Pubblicato: lunedì 24 febbraio 2020
Photo: Ansa
Coronavirus e Salvini a Non è l’Arena, in quattro fact-checking

Il 23 febbraio, il leader della Lega Matteo Salvini è stato ospite di Massimo Giletti a Non è l’Arena su La7, dove ha parlato, tra le altre cose, dell’arrivo del nuovo coronavirus in Italia.

Abbiamo verificato quattro dichiarazioni dell’ex ministro dell’Interno per vedere se corrispondono al vero, o meno.

Le dimissioni di Speranza e il «sindacato dei medici»

«Se oggi il sindacato dei medici italiani, lo Snami, chiede le dimissioni del ministro della Salute» (min. 05:50)

È vero che un sindacato ha dichiarato qualcosa del genere. Tutto sta nel vedere quale sindacato. Il 23 febbraio il Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani (Snami) ha pubblicato un comunicato stampa in cui ha accusato il governo di non essere riuscito «a predisporre un efficace sistema di prevenzione» per il nuovo coronavirus.

«Troppi ritardi e soluzioni improvvisate, il ministro della Salute Roberto Speranza dovrebbe dimettersi», si legge nel comunicato, che riporta le parole di Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami.

Questo sindacato, però, è soltanto uno dei tanti sindacati – e tra i meno rappresentativi – che esistono in ambito medico e ospedaliero: non è «il sindacato dei medici italiani»; ce ne sono molti altri.

Nessuna richiesta di dimissioni per Speranza è arrivata, per esempio, dall’Associazione medici dirigenti (Anaao) o dal Coordinamento italiano medici ospedalieri (Cimo), né dalla Cgil.

L’arrivo del virus in Africa

«I medici hanno certificato che il virus è arrivato anche in Africa» (min. 7:00)

Secondo i dati più aggiornati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), al 23 febbraio 2020 erano 29 i Paesi in tutto il mondo che contavano almeno un caso di contagio da nuovo coronavirus.

L’unico contagiato in Africa è stato registrato in Egitto, che l’Oms conteggia nella regione del Mediterraneo orientale. Il paziente, come spiega il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc) dell’Africa, era un uomo di nazionalità straniera (non specificata) che è stato subito posto in isolamento e ad oggi non sarebbe in pericolo di vita.

Insieme al Sudamerica, dunque, l’Africa sembra al momento essere il continente meno colpito dal nuovo coronavirus, anche se gli scienziati invitano alla massima cautela.

Un articolo pubblicato il 20 febbraio 2020 dalla rivista scientifica The Lancetanalizza quali Paesi del continente africano sarebbero più a rischio (come Egitto, Nigeria, Algeria, Etiopia e Sudafrica) e meno preparati con l’arrivo del nuovo coronavirus, incrociando i dati sui voli provenienti dalla Cina con quelli sull’affidabilità dei sistemi sanitari nazionali.

In ogni caso, i ricercatori hanno riconosciuto che molti Paesi stanno aumentando le loro capacità di controllo e prevenzione, per prepararsi alla possibile nascita di focolai in questo continente.

Il confronto con gli altri Paesi europei

«Noi siamo l’Italia, non è possibile che tutti gli altri Paesi europei si siano comportati in una certa maniera e non abbiano i problemi che abbiamo noi» (min. 11:10)

Non è chiaro a che cosa faccia riferimento Salvini quando parla di provvedimenti presi «in una certa maniera» e non seguiti dall’Italia.

Per esempio, quando il nostro Paese a fine gennaio decise di bloccare tutti i voli da e per la Cina fu il primo a farlo nell’Unione europea.

«Paghiamo il fatto di non aver messo in quarantena da subito gli sbarcati dalla Cina. Abbiamo chiuso i voli, una decisione che non ha base scientifica, e questo non ci ha permesso di tracciare gli arrivi, perché a quel punto si è potuto fare scalo e arrivare da altre località», ha detto il 23 febbraio a La Stampa Walter Ricciardi, ex presidente dell’Istituto superiore della sanità, nominato il giorno dopo dal governo come consulente per le relazioni dell'Italia con gli organismi sanitari internazionali. «Francia, Germania e Regno Unito seguendo l’Oms non hanno bloccato i voli diretti e hanno messo in quarantena i soggetti a rischio, inoltre hanno una catena di comando diretta, mentre da noi le realtà locali vanno in ordine sparso».

Secondo quanto ricostruito però da Il Fatto Quotidiano, sembra che anche negli altri principali Paesi europei non è mai stata imposta una quarantena obbligatoria a tutti i passeggeri di voli che stavano rientrando dalle aree della Cina coinvolte dal contagio. Al massimo a quelli che avevano sintomi evidenti e, in generale, facendo affidamento sul senso di responsabilità dei singoli individui, che segnalassero propri eventuali problemi.

Il sorpasso del Giappone

«Adesso noi abbiamo superato persino il Giappone in quanto a contagiati» (min. 11:20)

Salvini ha poi ragione quando dice che l’Italia ha superato il Giappone «in quanto a contagiati».

Secondo i dati più aggiornati dell’Organizzazione mondiale della sanità, al 23 febbraio 2020 i casi confermati di Covid-19 nel mondo erano 78.811, di cui 77.042 in Cina. Fuori dai confini cinesi, i Paesi più colpiti erano la Corea del Sud (con 602 contagi), seguita dal Giappone (132), Singapore (89) e dall’Italia (76).

Nelle ultime ore però, il numero dei contagiati nel nostro Paese è aumentato, come dimostrano le rilevazioni in tempo reale registrate dai ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora, negli Stati Uniti, che incrociano diverse fonti nazionali e internazionali.

Alle ore 14 del 24 febbraio 2020, i casi confermati di Covid-19 erano oltre 79.500 in tutto il mondo: dopo la Cina (77.150), al secondo posto c’era la Corea del Sud (833), seguita dall’Italia (215), primo tra i Paesi europei, e dal Giappone (154).

Conclusione

Ospite a Non è l’Arena su La7, Matteo Salvini ha commentato le ultime notizie sui contagi da nuovo coronavirus in Italia, riportando quattro informazioni sostanzialmente corrette, che necessitano però di alcune osservazioni.

È vero che il Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani (Snami) ha chiesto le dimissioni del ministro della Salute Roberto Speranza, ma questo non è “il” sindacato dei medici italiani, come ha detto il leader della Lega. È uno dei tanti (e tra i minori) e l’unico ad aver chiesto un passo indietro al ministro.

È corretto poi affermare, sulla base delle rilevazioni dell’Oms, che il nuovo coronavirus sia arrivato in Africa, per la precisione in Egitto, ma ad oggi si tratta di un solo caso, importato da un cittadino straniero nel Paese.

Infine, non è chiaro a che cosa faccia riferimento l’ex ministro dell’Interno quando critica i provvedimenti presi dall’Italia, diversi da quelli degli altri Stati Ue, mentre è vero che i contagiati nel nostro Paese hanno superato quelli del Giappone.

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