Il 26 marzo, in videomessaggio pubblicato sui social-network, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato i nuovi dati pubblicati dall’Agenzia delle entrate sul contrasto all’evasione fiscale in Italia.
La presidente del Consiglio ha celebrato i numeri sul contrasto all’evasione, parlando di una «buona notizia». Secondo Meloni, «la somma recuperata l’anno scorso (dall’evasione, ndr) ha raggiunto la cifra record di 36,2 miliardi di euro. È il dato più alto dato di sempre, oltre il 43 per cento in più rispetto al 2022, quando il governo si è insediato». La presidente del Consiglio ha aggiunto che questi «sono risultati frutto di una visione chiara che il governo sta portando avanti fin dal primo giorno: sanzionare chi vuole fare il furbo, aiutare chi è onesto ma che si trova in difficoltà e va messo nelle condizioni di poter pagare ciò che deve».
Le dichiarazioni di Meloni sembrano dunque suggerire che la crescita del contrasto all’evasione dal 2022 a oggi sia per lo più merito del suo governo. Ma quanto è solida questa affermazione? In breve: poco. Vediamo perché.
La presidente del Consiglio ha celebrato i numeri sul contrasto all’evasione, parlando di una «buona notizia». Secondo Meloni, «la somma recuperata l’anno scorso (dall’evasione, ndr) ha raggiunto la cifra record di 36,2 miliardi di euro. È il dato più alto dato di sempre, oltre il 43 per cento in più rispetto al 2022, quando il governo si è insediato». La presidente del Consiglio ha aggiunto che questi «sono risultati frutto di una visione chiara che il governo sta portando avanti fin dal primo giorno: sanzionare chi vuole fare il furbo, aiutare chi è onesto ma che si trova in difficoltà e va messo nelle condizioni di poter pagare ciò che deve».
Le dichiarazioni di Meloni sembrano dunque suggerire che la crescita del contrasto all’evasione dal 2022 a oggi sia per lo più merito del suo governo. Ma quanto è solida questa affermazione? In breve: poco. Vediamo perché.