La presidente del Consiglio Giorgia Meloni in questi mesi ha più volte sostenuto che il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo avrebbe migliorato la posizione dell’Italia. Nel 2023, mentre a Bruxelles si svolgevano le negoziazioni sul patto, Meloni aveva detto per esempio che «le nuove regole sono per noi migliori delle precedenti». Poi, nella conferenza stampa di inizio 2024, Meloni aveva sostenuto che il sistema in esame avrebbe garantito maggiormente l’Italia, perché prevedeva «un meccanismo serio che impegna anche gli altri Paesi a fare un lavoro di redistribuzione». Pure Fratelli d’Italia, in un recente post su X, ha rivendicato il nuovo Patto come un risultato positivo, sostenendo che con esso l’Italia avrebbe ottenuto un sistema europeo più favorevole rispetto al passato.
Ma il confronto tra le nuove regole e quelle in vigore prima restituisce un quadro più articolato di quello che emerge dalle dichiarazioni. Il Patto contiene alcuni strumenti che possono aiutare l’Italia, a partire dal nuovo meccanismo di solidarietà, ma sancisce anche maggiori oneri per un Paese di frontiera come il nostro, attraverso responsabilità più lunghe e ulteriori obblighi.
Ma il confronto tra le nuove regole e quelle in vigore prima restituisce un quadro più articolato di quello che emerge dalle dichiarazioni. Il Patto contiene alcuni strumenti che possono aiutare l’Italia, a partire dal nuovo meccanismo di solidarietà, ma sancisce anche maggiori oneri per un Paese di frontiera come il nostro, attraverso responsabilità più lunghe e ulteriori obblighi.