Vietare qualunque intervento fatto nell’atmosfera per cambiare artificialmente il clima, tra cui il fenomeno mai dimostrato delle cosiddette “scie chimiche”. È questo l’obiettivo di una proposta di legge di iniziativa popolare, chiamata “Cieli blu”, che al 3 luglio ha superato le 43 mila sottoscrizioni. Per essere presentata in Parlamento la proposta, la cui campagna di sottoscrizioni è iniziata a maggio, dovrà raggiungere le 50 mila firme entro sei mesi, ossia entro il mese di novembre. Visto l’andamento è dunque probabile che la soglia sia superata e che il testo sia poi depositato effettivamente o alla Camera o al Senato.
Più nel dettaglio, la proposta di legge propone di rendere illegale qualunque intervento fatto nell’atmosfera con lo scopo di cambiare artificialmente il clima, il meteo, la temperatura, le precipitazioni o l’intensità della luce solare. Tra le attività vietate rientrerebbero, per esempio la geoingegneria; l’inseminazione delle nuvole; la gestione della radiazione solare; il rilascio di aerosol o sostanze chimiche nell’atmosfera per modificare temperatura, pioggia o luce solare. La proposta prevede che chi viola il divieto possa essere punito con una multa fino a 100 mila euro per ogni violazione; il carcere fino a 5 anni oppure entrambe le sanzioni. Le stesse sanzioni penali varrebbero anche per enti, associazioni nazionali o internazionali e per i loro responsabili. Il testo affida a vari enti pubblici – l’Aeronautica militare, il Ministero dell’Ambiente, e l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) – il compito di segnalare e verificare eventuali violazioni sospette.
Più nel dettaglio, la proposta di legge propone di rendere illegale qualunque intervento fatto nell’atmosfera con lo scopo di cambiare artificialmente il clima, il meteo, la temperatura, le precipitazioni o l’intensità della luce solare. Tra le attività vietate rientrerebbero, per esempio la geoingegneria; l’inseminazione delle nuvole; la gestione della radiazione solare; il rilascio di aerosol o sostanze chimiche nell’atmosfera per modificare temperatura, pioggia o luce solare. La proposta prevede che chi viola il divieto possa essere punito con una multa fino a 100 mila euro per ogni violazione; il carcere fino a 5 anni oppure entrambe le sanzioni. Le stesse sanzioni penali varrebbero anche per enti, associazioni nazionali o internazionali e per i loro responsabili. Il testo affida a vari enti pubblici – l’Aeronautica militare, il Ministero dell’Ambiente, e l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) – il compito di segnalare e verificare eventuali violazioni sospette.