«I risparmi su prestiti che l’Italia ha avuto con il PNRR sono soldi nazionali, non risorse europee», ha detto il 18 settembre il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, difendendo la scelta del governo di utilizzare parte delle economie del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) per finanziare nel 2027 l’esenzione dal bollo per alcune auto e moto. Secondo Giorgetti, si tratta ormai di «risorse del bilancio dello Stato» di cui governo e Parlamento possono disporre «come meglio ritengono».
Nello stesso giorno, un portavoce della Commissione europea ha dichiarato che quest’ultima avrebbe valutato la misura italiana, ricordando che il Recovery and Resilience facility (RRF) – il principale mezzo che finanzia il PNRR degli Stati membri – è «uno strumento basato sui risultati» e che «i pagamenti agli Stati membri vengono fatti sulla base dei risultati conseguiti».
Sul tema è intervenuto il 19 settembre anche il commissario europeo per l’Economia e la Produttività Valdis Dombrovskis. Interpellato sulla possibilità di utilizzare i risparmi del PNRR per finanziare l’esenzione dal bollo auto, ha ricordato che gli Stati concordano con l’Unione europea investimenti e riforme, ma è poi compito della Commissione verificare il raggiungimento degli obiettivi concordati. Ha poi precisato che il PNRR «non è uno strumento basato sui costi, ma sui risultati» e che «il flusso dei pagamenti può quindi non essere perfettamente allineato con il flusso dei costi o della spesa nello Stato membro». Da qui, secondo il commissario, deriva «un certo margine in termini di gestione della liquidità».
Per capire meglio la situazione, può essere utile spiegare come le affermazioni di Giorgetti, della Commissione europea e di Dombrovskis si leghino fra loro in relazione al finanziamento della sospensione del bollo auto per il 2027. Per farlo bisogna distinguere due questioni: da un lato, come vengono erogate le risorse del PNRR; dall’altro, a quali condizioni l’Italia può riutilizzare le somme rimaste disponibili.
Nello stesso giorno, un portavoce della Commissione europea ha dichiarato che quest’ultima avrebbe valutato la misura italiana, ricordando che il Recovery and Resilience facility (RRF) – il principale mezzo che finanzia il PNRR degli Stati membri – è «uno strumento basato sui risultati» e che «i pagamenti agli Stati membri vengono fatti sulla base dei risultati conseguiti».
Sul tema è intervenuto il 19 settembre anche il commissario europeo per l’Economia e la Produttività Valdis Dombrovskis. Interpellato sulla possibilità di utilizzare i risparmi del PNRR per finanziare l’esenzione dal bollo auto, ha ricordato che gli Stati concordano con l’Unione europea investimenti e riforme, ma è poi compito della Commissione verificare il raggiungimento degli obiettivi concordati. Ha poi precisato che il PNRR «non è uno strumento basato sui costi, ma sui risultati» e che «il flusso dei pagamenti può quindi non essere perfettamente allineato con il flusso dei costi o della spesa nello Stato membro». Da qui, secondo il commissario, deriva «un certo margine in termini di gestione della liquidità».
Per capire meglio la situazione, può essere utile spiegare come le affermazioni di Giorgetti, della Commissione europea e di Dombrovskis si leghino fra loro in relazione al finanziamento della sospensione del bollo auto per il 2027. Per farlo bisogna distinguere due questioni: da un lato, come vengono erogate le risorse del PNRR; dall’altro, a quali condizioni l’Italia può riutilizzare le somme rimaste disponibili.