Pubblicato: mercoledì 5 maggio 2021
Photo: Ansa
Rousseau prova a rilanciarsi e offre servizi per le liste civiche

Il Blog delle Stelle non è più il sito del Movimento 5 stelle. Dopo il divorzio definitivo fra la forza politica e Davide Casaleggio, il portale – di proprietà dell’Associazione Rousseau – ha eliminato dalla propria homepage qualsiasi riferimento al passato “pentastellato”.

A colpo d’occhio, il sito ha cambiato colore, dal giallo del Movimento al rosso di Rousseau. Ma non si tratta di un semplice restyling.

Vediamo i dettagli.

Il nuovo Blog delle Stelle

Il Blog – dal 2016 l’organo di comunicazione ufficiale del Movimento 5 stelle – ha anche cambiato la presentazione del sito nella sezione “Mission”. Dal 3 maggio si legge: «Il Blog delle Stelle è il blog ufficiale della piattaforma di democrazia diretta e partecipata Rousseau». E poi ancora: «È gestito dall’Associazione Rousseau con l’obiettivo di dar vita a un luogo di informazione e confronto laico, trasversale e partecipato, aperto a tutti quei cittadini che vogliono approfondire i fenomeni più rilevanti e i cambiamenti del mondo che ci circonda, e far sentire la propria voce portando avanti battaglie all’insegna del civismo inclusivo».

Come ricorda il Corriere della Sera, il messaggio precedente recitava: «Il Blog delle Stelle è il blog ufficiale del Movimento 5 Stelle. È gestito dall’Associazione Rousseau, con l’obiettivo di dar vita a uno spazio di informazione e di confronto tra attivisti ed eletti del Movimento 5 Stelle a tutti i livelli». Al contrario, d’ora in poi, il Blog non ospiterà più gli interventi dei parlamentari del Movimento 5 stelle.

Non a caso il primo post è del più famoso ex Cinquestelle, fra i pochi a rimanere vicini all’Associazione presieduta da Davide Casaleggio: Alessandro Di Battista, presentato solo come “attivista politico” senza nessun riferimento al passato da deputato del M5s. E non sembra casuale nemmeno il tema scelto da Di Battista, un tributo a Gianroberto Casaleggio e in altri termini al fu Movimento delle origini.

Una nuova vita per Rousseau

Molto più della nuova homepage, a segnare il nuovo corso è stato, il 29 aprile, un post in cui l’Associazione Rousseau offriva i propri servizi alle liste civiche che vogliono partecipare alle elezioni amministrative previste in autunno.

Cinque servizi – di cui non è ancora noto il costo – aperti alle sole formazioni civiche. C’è il supporto per gli adempimenti alla cosiddetta “Legge Spazzacorrotti” (approvata nel 2019 dal governo Lega-M5s), che richiede, per i comuni oltre i 15 mila abitanti, che vengano pubblicati online i curriculum vitae e i certificati del casellario giudiziale di tutti i candidati. La piattaforma Rousseau metterà a disposizione un’apposita sezione chiamata “Open Comuni”.

Si passa poi alla formazione della “Rousseau Open Academy” su «come utilizzare in maniera efficace le principali piattaforme social per la comunicazione politica». E ancora, la “Scuola Open Comuni” per insegnare ai potenziali candidati a non commettano errori burocratici per le «attività di raccolta firme, di coordinamento e formazione dei rappresentanti di lista e nell’attivazione di raccolte fondi».

E da ultimo, l’Associazione di Casaleggio mette a disposizione «una serie di format innovativi» per l’incontro fra candidati e possibili elettori e gli strumenti per la creazione di eventi digitali.

Il 23 aprile l’Associazione Rousseau, con la formalizzazione della rottura dal Movimento 5 stelle, ha annunciato anche l’inizio della cassa integrazione dei suoi dipendenti. Per ripartire, intanto, è alla ricerca di nuovi clienti.

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