa teorizzata da Casaleggio, io scelgo i padri costituenti.

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