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Mercoledì 2 aprile il Parlamento europeo ha approvato con una risoluzione la relazione sulla politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), su cui i partiti italiani che sostengono il governo Meloni e quelli all’opposizione hanno votato in modo diverso tra loro.
In base ai trattati, la PSDC è il modo in cui i Paesi dell’Unione europea collaborano per affrontare crisi, proteggere i cittadini e rafforzare la pace e la sicurezza internazionale. Le risoluzioni sono documenti con cui il Parlamento Ue invita o raccomanda le istituzioni europee o nazionali a prendere provvedimenti su temi specifici.
In un passaggio della risoluzione, il Parlamento Ue ha dichiarato che «accoglie con favore il piano ReArm Europe in cinque punti proposto il 4 marzo 2025 dalla presidente della Commissione» Ursula von der Leyen. L’obiettivo del piano è aumentare le spese militari degli Stati membri, tramite prestiti e una maggiore flessibilità nel rispetto dei vincoli sul debito pubblico.
La risoluzione è stata approvata con 399 voti a favore, 198 contrari e 71 astensioni. Tra i partiti di governo italiani, i parlamentari europei di Forza Italia hanno votato a favore, quelli di Fratelli d’Italia si sono astenuti, mentre quelli della Lega hanno votato contro.
Forza Italia fa parte del Partito Popolare Europeo, il gruppo più numeroso al Parlamento Ue, a cui appartiene anche von der Leyen. Fratelli d’Italia è nel gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei, che esprime un commissario europeo, l’ex ministro Raffaele Fitto. Il partito ha votato a favore della formazione della Commissione von der Leyen, ma i suoi parlamentari si sono opposti a questa risoluzione, sostenendo che avesse «toni troppo aggressivi» nei confronti dell’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump. Lo ha spiegato in un’intervista al Corriere della Sera Nicola Procaccini, eurodeputato di Fratelli d’Italia e co-presidente del gruppo dei Conservatori e Riformisti. La Lega, invece, fa parte del gruppo dei Patrioti per l’Europa. Il partito di Matteo Salvini non sostiene la Commissione Ue e ha criticato più volte il piano di riarmo fin dalla sua presentazione.
Anche i partiti di opposizione hanno votato in modo non uniforme. I parlamentari europei del Partito Democratico hanno votato a favore, con due eccezioni: l’ex direttore di Avvenire Marco Tarquinio e l’ex presidente di Emergency Cecilia Strada, entrambi eletti come indipendenti nelle liste del PD, che hanno votato contro. Lo scorso anno il PD, che fa parte del gruppo dei Socialisti e Democratici, ha votato a favore della Commissione von der Leyen.
I parlamentari europei del Movimento 5 Stelle, appartenenti al gruppo della Sinistra, hanno votato contro la risoluzione, così come i loro colleghi di gruppo: il sindaco di Riace Mimmo Lucano e l’attivista Ilaria Salis, eletti con Alleanza Verdi-Sinistra. Hanno votato contro anche i quattro eurodeputati eletti con Alleanza Verdi-Sinistra ma iscritti al gruppo dei Verdi.
Mercoledì 2 aprile il Parlamento europeo ha approvato con una risoluzione la relazione sulla politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), su cui i partiti italiani che sostengono il governo Meloni e quelli all’opposizione hanno votato in modo diverso tra loro.
In base ai trattati, la PSDC è il modo in cui i Paesi dell’Unione europea collaborano per affrontare crisi, proteggere i cittadini e rafforzare la pace e la sicurezza internazionale. Le risoluzioni sono documenti con cui il Parlamento Ue invita o raccomanda le istituzioni europee o nazionali a prendere provvedimenti su temi specifici.
In un passaggio della risoluzione, il Parlamento Ue ha dichiarato che «accoglie con favore il piano ReArm Europe in cinque punti proposto il 4 marzo 2025 dalla presidente della Commissione» Ursula von der Leyen. L’obiettivo del piano è aumentare le spese militari degli Stati membri, tramite prestiti e una maggiore flessibilità nel rispetto dei vincoli sul debito pubblico.
La risoluzione è stata approvata con 399 voti a favore, 198 contrari e 71 astensioni. Tra i partiti di governo italiani, i parlamentari europei di Forza Italia hanno votato a favore, quelli di Fratelli d’Italia si sono astenuti, mentre quelli della Lega hanno votato contro.
Forza Italia fa parte del Partito Popolare Europeo, il gruppo più numeroso al Parlamento Ue, a cui appartiene anche von der Leyen. Fratelli d’Italia è nel gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei, che esprime un commissario europeo, l’ex ministro Raffaele Fitto. Il partito ha votato a favore della formazione della Commissione von der Leyen, ma i suoi parlamentari si sono opposti a questa risoluzione, sostenendo che avesse «toni troppo aggressivi» nei confronti dell’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump. Lo ha spiegato in un’intervista al Corriere della Sera Nicola Procaccini, eurodeputato di Fratelli d’Italia e co-presidente del gruppo dei Conservatori e Riformisti. La Lega, invece, fa parte del gruppo dei Patrioti per l’Europa. Il partito di Matteo Salvini non sostiene la Commissione Ue e ha criticato più volte il piano di riarmo fin dalla sua presentazione.
Anche i partiti di opposizione hanno votato in modo non uniforme. I parlamentari europei del Partito Democratico hanno votato a favore, con due eccezioni: l’ex direttore di Avvenire Marco Tarquinio e l’ex presidente di Emergency Cecilia Strada, entrambi eletti come indipendenti nelle liste del PD, che hanno votato contro. Lo scorso anno il PD, che fa parte del gruppo dei Socialisti e Democratici, ha votato a favore della Commissione von der Leyen.
I parlamentari europei del Movimento 5 Stelle, appartenenti al gruppo della Sinistra, hanno votato contro la risoluzione, così come i loro colleghi di gruppo: il sindaco di Riace Mimmo Lucano e l’attivista Ilaria Salis, eletti con Alleanza Verdi-Sinistra. Hanno votato contro anche i quattro eurodeputati eletti con Alleanza Verdi-Sinistra ma iscritti al gruppo dei Verdi.