Pubblicato: lunedì 3 maggio 2021
Photo: Ansa
Vaccini: chi è più veloce tra Italia, Francia, Germania e Spagna?

I dati in breve:

• Nel complesso gli Stati europei hanno percentuali di vaccinati simili. Tra i grandi Paesi Ue, la Germania è avanti per numero di vaccinati con una dose rispetto alla popolazione, mentre Italia e Spagna sono in testa per quelli che hanno ricevuto due dosi.

• Negli ultimi giorni Germania e Spagna si confermano i due grandi Paesi Ue con più nuovi vaccinati al giorno. L’Italia si sta avvicinando, dopo aver raggiunto per due giorni il traguardo dei 500 mila vaccini (in ritardo rispetto ai piani), con la Francia più indietro.

• Per quanto riguarda gli anziani, la Spagna è prima per popolazione over 80 con almeno una dose, davanti all’Italia in seconda posizione. La Francia ci supera sia nella fascia 70-79 anni sia in quella 60-69 anni, così come la Spagna. Per la Germania non si conoscono invece i dati.

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Nell’ultima settimana l’Italia è riuscita per due giorni – il 29 e il 30 aprile – a somministrare più di 500 mila vaccini al giorno, un traguardo che secondo il piano del generale Francesco Paolo Figliuolo si sarebbe dovuto raggiungere a metà aprile. Anche negli altri Stati europei il ritmo di vaccinazione sta aumentando.

Ma quali differenze ci sono con l’Italia? Siamo in linea con gli altri grandi Paesi Ue? Abbiamo verificato che cosa dicono i numeri.

Nel complesso, c’è abbastanza omogeneità tra gli Stati. Anche se Germania e Spagna stanno vaccinando di più di Italia e Francia e restano differenze tra le varie fasce di età.

Quanti sono i vaccinati in Europa

Il progetto Our World in Data, sviluppato dall’Università di Oxford, tiene traccia delle vaccinazioni contro la Covid-19 fatte in ogni Paese del mondo. È al momento la fonte più aggiornata e completa sul tema.

Nell’Unione europea la distribuzione delle dosi avviene in modo più o meno proporzionale in base alla popolazione, quindi è normale che la maggior parte dei Paesi siano a livelli molto simili tra loro. Parte delle differenze, se consistenti, possono essere però attribuite alla capacità di vaccinazione.

Con almeno una dose

Ad oggi i Paesi europei hanno nel complesso vaccinato con almeno una dose tra il 10 e il 30 per cento della popolazione. Ma ci sono due eccezioni: Malta è al 52 per cento e l’Ungheria al 42 per cento. Queste percentuali più alte rispetto al resto dell’Ue si spiegano da un lato con le ridotte dimensioni di Malta, dall’altro lato con il fatto che l’Ungheria è l’unico stato europeo dove si sta utilizzando anche il vaccino russo Sputnik V (al momento non ancora stato autorizzato dall’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali).

Tra i grandi Paesi Ue, la Germania ha vaccinato con almeno una dose il 27 per cento della popolazione, la Spagna il 25 per cento, l’Italia il 24 per cento e la Francia il 23 per cento.

Con entrambe le dosi

Per quanto riguarda la popolazione completamente vaccinata, cioè chi ha ricevuto la seconda dose o il vaccino monodose di Johnson & Johnson, la maggioranza degli Stati è tra il 3 e l’11 per cento di vaccinati. Malta e Ungheria fanno di nuovo eccezione e sono sopra il 20 per cento.

Tra i grandi Paesi Ue Italia e Spagna sono al 10 per cento, la Francia al 9,5 per cento e la Germania al 7,5 per cento.

Se invece si guarda al totale delle dosi somministrate sulla popolazione, i numeri sono molto vicini: la Spagna è al 35 per cento, la Germania al 34,3 per cento, l’Italia al 33,7 per cento e la Francia al 32,4 per cento.

Come leggere i trend delle vaccinazioni

Vediamo adesso qual è il ritmo quotidiano di vaccinazioni nei quattro grandi Paesi Ue. Prendiamo la media mobile a sette giorni, per smorzare le frequenti fluttuazioni giornaliere nei dati.

A gennaio, all’inizio della campagna vaccinale, l’Italia aveva uno dei ritmi più veloci, anche grazie al fatto che allora il nostro Paese stava vaccinando per lo più il personale sanitario, più facile da raggiungere, mentre gli altri Stati erano più avanti sulle persone più anziane.

Tra alti e bassi, il ritmo giornaliero delle vaccinazioni è poi stato simile fino a che ad aprile Spagna e Germania hanno avuto una netta accelerazione – che in Italia non c’è stata. Da noi si è continuato su un trend lineare, che però in questi ultimi giorni ci ha portato a un livello simile a quello di Spagna e Germania, maggiore di quello della Francia.

Attualmente l’Italia vaccina circa lo 0,6 per cento della popolazione al giorno, la Spagna lo 0,67 per cento, la Germania lo 0,64 per cento e la Francia lo 0,54 per cento.

Come va la Germania

In questi ultimi giorni si è parlato parecchio della Germania, arrivata a fare un milione di vaccini al giorno, livello che corrisponderebbe a circa 750 mila dosi giornaliere in Italia.

Va però considerato che i dati tedeschi hanno forti sbalzi quotidiani. Il 26 aprile sono state fatte 424 mila somministrazioni, il giorno dopo 778 mila, il 28 aprile 1,1 milioni, il 29 aprile 916 mila. I dati successivi non ci sono ancora, ma nel fine settimana in Germania ci sono solitamente forti crolli nelle somministrazioni. Nell’ultimo weekend di aprile, infatti, sono state fatte circa 320 mila somministrazioni al giorno.

Nel complesso il forte ritmo tedesco è favorito dal ruolo dei medici di base. I centri vaccinali infatti fanno in media 350 mila somministrazioni al giorno, ma gli studi medici tra il martedì e giovedì fanno tra le 400 mila e le 700 mila somministrazioni, mentre negli altri giorni poche decine di migliaia. Nella scorsa settimana il 45 per cento delle vaccinazioni è stato fatto dai medici di base, il 55 per cento dai centri vaccinali.

Come vanno Francia e Spagna

Anche la Francia ha giorni dove si fanno molte vaccinazioni, circa 500 mila, ma poi ci sono crolli nel fine settimana, con somministrazioni tra le 200 mila e le 100 mila. Questo fa sì che la media mobile delle somministrazioni sia ancora sotto quota 400 mila.

Valutare gli andamenti spagnoli è più complesso perché non rilasciano dati durante il fine settimana. Ma è ragionevole pensare che il sabato e la domenica non si facciano molte somministrazioni perché il lunedì, quando vengono aggiornati anche i dati dei due giorni precedenti, le somministrazioni sono tra le 450 mila e le 500 mila. Anche la Spagna ha picchi tra il giovedì e il venerdì, quando nell’ultima settimana è arrivata a somministrate oltre 500 mila dosi in un giorno.

Come va la protezione degli anziani

Al 2 maggio in Italia è stato vaccinato con almeno una dose l’88 per cento della popolazione over 80 e il 61 per cento di coloro che hanno tra i 70 e i 79 anni. Continuano a persistere importanti differenze regioni: in Sicilia solo il 70 degli over 80 ha ricevuto almeno una dose, mentre in Veneto è il 97 per cento. Nonostante questo, la maggioranza delle regioni sta convergendo tra l’85 e il 90 per cento.

In Francia la popolazione over 80 vaccinata con almeno una dose è il 71 per cento, mentre quella tra i 70 e i 79 anni il 75 per cento. A differenza dell’Italia però la Francia è già molto avanti tra i 60-69 anni, dove con la prima dose ne ha vaccinato il 51 per cento. Nel nostro Paese siamo al 32 per cento.

In Spagna è stato vaccinato con almeno una dose il 99 per cento degli over 80, il 78 per cento di quelli tra 70 e 79 anni e il 51 per percento di coloro che hanno tra i 60 e i 69 anni.

In Germania non si conoscono con precisione i tassi di vaccinazione nella popolazione anziana, perché non vengono comunicati. Le autorità sanitarie tedesche non li forniscono neanche al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), l’organo sanitario europeo che aiuta i Paesi nella lotta alla pandemia.

In conclusione

Nel complesso i ritmi di vaccinazione sono molto simili tra i principali Paesi europei e la popolazione vaccinata ad oggi nell’Unione Europea è più o meno la stessa in tutti gli Stati membri, con l’eccezione di Malta e dell’Ungheria.

La Germania e la Spagna sembrano disporre di una maggiore capacità dell’Italia nel fare vaccinazioni. Nel nostro Paese bisognerebbe fare circa 700-750 mila somministrazioni per eguagliare i loro migliori giorni, mentre al momento il massimo raggiunto è pari a 515 mila.

In generale, il principale ostacolo alla campagna di vaccinazione resta ancora in gran parte il numero di dosi disponibili, che non permette di accelerare particolarmente e tiene tutti i Paesi europei a un ritmo di somministrazione simile.

di Lorenzo Ruffino

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