Aggiornamento del 15 luglio 2026, ore 10:30 – Ieri alla Camera è stato bocciato l’emendamento sulle preferenze alla legge elettorale. Fondamentali per l’esito del voto sono stati almeno una trentina di “franchi tiratori” tra le file del centrodestra. Ma cosa si intende con questo termine e da dove deriva questa espressione? Ce ne eravamo occupati qualche anno fa.
Nelle ultime settimane si sente sempre di più discutere dei cosiddetti “franchi tiratori” come una delle principali incognite sull’elezione del prossimo presidente della Repubblica. Stiamo parlando dei parlamentari che, grazie al voto segreto, potrebbero decidere di votare contro il candidato indicato dal proprio partito, compromettendone la corsa al Quirinale.
Qual è la storia di questa curiosa espressione, che nel corso della storia repubblicana ha condizionato il destino di parecchi candidati illustri? Per scoprire la risposta, bisogna fare un viaggio indietro nel tempo, fino ad arrivare all’Ottocento. All’epoca i “franchi tiratori” avevano un ruolo del tutto diverso rispetto a quello attuale.
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Nelle ultime settimane si sente sempre di più discutere dei cosiddetti “franchi tiratori” come una delle principali incognite sull’elezione del prossimo presidente della Repubblica. Stiamo parlando dei parlamentari che, grazie al voto segreto, potrebbero decidere di votare contro il candidato indicato dal proprio partito, compromettendone la corsa al Quirinale.
Qual è la storia di questa curiosa espressione, che nel corso della storia repubblicana ha condizionato il destino di parecchi candidati illustri? Per scoprire la risposta, bisogna fare un viaggio indietro nel tempo, fino ad arrivare all’Ottocento. All’epoca i “franchi tiratori” avevano un ruolo del tutto diverso rispetto a quello attuale.