Il governo ha tolto soldi ai disabili per darli al Superbonus?

L’accusa arriva dal Partito Democratico, a cui ha risposto la ministra Locatelli. Abbiamo verificato chi ha ragione
ANSA/FRANCO SILVI
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Il 19 ottobre la deputata del Partito democratico Anna Ascani ha accusato il governo Meloni di aver “scippato” «le risorse per la disabilità, confluite nel fondo per il Superbonus». Poche ore dopo la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli (Lega) ha risposto alle critiche della vicepresidente della Camera, scrivendo su Facebook che il governo non ha approvato «nessun taglio di risorse alla disabilità». Secondo la ministra, il governo ha approvato solo uno «slittamento di risorse» che erano a disposizione di una legge delega non ancora attuata.

Chi ha ragione tra Ascani e Locatelli? Abbiamo verificato.

Che cosa c’è nel decreto “Anticipi”

Il 18 ottobre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il cosiddetto “decreto Anticipi”, un decreto-legge con cui il governo ha introdotto alcune misure urgenti di tipo economico e fiscale. Tra le altre cose il nuovo decreto ha stabilito (art. 1) che a dicembre i pensionati riceveranno un conguaglio per far fronte all’aumento dell’inflazione. Per le partite Iva con ricavi fino a 170 mila euro è stata introdotta (art. 4) la possibilità di pagare in cinque rate, solo per quest’anno, il secondo acconto dell’Irpef. Il decreto “Anticipi” ha anche aumentato (art. 23) di 15 miliardi di euro per il 2023 i soldi a disposizione del fondo che copre gli oneri per il Superbonus e gli altri bonus edilizi. Ricordiamo che i costi del Superbonus, introdotto nel 2020, e degli altri incentivi sono aumentati molto rispetto alle previsioni iniziali. 

Il provvedimento elenca 15 fonti di finanziamento da cui prendere le risorse per far fronte a tutte le spese contenute nel decreto. Tra queste fonti c’è una riduzione (art. 23, comma 7, lettera l) pari a 350 milioni di euro, solo per il 2023, del “Fondo per le politiche in favore delle persone con disabilità”. 

Dunque, come ha dichiarato Ascani, il governo sembra davvero aver deciso di togliere 350 milioni di euro destinati alle politiche per la disabilità e di destinarli, tra le altre cose, a coprire l’aumento degli oneri del Superbonus.

Che cos’è il Fondo per i disabili

Alla fine del 2019 il secondo governo Conte – sostenuto da Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Italia Viva e Liberi e Uguali – ha creato (art. 1, comma 330) con la legge di Bilancio per il 2020 il “Fondo per la disabilità e la non autosufficienza”. Questo fondo, gestito dal Ministero del Lavoro e della Politiche sociali, poteva contare su 29 milioni di euro nel 2020, 200 milioni di euro per il 2021 e 300 milioni di euro l’anno dal 2022 in poi. 

La legge di Bilancio spiegava che questi soldi dovevano servire per finanziare interventi di «riordino» e «sistematizzazione delle politiche di sostegno alla disabilità». Per fare ciò dovevano essere approvati «appositi provvedimenti normativi».

Due anni dopo il governo Draghi ha cambiato (art. 1, comma 178) il nome del fondo con la legge di Bilancio per il 2022, trasformandolo nel “Fondo per le politiche in favore delle persone con disabilità”, sotto il controllo del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Dal 2023 al 2026 le risorse per il fondo sono state aumentate di 50 milioni di euro, sempre con l’obiettivo di «dare attuazione a interventi legislativi» per il «riordino e la sistematizzazione delle politiche di sostegno alla disabilità».

A oggi i 350 milioni di euro a disposizione per il “Fondo per le politiche in favore delle persone con disabilità” non risultano spesi e per questo il governo ha deciso di farli confluire tra le coperture economiche del decreto “Anticipi”. Questo però non significa che non sia stato fatto nulla per riordinare le politiche in materia di disabilità.

La legge delega sulla disabilità

Alla fine di dicembre 2021, durante il governo Draghi, il Parlamento ha definitivamente approvato il disegno di legge delega per riformare le norme sulla disabilità. Questo provvedimento è contenuto anche tra gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). All’epoca il Parlamento aveva dato 20 mesi di tempo al governo per approvare i decreti legislativi e intervenire concretamente sulla materia: una legge delega, infatti, stabilisce i principi e gli obiettivi che poi il governo di turno deve rispettare per attuare il contenuto della legge. Il decreto “Milleproroghe”, approvato dal governo Meloni alla fine del 2022 e convertito in legge dal Parlamento a febbraio 2023, ha poi spostato la scadenza al 15 marzo 2024. 

La ministra Locatelli ha spiegato all’HuffPost che i decreti attuativi non sono stati ancora approvati, ma che conta di portarli nel Consiglio dei ministri «entro la fine di ottobre». La ministra ha promesso che l’approvazione di questi provvedimenti arriverà entro «la primavera 2024» e che «entreranno in vigore il 1° gennaio 2025». «È per questo che oggi quelle risorse le possiamo dare al Ministero dell’Economia per altri bisogni più immediati. Ci verranno riconsegnate entro il 2025», ha dichiarato la ministra Locatelli.

Ricapitolando: è vero che il governo Meloni ha deciso di utilizzare 350 milioni di euro destinati al “Fondo per le politiche in favore delle persone con disabilità” tra le coperture economiche del decreto “Anticipi”. È anche vero che al momento queste risorse non erano state utilizzate a causa della mancata approvazione dei decreti legislativi per attuare la legge delega sulla disabilità. Non è ancora certo, però, che i 350 milioni di euro saranno restituiti: tutto dipenderà da come avanzerà l’approvazione dei decreti per attuare la legge delega.

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