Un assegno da 500 fino a mille euro al mese per tutti gli studenti universitari meritevoli, per incentivarli a rimanere a studiare e poi a lavorare in Italia. Questo è il succo di un disegno di legge presentato il 7 luglio dai senatori di Forza Italia, a prima firma della capogruppo Stefania Craxi. Il disegno di legge si intitola “Disposizioni in materia di reddito di merito e di incentivo all’eccellenza per studenti meritevoli” e il suo contenuto non è ancora pubblicamente disponibile. Pagella Politica ne ha potuto però vedere in anteprima il testo.
In breve, gli studenti considerati meritevoli potrebbero ricevere dallo Stato un contributo a seconda della loro “fascia di merito”, calcolata considerando: la media ponderata dei voti; il conseguimento di tutti i crediti universitari previsti; la regolarità del percorso di studi, quindi l’assenza di ritardi; e la continuità tra un titolo di studio e il corso successivo. Il contributo fino a mille euro sarebbe destinato agli studenti residenti legalmente e stabilmente in Italia da almeno un anno e iscritti a una laurea triennale, magistrale biennale o magistrale a ciclo unico.
«L’intervento, nel rispetto delle competenze delle regioni, si prefigge lo scopo di concorrere al rafforzamento del ruolo del sistema accademico e alla valorizzazione del capitale umano, anche al fine di contrastare il fenomeno, sempre più frequente, dell’emigrazione universitaria e rimuovere gli ostacoli che, nel tempo, hanno alimentato la cosiddetta “fuga dei cervelli”», hanno spiegato i senatori di Forza Italia nella premessa al disegno di legge. Il problema dei giovani che se ne vanno dal nostro Paese è effettivamente concreto. Secondo i dati ISTAT più recenti, nel 2025 oltre 64 mila italiani tra i 18 e i 39 anni sono andati via dall’Italia. Se si considerano anche coloro che vivevano in Italia senza avere la cittadinanza, il numero sale a oltre 75 mila.
Al di là dell’importo, il disegno di legge di Forza Italia non stabilisce nel dettaglio i criteri in base al quale il Reddito di merito dovrebbe essere assegnato. Il testo rinvia infatti la determinazione di questi criteri a un successivo decreto ministeriale che dovrebbe essere approvato dal Ministero dell’Università dopo il via libera del disegno di legge da parte del Parlamento. Con questo decreto il ministero dovrebbe decidere: la media minima richiesta per accedere al sussidio; le fasce di merito e i relativi importi; le modalità per presentare la domanda; i controlli sulle dichiarazioni degli studenti; i casi di sospensione, perdita o restituzione del contributo; e le sanzioni per chi dichiara il falso.
Per finanziare il sussidio, il disegno di legge stabilisce la creazione di un “Fondo per il Reddito di merito” presso il Ministero dell’Università da 300 milioni di euro all’anno a partire dal 2026. Il fondo verrebbe finanziato a sua volta dalla riduzione degli stanziamenti per alcuni fondi per esigenze straordinarie del Ministero dell’Economia. La cifra di 300 milioni sembra comunque soltanto indicativa, visto che la spesa per sostenere effettivamente l’assegno dipenderà da molti fattori, come per esempio da quanto saranno stringenti i criteri di merito d’accesso fino alla durata massima delle erogazioni.
La proposta del “Reddito di merito” è una novità a livello nazionale, ma non lo è del tutto se si guarda alle regioni. Ad aprile la Regione Calabria, guidata da un altro esponente di Forza Italia, Roberto Occhiuto, ha raggiunto un’intesa con le università del territorio per assegnare agli studenti meritevoli un assegno tra i 500 e i mille euro al mese, gli stessi importi previsti dal disegno di legge dei senatori del partito di Tajani. Secondo l’intesa, gli studenti delle università calabresi potranno ricevere il sussidio se avranno una media pari o superiore al 27. Una proposta simile è in discussione nell’Assemblea regionale siciliana (ARS), il consiglio regionale della Sicilia. A maggio è stata assegnata alla Commissione Lavoro una proposta della vicepresidente dell’assemblea Luisa Lantieri, sempre di Forza Italia, che prevede di dare un assegno da 800 euro al mese a tutti gli studenti che frequentano le università della Sicilia con una media dei voti degli esami pari ad almeno il 29.
Perché il reddito di merito diventi realtà, il testo dei senatori di Forza Italia dovrà essere approvato sia dal Senato che dalla Camera nella stessa versione, e poi il Ministero dell’Università e della Ricerca avrà un anno di tempo per definire i dettagli della misura. Al momento, il via libera alla misura sembra piuttosto improbabile in questa legislatura, visto che manca poco più di un anno alla scadenza naturale, prevista a ottobre 2027, ed è anzi possibile che si vada a elezioni anticipate già nella primavera del prossimo anno.
In breve, gli studenti considerati meritevoli potrebbero ricevere dallo Stato un contributo a seconda della loro “fascia di merito”, calcolata considerando: la media ponderata dei voti; il conseguimento di tutti i crediti universitari previsti; la regolarità del percorso di studi, quindi l’assenza di ritardi; e la continuità tra un titolo di studio e il corso successivo. Il contributo fino a mille euro sarebbe destinato agli studenti residenti legalmente e stabilmente in Italia da almeno un anno e iscritti a una laurea triennale, magistrale biennale o magistrale a ciclo unico.
Una volta ottenuto il primo assegno, gli studenti per continuare a riceverlo dovrebbero partecipare a percorsi formativi e professionalizzanti obbligatori, pensati per migliorare le competenze e facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro. Il “Reddito di merito” si aggiungerebbe alle altre borse di studio e agli incentivi già esistenti che invece sono parametrati alla condizione economica dello studente.
«L’intervento, nel rispetto delle competenze delle regioni, si prefigge lo scopo di concorrere al rafforzamento del ruolo del sistema accademico e alla valorizzazione del capitale umano, anche al fine di contrastare il fenomeno, sempre più frequente, dell’emigrazione universitaria e rimuovere gli ostacoli che, nel tempo, hanno alimentato la cosiddetta “fuga dei cervelli”», hanno spiegato i senatori di Forza Italia nella premessa al disegno di legge. Il problema dei giovani che se ne vanno dal nostro Paese è effettivamente concreto. Secondo i dati ISTAT più recenti, nel 2025 oltre 64 mila italiani tra i 18 e i 39 anni sono andati via dall’Italia. Se si considerano anche coloro che vivevano in Italia senza avere la cittadinanza, il numero sale a oltre 75 mila.
Al di là dell’importo, il disegno di legge di Forza Italia non stabilisce nel dettaglio i criteri in base al quale il Reddito di merito dovrebbe essere assegnato. Il testo rinvia infatti la determinazione di questi criteri a un successivo decreto ministeriale che dovrebbe essere approvato dal Ministero dell’Università dopo il via libera del disegno di legge da parte del Parlamento. Con questo decreto il ministero dovrebbe decidere: la media minima richiesta per accedere al sussidio; le fasce di merito e i relativi importi; le modalità per presentare la domanda; i controlli sulle dichiarazioni degli studenti; i casi di sospensione, perdita o restituzione del contributo; e le sanzioni per chi dichiara il falso.
Per finanziare il sussidio, il disegno di legge stabilisce la creazione di un “Fondo per il Reddito di merito” presso il Ministero dell’Università da 300 milioni di euro all’anno a partire dal 2026. Il fondo verrebbe finanziato a sua volta dalla riduzione degli stanziamenti per alcuni fondi per esigenze straordinarie del Ministero dell’Economia. La cifra di 300 milioni sembra comunque soltanto indicativa, visto che la spesa per sostenere effettivamente l’assegno dipenderà da molti fattori, come per esempio da quanto saranno stringenti i criteri di merito d’accesso fino alla durata massima delle erogazioni.
La proposta del “Reddito di merito” è una novità a livello nazionale, ma non lo è del tutto se si guarda alle regioni. Ad aprile la Regione Calabria, guidata da un altro esponente di Forza Italia, Roberto Occhiuto, ha raggiunto un’intesa con le università del territorio per assegnare agli studenti meritevoli un assegno tra i 500 e i mille euro al mese, gli stessi importi previsti dal disegno di legge dei senatori del partito di Tajani. Secondo l’intesa, gli studenti delle università calabresi potranno ricevere il sussidio se avranno una media pari o superiore al 27. Una proposta simile è in discussione nell’Assemblea regionale siciliana (ARS), il consiglio regionale della Sicilia. A maggio è stata assegnata alla Commissione Lavoro una proposta della vicepresidente dell’assemblea Luisa Lantieri, sempre di Forza Italia, che prevede di dare un assegno da 800 euro al mese a tutti gli studenti che frequentano le università della Sicilia con una media dei voti degli esami pari ad almeno il 29.
Perché il reddito di merito diventi realtà, il testo dei senatori di Forza Italia dovrà essere approvato sia dal Senato che dalla Camera nella stessa versione, e poi il Ministero dell’Università e della Ricerca avrà un anno di tempo per definire i dettagli della misura. Al momento, il via libera alla misura sembra piuttosto improbabile in questa legislatura, visto che manca poco più di un anno alla scadenza naturale, prevista a ottobre 2027, ed è anzi possibile che si vada a elezioni anticipate già nella primavera del prossimo anno.