Come ha votato la tua via? Un progetto per mappare i risultati elettorali

Un nuovo database, con dati più precisi sulle elezioni, permette di conoscere meglio il voto dei cittadini, come dimostra il caso di Calenda a Roma
Pagella Politica
Quanti voti ha preso il Partito democratico o Fratelli d’Italia nella nostra via? Non è un grado di dettaglio a cui siamo abituati quando pensiamo ai risultati di un’elezione politica. Al giorno d’oggi, nel nostro Paese i giornalisti, i ricercatori e i politici fanno ampio affidamento sui risultati elettorali per analizzare i comportamenti di voto degli elettori. Ma questa fonte di dati ha diverse lacune, a cui vuole porre in parte rimedio un nuovo progetto, condotto nell’ambito di un dottorato del Dipartimento di scienze sociali ed economiche dell’Università La Sapienza di Roma.

Il suo obiettivo è quello di raccogliere, per le più grandi città italiane, i dati elettorali a un livello di dettaglio molto alto, per esempio per conoscere come hanno votato i cittadini nelle vie dello stesso quartiere. I primi risultati del progetto sono già stati resi pubblici in un archivio e spiegati in un paper pubblicato in preprint lo scorso 29 aprile sul Social science research network (Ssrn). In che modo questi dati possono “rivoluzionare” il modo in cui leggiamo i numeri sulle elezioni nel nostro Paese?

I limiti dei dati elettorali

In Italia, l’archivio dei dati elettorali più autorevole e più affidabile è Eligendo, la banca dati gestita dal Ministero dell’Interno che raccoglie l’archivio storico delle elezioni dal 1946 a oggi per tutti i comuni italiani. Eligendo ha però tre lacune principali. 

In primo luogo, riporta i risultati elettorali solamente a livello di comune: in altre parole, non sono disponibili i risultati per le singole sezioni elettorali, che contengono dettagli territoriali più specifici. In secondo luogo, su Eligendo non sono disponibili le informazioni sui voti di preferenza per i consigli comunali. Infine, una terza carenza: nella banca dati del Ministero dell’Interno non ci sono informazioni per capire dove sono le varie sezioni elettorali.

Le prime due lacune possono essere spiegate dal sistema decentralizzato con cui è organizzata la raccolta dei dati elettorali, che passano dagli uffici elettorali alle prefetture e infine al Ministero. A livello di sezione elettorale, i dati sui voti e quelli sulle preferenze nei consigli comunali sono raccolti dai comuni, ma non “risalgono” e non alimentano la banca dati nazionale. Per raccogliere queste statistiche è dunque necessario andare ad analizzare gli archivi dei singoli comuni. 

La terza lacuna è invece più legata a questioni tecnologiche. Infatti, i comuni mettono a disposizione i cosiddetti “viari elettorali” con gli indirizzi di tutte le vie della città associate a ogni sezione, ma collocare questi indirizzi su una mappa – in gergo tecnico “georeferenziare” – può essere molto dispendioso in termini di tempo e difficoltà tecniche. Alcuni comuni più virtuosi hanno già georeferenziato manualmente i viari elettorali, ma la maggior parte dei comuni, anche quelli più grandi, ancora non l’ha fatto, nonostante non  siano tenuti a farlo per legge. 

Queste carenze non riguardano solo l’Italia. In molti Paesi, compresi gli Stati Uniti, generalmente considerati un punto di riferimento per le analisi elettorali, accedere ai dati elettorali a livello di sezione è un’impresa ardua. Nel 2016, per fare fronte a problemi simili a quelli visti per l’Italia, un gruppo di ricerca statunitense ha avviato un progetto per raccogliere e georeferenziare i dati a livello di sezione per tutti gli Stati Uniti.

Un progetto per dati elettorali più precisi

Sulla scia di quanto fatto dai ricercatori statunitensi, è nato il progetto all’Università La Sapienza di Roma per raccogliere dati elettorali più precisi.

Tra le altre cose, questi dati possono essere molto utili per chi organizza e gestisce le campagne elettorali, così come per i giornalisti, i ricercatori, o più in generale per chiunque si occupi di analisi elettorali. La granularità di questi dati consente inoltre di affrontare problemi applicati al processo elettorale, per esempio per individuare l’esistenza o meno di strategie per disegnare i confini delle sezioni elettorali in maniera poco neutrale (pratica nota con il nome inglese di gerrymandering) o la presenza di pattern che possano indicare frodi o errori materiali nel conteggio dei voti. Infine, questi dati possono essere incrociati con quelli di altre banche dati georeferenziate, per esempio quelle sulle sezioni di censimento dell’Istat, quelle sui valori immobiliari o, addirittura, quelle sulle passioni calcistiche degli elettori.

Vediamo un esempio concreto per capire le potenzialità di questo progetto.

Il caso di Calenda a Roma

Concentriamoci sulla città di Roma, e più precisamente dalle ultime elezioni comunali, tenutesi a inizio ottobre 2021, analizzando i voti raccolti dal leader di Azione Carlo Calenda. Il caso dell’ex ministro dello Sviluppo economico è interessante per almeno due motivi. In primo luogo, il leader di Azione ha preso quasi 220 mila preferenze, quasi il doppio della lista del Movimento 5 stelle a sostegno della sindaca uscente Virginia Raggi, non riuscendo però ad accedere al ballottaggio, che ha poi eletto sindaco Roberto Gualtieri (Partito democratico). In secondo luogo, Calenda ha registrato un forte successo in determinate zone della città, come il centro storico e la zona di Roma Nord, ma al contempo ha ottenuto risultati assai inferiori alla media in altre zone, come Roma Sud, Roma Sud-Est, e più in generale nei quartieri più popolari della capitale. 

Con gli usuali dati elettorali a disposizione, questo risultato può essere osservato guardando ai dati aggregati a livello di municipio o al massimo di quartiere, ma non su scale minori, per esempio per quanto riguarda la distribuzione spaziale dei voti all’interno di un singolo quartiere. Un’analisi così dettagliata può però essere fatta con i dati più precisi, raccolti con il progetto sviluppato dall’Università La Sapienza di Roma. 

Simuliamo una passeggiata nella zona intorno allo storico mercato di Val Melaina, nell’area nord della capitale. Durante la campagna elettorale, Calenda ha visitato questo mercato, di cui sembra aver apprezzato i prodotti.

In questo piccolo quadrante della città si incrociano diverse realtà che, seppure molto vicine tra loro, mostrano chiare e nette differenze di voto. Sfruttando la geolocalizzazione delle sezioni elettorali, incrociamo i dati sui voti di Calenda con quelli sui valori immobiliari, un utile indicatore socio-demografico dell’area. La Mappa 1 mostra le percentuali di voto raccolte da Calenda, dal rosso al verde delle sezioni, insieme al prezzo medio dei valori immobiliari, riportati nelle etichette tonde.
Mappa 1. I voti presi da Calenda a Val Melaina, in rapporto al valore delle case
Mappa 1. I voti presi da Calenda a Val Melaina, in rapporto al valore delle case
Come in Un sacco bello, film cult di Carlo Verdone, iniziamo il nostro viaggio dandoci appuntamento al celebre “palo della morte”, in cima a via Giovanni Conti, una lunga strada in salita. Sulla destra troviamo l’istituto Iacp di Vigne Nuove, un imponente complesso in calcestruzzo con oltre 500 alloggi popolari risalente agli anni Settanta. Stando agli annunci immobiliari online, qui il costo medio di un’abitazione si aggira intorno ai 1.700 euro al metro quadro. Scendendo poco più giù, per via Giovanni Conti, arriviamo all’inizio dello storico quartiere popolare del Tufello. Pur trattandosi sempre in prevalenza di case popolari, in questa zona il prezzo delle case è leggermente più alto rispetto al complesso Iacp di Vigne Nuove, aggirandosi intorno ai 1.900 euro al metro quadro. A questo punto, attraversiamo via Giovanni Conti, per trovarci di fronte a un complesso residenziale di palazzine in cortina incastonate tra piccole vie alberate, in via Cabrini. Queste palazzine sono invece proprietà della Cassa di previdenza del Monte dei Paschi di Siena. Qui la richiesta del mercato immobiliare raddoppia e supera largamente i 3.200 euro al metro quadro. Queste differenze di prezzo sono ovviamente influenzate da contesti sociali radicalmente differenti, uno signorile e gli altri due (Tufello e Iacp di Vigne Nuove) assai più popolari. Contesti che, come mostra la mappa, si riflettono specularmente nel voto elettorale. Nel complesso, in Iacp di Vigne Nuove meno di un abitante su dieci ha votato per Calenda, circa l’8 per cento, mentre al Tufello la percentuale sale di poco, arrivando al 10 per cento. Nelle signorili palazzine in cortina di via Cabrini, la percentuale di voti per il leader di Azione raddoppia, superando ampiamente il 20 per cento.

Non ci fermiamo qui e scendiamo per poco meno di 50 metri incrociando un complesso residenziale di palazzoni che corre per oltre 300 metri parallelamente tra via Gabrio Casati e via Monte Cervialto. Qui ci sono immobili di proprietà Inps (in parte riscattati), il cui valore di mercato si aggira intorno ai 2.300 euro al metro quadro, e insieme ai valori immobiliari scende anche la percentuale dei voti raccolta da Calenda (il 12 per cento). 

Se invece si attraversa via Monte Cervialto, ci troviamo di fronte alla collina del Nuovo Salario, che ospita il Villaggio Angelini, un complesso residenziale costruito nei primi anni Sessanta dalle Ferrovie dello Stato per dare accoglienza ai ferrovieri (il complesso prende il nome proprio dall’allora amministratore delegato Armando Angelini, a cui oggi è dedicato un monumento all’interno del quartiere). Oggi la maggioranza delle case è ormai abitata da un ceto medio e professionale. Risalendo la principale via del quartiere, via Ottorino Gentiloni, salgono i prezzi delle case e parallelamente salgono anche i voti per Calenda: qui il candidato sindaco di Azione ha ottenuto una cifra che supera il 25 per cento dei consensi.

Ricapitolando: i dati a livello di sezione elettorale restituiscono fotografie accurate dell’elettorato, con un alto livello di dettaglio. Per quanto riguarda il caso di Val Melaina e Calenda, per esempio, guardando a quel tipo di dati si scopre come, nella stessa zona, all’aumentare del valore degli immobili sia correlato un aumento del numero di voti presi dal leader di Azione, e viceversa.
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