Perché il futuro di Spin Time è diventato un caso politico

Dopo l’incendio di fine luglio, il Comune di Roma vuole acquistare l’edificio, mentre il centrodestra chiede di porre fine all’occupazione
ANSA
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Da qualche settimana il futuro di Spin Time Labs, un palazzo occupato a Roma, è diventato il terreno di uno scontro politico. Il dibattito è nato dopo l’incendio scoppiato nell’edificio mercoledì 29 luglio, che ha provocato l’evacuazione di circa 400 residenti, con il divieto di rientrare. 

Diversi esponenti del centrosinistra hanno espresso il loro sostegno alle persone evacuate, auspicando il loro rientro nell’immobile e la ripartenza delle attività presenti. Spin Time è «un’esperienza che non può e non deve essere dispersa» ha dichiarato la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, promettendo il massimo supporto del partito agli sfollati. Sulla stessa linea anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri (Partito Democratico), che ha garantito l’impegno del comune a continuare le trattative d’acquisto con il fondo proprietario dell’edificio, così da «cercare di salvaguardare la bella esperienza di integrazione e di rapporto col territorio che Spin Time ha saputo realizzare». 

Di segno opposto le reazioni del centrodestra. Alcuni politici locali e nazionali hanno attaccato la giunta guidata da Gualtieri per la gestione dell’immobile occupato, sostenendo la necessità di intervenire con la “linea dura” adottata dal governo di Giorgia Meloni contro le occupazioni abusive. In particolare Marco Perissa, deputato e presidente della sezione romana di Fratelli d’Italia, ha pubblicato un video in cui critica il rapporto tra il centrosinistra romano e i movimenti per il diritto all’abitare, concludendo che «per Spin Time e le altre occupazioni a scopo abitativo occorre procedere allo sgombero immediato». Mentre, tra gli altri, l’eurodeputata della Lega Silvia Sardone ha scritto in un post che «la situazione del centro sociale Spin Time a Roma è inaccettabile».

Nel tempo Spin Time si è distinto per la sua natura duale: da una parte un edificio occupato come abitazione e dall’altra uno spazio sociale che offre servizi nel quartiere. Anche per questo motivo il futuro dell’edificio va oltre i suoi residenti e riguarda anche un’intera comunità.

Ma vediamo prima di tutto che cos’è Spin Time e come si è arrivati a questa situazione.

Cos’è Spin Time

Spin Time Labs è un palazzo situato nel quartiere Esquilino, a Roma, occupato nell’ottobre 2013 da un gruppo di attivisti del movimento per il diritto all’abitare “Action”. Negli anni il numero di inquilini nell’edificio è aumentato fino a circa 400 persone di 27 nazionalità diverse, tra bambini, adulti e anziani. Parallelamente intorno a questo progetto è cresciuta una comunità di sostenitori.

La storia di Spin Time, come si legge nel suo sito, parte dall’inizio degli anni Duemila. L’edificio è una vecchia sede dell’Inpdap, l’ente previdenziale dei dipendenti pubblici confluito nell’INPS nel 2011. Nel 2003 l’allora governo guidato da Silvio Berlusconi decise di vendere questo e altri 395 edifici pubblici al fondo privato Investire Sgr, tuttora proprietario di Spin Time, in un’operazione per ridurre il debito pubblico. Dopo la vendita, tuttavia, l’Inpdap è rimasto nell’edificio pagando un canone d’affitto fino a quando non se n’è andato nel 2010. L’edificio è quindi rimasto abbandonato fino all’occupazione nell’ottobre del 2013.

Da allora, però, Spin Time ha tenuto le sue porte aperte al quartiere e non è rimasto un edificio occupato solo a scopo abitativo. Al piano terra e in quello interrato sono nate diverse attività culturali e sociali rivolte a tutti. Tra queste un doposcuola per i bambini della zona, una falegnameria, un coworking, sale di prove musicali e la redazione del giornale Scomodo.

Queste attività, gestite da diverse associazioni e attivisti del progetto, hanno reso Spin Time negli anni un punto di riferimento non solo per chi vi abita, ma anche per la comunità circostante. Secondo una ricerca condotta dall’Università Milano-Bicocca, grazie al modello sociale di Spin Time ogni euro investito dall’attore pubblico nella sua regolarizzazione produrrebbe circa due euro in valore sociale. La ricerca ha anche certificato un dato importante sul livello di dispersione scolastica, cioè la percentuale di giovani che interrompono il percorso di formazione: all’interno di Spin Time la dispersione scolastica è pari allo zero per cento. I servizi offerti in questa realtà, in particolare il doposcuola, aiutano i bambini e i ragazzi nel loro percorso scolastico impedendo così che interrompano gli studi.

Per preservare questa esperienza il Comune di Roma è da tempo in trattativa con Investire Sgr per acquistare l’immobile e includerlo nel patrimonio edilizio comunale, così da regolarizzare la posizione degli occupanti. Il primo tentativo in questa direzione risale al 2023, quando l’amministrazione guidata da Gualtieri inserì Spin Time nel Piano Casa comunale, ma le trattative si sono bloccate a causa della decisione della proprietà di trasformare l’edificio in un albergo di lusso.

Negli anni la situazione è rimasta precaria, ma è peggiorata da quando a dicembre 2025 si è scoperto che l’edificio rientra nella lista dei 126 edifici che il Ministero dell’Interno vuole sgomberare. Temendo lo sgombero, la comunità di Spin Time aveva iniziato a mobilitarsi per lanciare un appello in difesa della loro realtà. In quel periodo oltre 70 personalità dello spettacolo avevano sottoscritto una lettera rivolta al Ministero dell’Interno per fermare ogni provvedimento contro Spin Time. Tra i firmatari c’era anche la comica Sabina Guzzanti, che ha poi reso disponibile su YouTube il suo documentario “Spin Time, che fatica la democrazia!”, realizzato nel 2021, per far conoscere questa realtà.

La comunità di Spin Time si ritrova quindi ora a vivere fuori dalla struttura dopo l’incendio scoppiato lo scorso 29 luglio. I circa 400 residenti, tra cui bambini e anziani, temono che il divieto di accesso temporaneo possa diventare definitivo.

Dall’incendio all’emergenza

L’incendio a Spin Time è divampato mercoledì 29 luglio, intorno alle 22, a causa probabilmente di un cortocircuito. Le fiamme sono state domate dai residenti, che hanno poi evacuato autonomamente l’edificio così da agevolare l’attività dei vigili del fuoco, che, giunti sul posto, hanno messo in sicurezza l’area.

Durante l’intervento non ci sono stati feriti né danni strutturali evidenti, anche se alcune persone hanno riportato una lieve intossicazione da fumo. Dopo alcune verifiche da parte dei vigili del fuoco e della polizia, l’edificio è stato dichiarato inagibile e messo sotto sequestro, mentre alle persone evacuate è stato vietato di tornare nelle loro abitazioni. I residenti sono potuti rientrare, scortati dalle forze dell’ordine, solo per recuperare medicinali e altri beni di prima necessità. In un post pubblicato il giorno dopo l’incendio, i residenti hanno lamentato il fatto che «le porte degli appartamenti sono state forzate e gli alloggi messi sottosopra» dagli agenti nonostante avessero messo a disposizione le chiavi necessarie.

Nello stesso post la comunità di Spin Time ha annunciato l’avvio di un presidio permanente davanti all’edificio e ha lanciato un appello per portare aiuti a chi è rimasto senza casa. Dopo l’evacuazione, infatti, molte tra le persone più fragili sono state trasferite in strutture d’emergenza, ma gran parte dei residenti è rimasta in strada fronteggiando condizioni precarie e il caldo torrido. Già dalla mattina dopo il rogo la protezione civile aveva messo a disposizione tende e brandine, su cui gli sfollati si sono alternati per riposare. 

La situazione è iniziata a cambiare dal 7 agosto, quando il sindaco Gualtieri ha firmato un’ordinanza per garantire un’assistenza alloggiativa straordinaria di 60 giorni. L’ordinanza ha previsto il superamento delle sistemazioni disposte fino a quel momento e ha disposto a chi è rimasto in strada senza casa, con priorità a famiglie con bambini e a persone fragili, un alloggio in strutture adeguate, anche se temporaneamente. Nell’ordinanza si legge che è previsto il trasferimento dei residenti censiti, 356 secondo i dati di gennaio 2025, in strutture ricettive laiche e religiose individuate nel territorio comunale o, se insufficienti, nell’intera zona metropolitana. Per assistere le famiglie è stato previsto anche uno sportello di accoglienza temporaneo, allestito nelle vicinanze di Spin Time. L’ordinanza ha disposto anche di «garantire la continuità scolastica ed educativa dei minori» coinvolti. 

Quattro giorni dopo, il comune ha comunicato che sono stati trovati degli alloggi per 160 persone. Tuttavia, molte di queste persone sono state trasferite in alloggi lontani dal quartiere, e quindi dal loro posto di lavoro e dai loro affetti. Per questo alcuni residenti hanno rifiutato gli alloggi alternativi e preferito vivere nelle tende davanti all’edificio.

La paura per lo sgombero

Sullo sfondo della vicenda resta la linea del governo guidato da Giorgia Meloni contro le occupazioni abusive, spesso definita dallo stesso governo di “tolleranza zero”. Come detto, Spin Time compare nella lista degli edifici occupati che il Ministero dell’Interno, guidato da Matteo Piantedosi, si è impegnato a sgomberare, come già fatto con altri spazi sociali storici, come il Leoncavallo a Milano e l’Askatasuna a Torino. 

Lo sgombero di Spin Time si inserisce in un più ampio piano di intervento da parte del governo Meloni contro le occupazioni abusive, descritte come un problema di legalità e sicurezza. Quella contro le occupazioni è un tema che il centrodestra porta avanti da tempo. In un video postato il 20 febbraio 2023, Giorgia Meloni ha dichiarato l’avvio di una «guerra contro le occupazioni abusive» degli edifici pubblici e privati, in particolare delle case popolari, sostenendo che chi occupa illegalmente un immobile penalizza chi rispetta le regole e le leggi, come le famiglie in lista d’attesa per un alloggio popolare.

In materia di sgomberi il governo è intervenuto su più fronti: da un lato con leggi per accelerare gli sfratti e dall’altro con atti amministrativi, come la direttiva firmata dal ministro Piantedosi in cui si invita i prefetti a «dare il massimo impulso a tutte le attività dirette a garantire l’immediata liberazione dei beni» occupati illegalmente. Inoltre, a dicembre 2025 il Tribunale di Roma ha condannato il ministero a risarcire Investire Sgr con oltre 21 milioni di euro per il mancato sgombero dell’edificio.

In questo clima di incertezza si inserisce l’incendio del 29 luglio, dopo il quale la comunità di Spin Time ha allestito il presidio permanente davanti al palazzo organizzando diverse assemblee pubbliche e iniziative aperte alla cittadinanza, tra cui momenti musicali e culturali, per mantenere viva l’attenzione sulla vicenda. Alle iniziative hanno partecipato anche personalità provenienti da diversi ambiti della cultura, venute per esprimere solidarietà agli sfollati e alla realtà di Spin Time, come la cantante Ditonellapiaga, lo scrittore Roberto Saviano e il fumettista Zerocalcare. Altre figure pubbliche come il fisico premio Nobel Giorgio Parisi e il regista statunitense Ken Loach hanno mandato dei messaggi di sostegno.

Il presidio chiede all’amministrazione romana di trovare un accordo con la proprietà dell’immobile. In queste settimane il sindaco Gualtieri aveva ribadito l’intenzione della sua amministrazione di acquistare l’edificio, così da regolarizzare la posizione di queste persone e garantire loro un alloggio stabile. Il comune aveva formalizzato una proposta d’acquisto, che però Investire Sgr ha respinto il 6 agosto. Qualche giorno dopo, durante un’assemblea pubblica al presidio, il sindaco ha confermato la sua volontà di proseguire le trattative e che l’acquisto dell’immobile «non è una strada abbandonata anche se sarà lunga».

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

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