Pubblicato: martedì 6 aprile 2021
Photo: Ansa
​Troppe regioni vaccinano ancora poco gli anziani

I dati in breve:

• Poco più di un over 80 su due in Italia ha ricevuto la prima dose di vaccino. Nonostante questo ritardo, le regioni continuano a dare priorità alle fasce di popolazione più giovani.

• Tutti e tre i vaccini autorizzati nel nostro Paese possono essere usati per gli anziani (AstraZeneca da tre settimane circa). Ma solo tre regioni usano AstraZeneca per gli over 80, e nell'ultima settimana solo una dose su due di Pfizer e Moderna è stata destinata a questa fascia di età.

• Sono state somministrate quasi tutte le dosi ricevute del vaccino Pfizer, mentre quasi la metà di quelle AstraZeneca e Moderna risultano ancora inutilizzate.

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A oltre tre mesi dall’inizio della campagna vaccinale le regioni italiane continuano a vaccinare in modo scoordinato, dando priorità a categorie diverse. E gli anziani sono quelli che ci stanno rimettendo di più.

Ad oggi in Italia quasi il 13 per cento della popolazione (circa 7,8 milioni di persone) ha ricevuto almeno una dose di vaccino contro la Covid-19, mentre il 5,6 per cento (circa 3,4 milioni di persone) è stato completamente vaccinato.

Oltre il 90 per cento del personale sanitario e degli ospiti delle Rsa ha ricevuto almeno una dose. Ma molte regioni continuano a trascurare le vaccinazioni negli over 80, privilegiando fasce della popolazione più giovani. Come abbiamo spiegato più volte, è mettendo al sicuro chi ha più di 80 anni che si potrà ottenere un drastico crollo dei decessi e degli ospedalizzati.

Vediamo che cosa dicono i numeri delle prime dosi somministrate tra il 29 marzo e il 4 aprile. Questo indicatore ci permette di confrontare le strategie delle singole regioni, tralasciando i giorni di Pasqua in cui si è registrato un forte calo delle somministrazioni giornaliere.

Chi vaccinano le regioni

Nell’ultima settimana in Italia il 37 per cento delle prime dosi è stato somministrato a persone con più di 80 anni, il 40 per cento alla fascia 60-79 anni e il 22 per cento a quella under 60. Queste percentuali sono fondamentali per valutare le diverse campagne vaccinali delle regioni, dal momento che tutti e tre i vaccini attualmente in uso in Italia possono essere somministrati agli anziani senza limiti di età (AstraZeneca da circa tre settimane). Come vedremo tra poco, però, le differenze sono ampie e la quasi totalità delle regioni sembra non sembra stia sfruttando questa possibilità.

Le tre regioni che hanno destinato il maggior numero di vaccini agli over 80 nella settimana tra il 29 marzo e il 4 aprile sono state la Basilicata (70 per cento), la Lombardia (53 per cento) e il Piemonte (51 per cento). Le tre regioni ad aver dedicato il numero minore di dosi sono state il Molise (12 per cento), la Liguria e la Campania (entrambe al 17 per cento).

Nessuna regione ha ancora completato la vaccinazione degli over 80. Non è chiaro allora perché si stiano destinando le dosi ad altre fasce della popolazione (fatta esclusione per ospedale ospedaliero, Rsa e altre categorie prioritarie, come gli insegnanti). Per esempio, le province autonome di Bolzano e Trento sono tra il 70 e il 75 per cento di over 80 vaccinati con almeno una dose e la Campania a solo il 60 per cento. La Liguria è poco sopra il 50 per cento e ha la popolazione più anziana d’Italia.

La decisione della Basilicata di dedicare nell’ultima settimana il 70 per cento delle dosi agli over 80 ha invece dato i suoi frutti permettendole di diventare la prima regione in Italia per vaccinazione con almeno la prima dose in questa fascia di età (84 per cento).

La Valle d’Aosta, il Lazio e la Sicilia hanno invece dedicato oltre il 60 per cento delle dosi a chi ha tra i 60 e i 79 anni. Le regioni che hanno meno vaccinato questa fascia di età sono state la Basilicata (9 per cento), la Lombardia (13 per cento) e la Puglia (18 per cento).

Oltre il 40 per cento delle dosi è invece stato destinato agli under 60 in Calabria, Molise, Puglia e Sardegna. Toscana, Veneto, Lazio e Valle d’Aosta sono invece sotto il 15 per cento.

Chi sta ricevendo i vaccini Pfizer e Moderna

Vediamo in quali fasce di età vengono usati di più i vaccini Pfizer e Moderna, quelli che da inizio campagna vaccinale possono essere somministrati senza limiti di età, adolescenti esclusi.

Nella settimana tra il 29 marzo e il 4 aprile, il 53 per cento delle dosi di questi due produttori è andato agli over 80. Va tenuto conto che una parte di questi vaccini è destinata anche ai soggetti vulnerabili, anche con meno di 80 anni, ma è impossibile sapere quanti siano con precisione. È comunque ragionevole assumere che questi soggetti siano più concentrati nelle fasce più anziane della popolazione.

Il 31 per cento delle dosi Pfizer e Moderna è poi andato alla fascia 60-79 anni e il 16 per cento a quella con meno di 60 anni.

La regioni che hanno destinato il maggior numero di vaccini Pfizer e Moderna agli over 80 sono state Basilicata (86 per cento), Piemonte (81 per cento) e Lombardia (80 per cento). Le tre regioni che invece ne hanno destinate di più agli under 60 sono state la provincia autonoma di Bolzano (38 per cento), la provincia autonoma di Trento (30 per cento) e la Campania (26 per cento). Le tre regioni che hanno destinato più dosi alla fascia 60-79 anni sono state la Valle d’Aosta (64 per cento), il Molise (58 per cento) e la Sicilia (52 per cento).

Queste percentuali suggeriscono che si sia deciso di utilizzare Pfizer o Moderna soprattutto per gli over 80. Ma allora sembrerebbe più ragionevole dedicare quasi tutte le dosi disponibili di questi produttori in questa fascia di età, e di privilegiare AstraZeneca per le restanti. Come abbiamo visto, i numeri dicono che si sta facendo diversamente.

Chi sta ricevendo AstraZeneca

In Italia il vaccino AstraZeneca non viene utilizzato tendenzialmente per chi ha più di 80 anni, sebbene da circa tre settimane non ci siano più vincoli di età per il suo utilizzo negli anziani. All’inizio AstraZeneca è stato usato per le forze dell’ordine e le forze armate, oltre che per il personale scolastico e universitario, mentre adesso viene utilizzato nella fascia 70-79 anni e in alcune regioni già in quella 60-69 anni.

Tra il 29 marzo e il 4 aprile il 60 per cento dei vaccini AstraZeneca è andato a chi ha tra i 60 e i 79 anni e il 35 per cento agli under 60. Il 5 per cento è invece stato destinato agli over 80, ma in sole tre regioni: Marche (51 per cento), Veneto (18 per cento) e Bolzano (14 per cento). Le dosi che risultano somministrate nelle altre regioni sono frutto molto probabilmente di errori di inserimento dei dati, che sono molto comuni.

Sarebbe ragionevole attendersi che buona parte delle dosi AstraZeneca venga dedicata a chi ha più di 70 anni, dal momento che i rischi legati alla Covid-19 per un settantenne sono molto più alti di quelli di una persona con meno di 60 anni. Invece Abruzzo, Basilicata, Calabria, Lombardia, Molise, Puglia, Sardegna e Umbria ne hanno dedicato tra il 70 e l’85 per cento agli under 60.

Ad aver vaccinato principalmente la fascia 60-79 anni con AstraZeneca sono state Lazio, Sicilia, Toscana (sopra l’85 per cento di dosi destinate a loro), Friuli-Venezia Giulia, Trento, Piemonte e Valle d’Aosta (sopra il 70 per cento) e Campania, Liguria, Bolzano e Valle d’Aosta (sopra il 60 per cento).

Quante dosi restano inutilizzate

Continuano poi a esserci importanti differenze nell’utilizzo delle dosi. Complessivamente risulta somministrato il 95 per cento di quelle Pfizer, il 53 per cento delle AstraZeneca e il 49 per cento di quelle Moderna.

Le regioni che hanno sostanzialmente finito le dosi Pfizer sono Basilicata, Molise, Bolzano, Trento, Piemonte, Valle d’Aosta e Veneto, mentre quelle più indietro nel loro utilizzo sono Marche, Umbria e Toscana.

Per quanto riguarda le dosi di Moderna, le tre regioni migliori sono Valle d’Aosta, Marche e Veneto, mentre le tre peggiori sono Trento Friuli-Venezia Giulia e Liguria. Infine, nell’utilizzo di AstraZeneca primeggiano Toscana, Bolzano e Veneto, mentre vanno male Calabria, Basilicata e Sardegna.

In conclusione

Dopo più di tre mesi dall’inizio delle vaccinazioni contro la Covid-19, le regioni continuano a trascurare la fascia di popolazione over 80, vaccinando persone più giovani nonostante non siano ancora stati messi in sicurezza tutti i cittadini con più di 80 anni.

Nonostante da circa tre settimane tutti e tre i vaccini autorizzati in Italia possano essere usati senza limiti di età (adolescenti esclusi), soltanto tre regioni stanno usando AstraZeneca negli over 80.

Ma anche i vaccini Pfizer e Moderna non sono usati con priorità per i cittadini con più di 80 anni. Nell’ultima settimana a livello nazionale solo una dose su due di questi vaccini è andata agli over 80, con ampie differenze tra regioni.

di Lorenzo Ruffino

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