Pubblicato: mercoledì 3 aprile 2019
Photo: Jean Claude Junker durante l'intervista a Che tempo che fa (31.03.2019) - Credits: Ansa
L’economia europea conterà sempre meno

Il 31 marzo 2019, il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker è stato intervistato da Fabio Fazio durante la trasmissione Che tempo che fa in onda sul primo canale Rai.

Secondo l’ex primo ministro del Lussemburgo, l’importanza del vecchio continente sulla scena globale verrà ridimensionata nei prossimi anni, sia in termini economici sia in termini demografici. Se oggi l'Europa pesa «per il 23-24 per cento sul Pil globale, domani o dopodomani saremo al 15-16 per cento» (dal min. 2:57:22). Inoltre, alla diminuzione dell’importanza economica, si aggiungerebbe anche una riduzione della popolazione.

Ma l’Europa sta davvero perdendo la sua rilevanza economica, se paragonata al resto del mondo? Le cifre citate da Juncker sono corrette? La popolazione europea è in aumento o in diminuzione?

Abbiamo verificato.

Il peso dell’Europa sul Pil globale

Guardando il Pil a prezzi costanti - e, quindi, prendendo in considerazione un anno di riferimento e ricalcolando i prezzi come se fossero rimasti invariati – quanto affermato da Jean Claude Juncker sembra essere corretto.

Infatti, secondo i dati della Banca Mondiale, nel 2017 il Pil globale a prezzi costanti del 2010 era pari a 80 mila miliardi di dollari. Nello stesso anno, quello dell’Ue era invece pari a 18 mila miliardi di dollari (15,952 escludendo il Regno Unito). Fatta la proporzione, il Pil dell’Unione Europea valeva il 23,4 per cento di quello globale (19,9 per cento escludendo il Regno Unito).

Questa cifra conferma dunque quanto dichiarato dal presidente della Commissione europea.

Il Pil europeo nei prossimi cinque anni

Pur non specificando esattamente il lasso di tempo preso in riferimento, possiamo immaginare che con «domani o dopodomani» Jean Claude Juncker intenda un futuro prossimo. Quindi, per verificare quanto dichiarato, prendiamo in riferimento i prossimi cinque anni.

Analizzando le proiezioni Ocse del Pil reale (sempre a prezzi costanti), scopriamo che già nel 2024 il peso economico dell’Unione europea si ridurrà drasticamente. L’Ocse infatti stima che in quell’anno il Pil a prezzi costanti (prendendo anche in questo caso in riferimento il 2010) sarà pari a circa 116 mila miliardi di dollari [1]. Quello dell’Unione europea sarà invece di 17 mila miliardi di dollari (escluso il Regno Unito) [2].

Nel 2024 il peso dell’economia dell’Ue su quella mondiale scenderà quindi al 14,8 per cento, dato in linea con quanto riportato da Jean Claude Juncker. Il calo risulterebbe meno drastico se si includesse anche l’economia del Regno Unito. In questo caso, infatti, il peso dell’economia europea si attesterebbe al 17,2 per cento (20 mila miliardi di euro [2]).

Quanti eravamo, siamo e saremo in Europa

Sebbene cresca ad un ritmo annuale quasi nullo, la popolazione dell’Ue, al contrario di quanto pronosticato da Junker, non è in diminuzione.

Secondo le statistiche di Eurostat, nel 2015 la popolazione dell’Unione Europea contava 509,4 milioni di individui. Nel 2065 si prevede che la cifra possa raggiungere i 522,2 milioni. Una variazione in 50 anni di circa il 2,5 per cento, contro il 16,3 per cento dei 50 anni precedenti. La crescita media annua si assesta dunque attorno allo 0,05 per cento.

Tabella 1: Popolazione dell’Ue e del mondo tra il 1965 e il 2065 – Fonte: Eurostat

A diminuire, però, sarà la quota di abitanti europei rispetto al resto del mondo. Se oggi infatti la popolazione Ue ammonta al 6,9 per cento per cento di quella globale, nel 2065 i cittadini dell’Unione (comprendendo anche il Regno Unito) costituiranno solo il 5 per cento degli abitanti del nostro pianeta.

Grafico 1: Variazione della quota di abitanti dell’Ue sul totale della popolazione mondiale tra il 1965 e il 2065 – Fonte: Eurostat

La diminuzione dell’1,9 per cento che si prospetta per il prossimo futuro è però inferiore alla variazione avvenuta negli ultimi cinquant’anni - cioè tra il 1965 e oggi: a metà anni Sessanta infatti la popolazione europea contava per il 12,8 per cento del totale (circa il doppio rispetto al 2015, con un calo del 5,9 per cento).

Nel prossimo cinquantennio si prevede un rallentamento demografico globale. Infatti, tra il 2015 e il 2065 si prevede un aumento della popolazione mondiale del 41 per cento, in netta diminuzione rispetto al 121,1 per cento del periodo 1965-2015.

Per quanto riguarda la popolazione, l’affermazione fatta da Juncker non è quindi propriamente corretta. Infatti, i dati indicano sì una riduzione del peso della popolazione dell’Ue su quella globale, ma non del numero degli abitanti in sé.

In conclusione

Jean Claude Juncker ha dichiarato che il peso economico dell’Europa sul mondo è destinato a diminuire: se oggi la sua economia pesa per il 23-24 per cento di quella mondiale, nel prossimo futuro varrà solamente il 15-16 per cento.

Su questo punto il presidente della Commissione europea ha ragione: se utilizziamo i dati sul Pil reale, il prodotto interno lordo dell’Ue era effettivamente pari al 23,4 per cento nel 2017 (19,9 se si esclude il Regno Unito). Da oggi a cinque anni (e, quindi, nel 2024), la quota del Pil reale dell’Ue su quello mondiale calerà fino al 14,8 per cento (se si esclude, vista la Brexit, il Regno Unito).

Juncker è però impreciso quando prevede un calo della popolazione europea. La crescita demografica all’interno dell’Ue, anche se molto bassa, non è negativa. Tra il 2015 e il 2065 è previsto che il numero dei cittadini europei aumenti di circa il 2,5 per cento. Ciò che si ridurrà sarà invece il peso degli abitanti dell’Ue sul totale della popolazione mondiale anche se con un’intensità inferiore rispetto al calo registratosi tra il 1965 e il 2015.


[1] Highlighted Countries > World - Show > Table

[2] Highlighted Countries > Select Background > European Union (28) - Show > Table.I dati per l’UE sono stati calcolati sommando le previsioni per il 2024 del Pil reale di ogni membro dell’Unione Europea (escludendo e poi includendo il Regno Unito).

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