Pubblicato: lunedì 19 aprile 2021
Fact-checking: la Campania è svantaggiata nei vaccini, come dice De Luca?

La sera del 16 aprile Vincenzo De Luca (Pd) ha affermato (min. 0:52), nel corso di una diretta sulla sua pagina Facebook, che la Regione Campania da lui presieduta «viene privata di 200 mila dosi di vaccino, rispetto alla proporzione che sarebbe necessaria per la popolazione campana» e che è «ultima per la fornitura di vaccini in relazione alla popolazione».

De Luca è poi sceso più nel dettaglio sostenendo (min. 1:42) che la Campania è ultima per distribuzione di vaccino Pfizer e Moderna: «Riceviamo il 16 per cento di vaccino Pfizer e l’1,7 per cento di vaccino Moderna. La cosa è importante, perché sono i due vaccini che servono per la popolazione più anziana». Di qui la richiesta che vengano restituite alla sua regione «200 mila dosi» di cui è stata invece privata.

De Luca riporta numeri corretti – anche se non risulta fondata la polemica su un presupposto trattamento sfavorevole della Campania – ma sbaglia sulla destinazione dei vaccini a mRna (Pfizer e Moderna) alla popolazione anziana e soprattutto veicola un messaggio fuorviante.

Andiamo a vedere i dettagli.

Campania ultima, ma nessun furto

Partiamo dal calcolo delle 200 mila dosi di cui sarebbe stata «privata» la Campania. Il calcolo di De Luca è il seguente: all’Italia sono stati consegnati circa 17,3 milioni di vaccini, pari in proporzione al 29 per cento della popolazione*. Alla Campania ne sono stati dati 1,4 milioni abbondanti, pari al 25 per cento della popolazione della regione. Per arrivare al 29 per cento, servirebbero oltre 200 mila vaccini in più.

Questo ragionamento è infondato. Prima di vedere il perché verifichiamo più nel dettaglio le parole di De Luca.

Abbiamo aggregato i dati e i calcoli ed è vero che la Campania, con un rapporto tra vaccini (di tutti e tre i produttori autorizzati) e popolazione del 25,3 per cento sia in ultima posizione davanti a Puglia (27 per cento) e Calabria (27,2 per cento). Ai primi posti troviamo Liguria (34,6 per cento), Molise (34,2 per cento) ed Emilia Romagna (31,7 per cento).

Questo dipende dal fatto che la Campania, come avevamo rilevato anche in una precedente analisi di una dichiarazione di De Luca, è la regione “più giovane” di Italia come età media della popolazione. La Liguria è invece la più anziana.

I vaccini sono stati distribuiti in base al numero di persone appartenenti alle categorie che avrebbero dovuto riceverli per primi. Considerato che, dopo la prima fase dedicata al personale sanitario e ai residenti nelle Rsa, il piano vaccinale ha dato precedenza agli anziani, ecco spiegato il motivo dell’ultima posizione della Campania. Il commissario all’emergenza Covid-19 Francesco Paolo Figliuolo ha proposto il 18 marzo, in accordo con le regioni, un cambio di criteri (che comunque non comporta un’applicazione del criterio demografico al cento per cento) ma ad oggi non ci risulta sia risultato in un’ordinanza che abbia effetti giuridici.

L’insofferenza di De Luca nei confronti di questa situazione è sfociata tra l’altro in uno scontro con il commissario Figliuolo di cui abbiamo dato conto, e nella rivendicazione di alcuni primati inesistenti sui vaccini agli over 80. Da ultimo, come abbiamo detto, lo ha portato a chiedere che vengano restituite alla Campania «200 mila dosi» di vaccino che le sarebbero spettate se fosse stato applicato fin da subito il solo criterio della popolazione residente.

A queste parole aveva già replicato il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri in un’intervista del 15 aprile. «C’è un criterio unico e generale che riguarda tutto il Paese», secondo Sileri e, ancora, «la priorità è per fascia di età. In Campania, così come altre regioni si parte con le vaccinazioni ai soggetti più anziani». Se ce ne sono meno, in proporzione, che in altre regioni è quindi normale che vengano distribuiti dallo Stato meno vaccini.

Abbiamo contattato la struttura commissariale per avere una fonte ufficiale aggiornata e completa sui criteri vigenti ma non abbiamo ottenuto risposta. In ogni caso le parole di Sileri trovano conferma sia nella proposta di nuovi criteri del commissario Figliuolo sia in quanto dichiarato in passato da altri amministratori locali.

Veniamo ora alla questione di “quali” vaccini sono stati dati alla Campania.

Pfizer, Moderna, AstraZeneca: quanti e per chi?

Se guardiamo di nuovo alla tabella che abbiamo creato aggregando i dati messi a disposizione dal governo, la Campania risulta ultima anche nelle sottosezioni del rapporto tra popolazione e vaccini Pfizer e Moderna ricevuti, rispettivamente con il 16,5 per cento e l’1,7 per cento. I dati che correttamente cita De Luca.

Per Pfizer arriva penultima la Puglia, con il 18,2 per cento, e prime Liguria e Molise con il 24,7 per cento. Per Moderna penultime si piazzano Calabria e Trentino-Alto Adige e prima di nuovo la Liguria con il 2,9 per cento.

Se poi guardiamo anche al vaccino di AstraZeneca la Campania, con il 7 per cento, è più o meno nella media. Prima arriva la Sardegna con il 7,5 per cento e varie regioni (Valle d’Aosta, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Basilicata) condividono l’ultimo posto con il 6,8 per cento.

La differente posizione sui tre vaccini della Campania dipende probabilmente dal fatto che inizialmente Pfizer e Moderna erano i soli utilizzabili per gli anziani, visto che l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) avevano raccomandato di usare AstraZeneca prima per gli under 55 e poi per gli under 65, visti i dati (lacunosi) circa la fase sperimentale del vaccino. Dunque per diverso tempo, sempre per via della sua popolazione più giovane di tutte le altre regioni italiane, la Campania ha ricevuto meno dei due vaccini a mRna e come gli altri di AstraZeneca.

A inizio aprile però le cose sono cambiate. Come abbiamo spiegato in una nostra analisi, dopo l’emergere di rischi (pure infinitesimali) di trombosi per il vaccino AstraZeneca per la popolazione under 60 (e soprattutto femminile), l’Aifa ha segnalato come questo fosse invece sicuro per gli over 60. Di conseguenza il Ministero della Salute ha ribadito che il vaccino di AstraZeneca «è approvato a partire dai 18 anni di età» ma ne ha raccomandato l’«uso preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni».

Dunque De Luca sbaglia a sostenere, il 16 aprile e dunque quasi dieci giorni dopo il cambio di destinazione preferenziale per il vaccino AstraZeneca, che Pfizer e Moderna sono «i due vaccini che servono per la popolazione più anziana». Casomai è vero il contrario: attualmente quello che serve per la popolazione più anziana è in particolare il vaccino di AstraZeneca. Questo è stato ribadito anche dal commissario Figliuolo nell’ordinanza del 9 aprile, relativa alla vaccinazione delle persone di età compresa tra i 70 e i 79 anni e tra i 60 e i 69 anni.

In conclusione

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca (Pd) il 16 aprile ha sostenuto che la regione da lui amministrata «viene privata di 200 mila dosi di vaccino, rispetto alla proporzione che sarebbe necessaria per la popolazione campana» e che sia ultima in Italia per rapporto tra vaccini ricevuti e popolazione. Ultima posizione che riguarda in particolare anche i singoli vaccini Pfizer e Moderna in rapporto alla popolazione, cosa secondo De Luca «importante, perché sono i due vaccini che servono per la popolazione più anziana».

I dati citati da De Luca sono corretti: la Campania è ultima per vaccini ricevuti in rapporto alla popolazione e questo è vero anche guardando in particolare a Pfizer e Moderna.

È però sbagliato dire che questi due i vaccini servono per la popolazione più anziana. Da aprile in poi le autorità sanitarie e anche il commissario straordinario all’emergenza Covid-19 hanno chiarito che il vaccino da usare preferibilmente per gli anziani è AstraZeneca, che ha invece dei rischi (pur minimi) per la popolazione under 60.

Ma al di là di questo, i numeri corretti riportati da De Luca sono usati dal presidente campano per sostenere una tesi fuorviante, secondo cui la Campania sarebbe stata privata di 200 mila dosi di vaccino, che le spetterebbero se fosse rispettato il solo criterio della popolazione.

Questa richiesta è priva di fondamento, dato che i criteri usati nella distribuzione dei vaccini sono uniformi su tutto il territorio e sono incentrati sulle categorie che devono ricevere i vaccini. Considerato che inizialmente la maggior parte dei soggetti da vaccinare – al netto degli operatori sanitari – erano anziani, e che la Campania è la regione più giovane d’Italia come età media, non è strano che sia in ultima posizione. Specularmente la Liguria, che è la più anziana, è in prima posizione.

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* Dati consultati il 19 aprile, quelli relativi alle consegne di vaccini all’Italia sono in linea con quelli disponibili al 16 aprile

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