Dal 1° luglio entra in vigore il dazio europeo sulle spedizioni di basso importo che arrivano dall’estero. La cosiddetta “tassa sui pacchi” ha l’obiettivo di riequilibrare una situazione di concorrenza sleale: finora le imprese che importano beni da fuori dell’UE, per esempio dalla Cina, hanno dovuto pagare un dazio, mentre nel caso in cui il consumatore compri direttamente da una piattaforma di acquisti online non veniva applicato alcun costo aggiuntivo. La nuova norma imporrebbe un dazio di 3 euro per ogni categoria di oggetto importata da Paesi extra-UE, mentre in precedenza erano esentate le merci con un valore inferiore a 150 euro.
I promotori della tassa sostengono che questa misura sia necessaria per frenare l’afflusso di mini-spedizioni dalla Cina e da altri Paesi asiatici, che sono aumentate negli ultimi anni grazie al successo di piattaforme di e-commerce come Temu e Shein. Questi siti offrono prodotti a costi insostenibili per le imprese che producono in Europa, spesso sfruttando regole meno stringenti sulla tutela ambientale e dei lavoratori. Inoltre, i prodotti comprati su queste piattaforme sono spesso di bassa qualità e contribuiscono ai danni ambientali della cultura usa e getta.
Non tutti sono d’accordo sull’utilità di questa tassa che, come ogni fenomeno economico, genera anche delle conseguenze negative. L’europarlamentare del Movimento 5 Stelle ed ex presidente dell’INPS Pasquale Tridico, per esempio, ha detto che il nuovo dazio «colpirà principalmente i cittadini più poveri e la classe media», dato l’aumento del costo finale per il consumatore. Vediamo dunque quali sono i vantaggi e le conseguenze di una misura come questa.
I promotori della tassa sostengono che questa misura sia necessaria per frenare l’afflusso di mini-spedizioni dalla Cina e da altri Paesi asiatici, che sono aumentate negli ultimi anni grazie al successo di piattaforme di e-commerce come Temu e Shein. Questi siti offrono prodotti a costi insostenibili per le imprese che producono in Europa, spesso sfruttando regole meno stringenti sulla tutela ambientale e dei lavoratori. Inoltre, i prodotti comprati su queste piattaforme sono spesso di bassa qualità e contribuiscono ai danni ambientali della cultura usa e getta.
Non tutti sono d’accordo sull’utilità di questa tassa che, come ogni fenomeno economico, genera anche delle conseguenze negative. L’europarlamentare del Movimento 5 Stelle ed ex presidente dell’INPS Pasquale Tridico, per esempio, ha detto che il nuovo dazio «colpirà principalmente i cittadini più poveri e la classe media», dato l’aumento del costo finale per il consumatore. Vediamo dunque quali sono i vantaggi e le conseguenze di una misura come questa.