Tutti commentano il programma di Fdi, che però ancora non c’è

Sui social circolano alcune proposte controverse, ma sono prese da vecchi documenti del partito di Giorgia Meloni
Programma elettorale di Fratelli d’Italia, 2018
Programma elettorale di Fratelli d’Italia, 2018
Negli ultimi giorni sta circolando su Twitter un documento, diviso in 15 punti, presentato come il programma elettorale di Fratelli d’Italia per le elezioni del prossimo 25 settembre. Alcuni dei passaggi più citati (e controversi) fanno riferimento alla posizione del partito in merito all’appartenenza dell’Italia all’Unione europea, alle politiche per la natalità e all’obbligo per i giovani di entrare nel mercato del lavoro, pena l’applicazione di un «sistema sanzionatorio». Il documento è stato condiviso – e commentato come attuale – da molti utenti, profili di associazioni, giornalisti e anche da celebrità, come la cantante Elodie.

Questi punti, però, non fanno parte del programma elettorale del partito di Giorgia Meloni per le prossime elezioni, che non è ancora stato presentato, ma sono presi da due documenti più datati, risalenti al 2018 e al maggio 2022. 

Vecchi programmi…

Molti dei paragrafi che stanno circolando in questi giorni sui social sono presi dal programma elettorale di Fratelli d’Italia per le scorse elezioni politiche, tenutesi a marzo 2018. In quell’occasione infatti Fdi aveva presentato un documento intitolato «Il voto che unisce», in cui vengono riassunte 15 «priorità» del «movimento dei patrioti». 

Tra i punti tornati a galla di recente troviamo il paragrafo «Prima l’Italia e prima gli italiani», in cui Fdi afferma di voler «ridiscutere tutti i trattati Ue» e gli «accordi e le direttive nocive», come la direttiva Bolkestein, che obbliga il nostro Paese a mettere a bando le concessioni balneari; o il Regolamento di Dublino, secondo cui se un richiedente asilo arriva illegalmente in Europa attraverso la frontiera di uno Stato membro, quest’ultimo diventa responsabile della gestione della domanda di protezione nazionale e si fa carico dei costi, economici e sociali, conseguenti. Tra gli altri punti presenti nel programma di Fdi del 2018 troviamo infatti il «contrasto all’immigrazione irregolare» e il «no allo ius soli»; la «tutela della nostra identità dal processo di islamizzazione» e la «difesa del Made in Italy». Alle elezioni del 2018, Fratelli d’Italia aveva ottenuto circa il 4 per cento dei voti sia alla Camera che al Senato.

In un altro punto diventato particolarmente popolare sui social, e spesso (erroneamente) presentato come parte del “nuovo” programma di Fdi, si legge che i giovani «non potranno più scegliere se lavorare o meno», ma dovranno accettare un’offerta di lavoro «per sé, per la sua famiglia e per il Paese», pena la «perdita di ogni beneficio con l’applicazione anche di un sistema sanzionatorio». Questo paragrafo è inserito negli “Appunti per un programma conservatore”, un documento presentato da Fratelli d’Italia lo scorso maggio e alla cui stesura hanno contribuito anche l’ex deputato e fondatore di Fdi Guido Crosetto, l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti e il sociologo Luca Ricolfi.

Più nel dettaglio, per favorire l’occupazione giovanile Fratelli d’Italia proponeva di istituire un «sistema di intelligenza artificiale» che colleghi automaticamente i giovani che terminano gli studi con le imprese del loro settore o i centri per l’impiego, in modo da facilitare l’incontro tra domanda e offerta. Non si tratta in questo caso di un documento di quattro anni fa, ma bisognerà comunque vedere quanto degli “Appunti” entreranno a far parte del programma finale.

LEGGI ANCHE: Gli “Appunti per un programma conservatore” di Fratelli d’Italia, sotto la lente del fact-checking

… in attesa di nuove risposte

Il 24 luglio Crosetto ha risposto alle critiche commentando un tweet del giornalista David Carretta che, citando il programma di Fdi del 2018, ha scritto: «Il programma di Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni significa di fatto l’uscita dall’euro e dall’Unione europea». Crosetto ha però fatto notare che il testo risale ormai ad alcuni anni fa.
Al momento, Fratelli d’Italia non ha ancora presentato un programma elettorale aggiornato per le elezioni del 25 settembre 2022, e non sappiamo quindi se i principi inseriti nei precedenti programmi saranno confermati, eliminati o modificati. In un’intervista a La Stampa del 23 luglio, per esempio, Meloni ha dichiarato: «La politica estera di un governo a guida Fratelli d’Italia resterà quella di oggi. Per me è una condizione». Il giorno precedente, intervistato a Coffee Break su La7, il senatore Lucio Malan (Fdi) aveva detto che tra le priorità di Fratelli d’Italia ci saranno «la produttività del Paese», la «riduzione del cuneo fiscale» e la «sicurezza».
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