I fatti dietro la promessa: Berlusconi e un milione di alberi piantati all’anno

Il presidente di Forza Italia ha indicato le nuove piante tra i punti del suo programma elettorale, ma l’iniziativa non è nuova e presenta diversi ostacoli
ANSA/Matteo Corner
ANSA/Matteo Corner
Il 22 luglio, in un’intervista al Tg5, il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi ha anticipato alcuni punti del programma elettorale che il partito presenterà per le elezioni del prossimo 25 settembre. Tra le altre cose, l’ex presidente del Consiglio ha detto (dal min. 12:10) che Forza Italia punterà a piantare ogni anno «almeno un milione di alberi» sul territorio nazionale. 

Questa promessa, però, non è nuova: già il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) prevede di piantare 6,6 milioni di alberi entro il 2024. Un impegno che presenta non poche difficoltà. E che si somma al fatto che diverse Regioni e enti locali hanno attivato progetti che mirano a mettere a dimora milioni di nuove piante.

I «boschi urbani» del Pnrr

La seconda missione del Pnrr, relativa alle tematiche ambientali, impegna l’Italia a piantare almeno 6,6 milioni di nuovi alberi entro il 2024. Le procedure, almeno a livello burocratico, sono già cominciate: lo scorso 31 marzo, il Ministero per la Transizione ecologica (Mite) ha pubblicato un bando da 330 milioni di euro, destinati all’avvio di progetti di forestazione in 14 città metropolitane.

L’obiettivo è piantare un milione e 650 mila piante nel 2022 e nel 2023, e altri 3,3 milioni nel 2024. Per il 2022 e 2023, le risorse messe in campo ammontano a 74 milioni di euro annui, mentre per il 2024 la cifra annuale salirà a 139 milioni di euro. Tra le 14 città metropolitane coinvolte, le tre che riceveranno più risorse saranno Roma, Napoli e Torino. 

Gli scopi dell’iniziativa sono principalmente cinque: preservare la biodiversità; contribuire alla riduzione dell’inquinamento atmosferico; ridurre le procedure d’infrazione europee per la qualità dell’aria; valorizzare le periferie e le aree interne rurali; e frenare il consumo del suolo. Secondo alcuni esperti, però, le iniziative di riforestazione previste dal Pnrr rischiano di non essere sufficienti a raggiungere questi obiettivi. 

I problemi

Come hanno confermato alcuni esperti consultati da Pagella Politica per un approfondimento su Green&Blue, a livello di mitigazione dei cambiamenti climatici gli oltre 6,6 milioni di alberi da piantare entro il 2024 avranno un impatto praticamente nullo. Un contributo significativo può invece arrivare, per esempio, in altri settori come il contrasto alle ondate di calore e il contenimento dell’inquinamento atmosferico. Le piante dovranno infatti essere posizionate nei pressi delle città, quindi vicino alle fonti di inquinamento, in modo da creare «boschi urbani o periurbani» che abbassino le temperature cittadine e contengano, almeno in parte, l’inquinamento. 

Un altro problema sta nei costi legati all’iniziativa: per il progetto del Pnrr, il Mite ha stanziato circa 50 euro a pianta, ma questa cifra – che si riferisce non solo alle spese per il trasporto e la messa a dimora, ma anche alla cura e il monitoraggio nel tempo – è ritenuta insufficiente dagli esperti.

Inoltre non sarà facile selezionare gli spazi in cui collocare i nuovi alberi previsti dal Pnrr. Come abbiamo visto, da un lato è importante che le piante siano posizionate in prossimità delle fonti di inquinamento, ma dall’altro non sempre le città metropolitane hanno a disposizione spazi vuoti, ampi, accessibili, e adatti a operazioni di riforestazione. 

Per ora, Silvio Berlusconi non ha precisato con quali fondi intende finanziare la messa a dimora di «un milione di alberi all’anno», né dove questi dovranno essere posizionati. È probabile però che almeno alcuni dei problemi legati all’iniziativa del Pnrr possano ripresentarsi anche per la promessa elettorale avanzata dal presidente di Forza Italia. 

Un’iniziativa poco ambiziosa?

Nei giorni successivi all’annuncio di Berlusconi, alcuni esponenti politici hanno anche sottolineato come la sua promessa elettorale rischi di essere poco ambiziosa o, comunque, non particolarmente innovativa. Già diverse regioni, consorzi o enti locali, infatti, hanno attivato programmi di protezione dell’ambiente volti proprio alla messa a dimora di nuovi alberi.

È il caso per esempio dell’Emilia-Romagna, dove la Giunta guidata dal governatore Stefano Bonaccini (Partito democratico) intende piantare 4,5 milioni di alberi tra il 2020 e il 2025. A Milano, il progetto “Forestami”, promosso dalla Città metropolitana, il comune di Milano, Regione Lombardia e altri organismi locali, vuole piantare 3 milioni di alberi entro il 2030; mentre il progetto “Ossigeno”, coordinato dalla Regione Lazio, punta a piantare 6 milioni di alberi in tre anni.

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