Negli ultimi mesi la parola “dublinanti” è tornata spesso nel dibattito politico italiano. Il tema è riemerso di recente perché alcuni Paesi europei hanno chiesto all’Italia di prendere o riprendere in carico persone che si trovano sul loro territorio. Il motivo è che, secondo le regole europee sull’asilo, in alcuni casi la responsabilità di esaminare la domanda di protezione di una persona spetta a uno Stato diverso da quello in cui quella persona si trova, e in alcuni casi questo Stato può essere l’Italia.
Lo scorso 12 agosto la Germania ha fatto sapere di voler riprendere i trasferimenti previsti da queste regole. Pochi giorni dopo anche la Svizzera ha annunciato una ripresa graduale dei trasferimenti verso l’Italia, dopo quasi quattro anni di sospensione. Il 19 agosto è emerso che pure l’Austria nei mesi scorsi aveva iniziato a trasferire alcuni richiedenti asilo in Italia. E il 20 agosto pure la Finlandia ha detto di essere pronta a rinviare in Italia alcuni richiedenti asilo.
Queste persone vengono chiamate “dublinanti” perché il meccanismo che stabilisce quale Paese è responsabile della loro domanda di asilo deriva dal cosiddetto “sistema di Dublino”, che per anni ha regolato questa materia in Europa. Ma chi sono esattamente i “dublinanti” e perché, in alcuni casi, devono essere trasferiti da un Paese europeo a un altro?
Lo scorso 12 agosto la Germania ha fatto sapere di voler riprendere i trasferimenti previsti da queste regole. Pochi giorni dopo anche la Svizzera ha annunciato una ripresa graduale dei trasferimenti verso l’Italia, dopo quasi quattro anni di sospensione. Il 19 agosto è emerso che pure l’Austria nei mesi scorsi aveva iniziato a trasferire alcuni richiedenti asilo in Italia. E il 20 agosto pure la Finlandia ha detto di essere pronta a rinviare in Italia alcuni richiedenti asilo.
Queste persone vengono chiamate “dublinanti” perché il meccanismo che stabilisce quale Paese è responsabile della loro domanda di asilo deriva dal cosiddetto “sistema di Dublino”, che per anni ha regolato questa materia in Europa. Ma chi sono esattamente i “dublinanti” e perché, in alcuni casi, devono essere trasferiti da un Paese europeo a un altro?