Il 27 agosto, in un’intervista con il quotidiano Avvenire, al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso (Fratelli d’Italia) è stato chiesto se sia possibile evitare problemi per le comunità locali legati al consumo di energia e acqua dei data center. «Si debbono evitare», ha risposto Urso. Secondo il ministro, i progetti approvati dal Consiglio dei ministri «rispondono a precisi requisiti ambientali su energia rinnovabile e consumi idrici».
Le parole di Urso arrivano mentre in Italia crescono gli investimenti nel settore. Lo scorso 4 agosto il Consiglio dei ministri ha riconosciuto di interesse strategico nazionale altri due programmi di investimento in data center, portando a sette il totale di quelli valutati come tali. Il governo considera queste infrastrutture fondamentali per la transizione tecnologica e la sovranità digitale del nostro Paese, e punta a «fare dell’Italia uno dei principali hub dell’economia digitale», come ha dichiarato lo stesso Urso.
Allo stesso tempo, però, la crescita dei data center sta sollevando preoccupazioni per il consumo di energia, acqua e suolo. In Lombardia, dove si concentra una quota elevata delle strutture presenti in Italia, sono nate anche proteste contro alcuni nuovi progetti, come accaduto recentemente a Lacchiarella, a sud di Milano. Il quadro normativo, intanto, è ancora in evoluzione: in Italia non esiste una legge organica sui data center, sebbene lo scorso febbraio la Camera abbia approvato un disegno di legge delega, ora all’esame del Senato, per dare un’organizzazione a questo settore.
Ma vediamo prima che cos’è esattamente un data center, quanti ce ne sono in Italia e perché costruirne di nuovi sta facendo discutere.
Le parole di Urso arrivano mentre in Italia crescono gli investimenti nel settore. Lo scorso 4 agosto il Consiglio dei ministri ha riconosciuto di interesse strategico nazionale altri due programmi di investimento in data center, portando a sette il totale di quelli valutati come tali. Il governo considera queste infrastrutture fondamentali per la transizione tecnologica e la sovranità digitale del nostro Paese, e punta a «fare dell’Italia uno dei principali hub dell’economia digitale», come ha dichiarato lo stesso Urso.
Allo stesso tempo, però, la crescita dei data center sta sollevando preoccupazioni per il consumo di energia, acqua e suolo. In Lombardia, dove si concentra una quota elevata delle strutture presenti in Italia, sono nate anche proteste contro alcuni nuovi progetti, come accaduto recentemente a Lacchiarella, a sud di Milano. Il quadro normativo, intanto, è ancora in evoluzione: in Italia non esiste una legge organica sui data center, sebbene lo scorso febbraio la Camera abbia approvato un disegno di legge delega, ora all’esame del Senato, per dare un’organizzazione a questo settore.
Ma vediamo prima che cos’è esattamente un data center, quanti ce ne sono in Italia e perché costruirne di nuovi sta facendo discutere.