Fact-checking: le comunicazioni di Draghi alla Camera

Ansa
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Nella mattina del 15 dicembre il presidente del Consiglio Mario Draghi ha tenuto alla Camera le sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 16 dicembre. Nel pomeriggio Draghi terrà un discorso anche al Senato.

Dai vaccini agli sbarchi, passando per la crescita economica, abbiamo verificato otto dichiarazioni fatte dal presidente del Consiglio a Montecitorio per vedere quante corrispondono al vero o meno. L’ex presidente della Banca centrale europea non ha commesso errori, anche se c’è poca chiarezza sui dati delle donazioni dei vaccini.

Il confronto tra Italia e Ue

«I contagi sono in aumento in tutta Europa: nell’ultima settimana, all’interno dell’Unione europea, si sono registrati in media 57 casi al giorno ogni 100 mila abitanti. In Italia l’incidenza è più bassa, quasi la metà, ma è comunque in crescita»

I dati citati da Draghi sono sostanzialmente corretti. Sebbene la situazione italiana sia al momento ancora migliore rispetto al resto del continente, nel nostro Paese i contagi sono in crescita, con una media giornaliera al 14 dicembre di poco meno di 30 casi ogni 100 mila abitanti, contro i quasi 60 dell’Ue (Grafico 1).
Grafico 1. Contagi da coronavirus in Italia e nell'Ue, media mobile a sette giorni in rapporto a un milione di abitanti – Fonte: Our world in data
Grafico 1. Contagi da coronavirus in Italia e nell'Ue, media mobile a sette giorni in rapporto a un milione di abitanti – Fonte: Our world in data

Il confronto con lo scorso autunno

«Il numero totale di persone attualmente positive al virus in Italia è di 297 mila, 12 mesi fa erano 675 mila […]. Le persone ricoverate sono 8.026, il 14 dicembre del 2020 erano 30.860. Negli ultimi sette giorni ci sono stati, in media, 95 decessi al giorno, nello stesso periodo di un anno fa vi erano stati 629 morti al giorno»

Anche in questo caso i numeri sono giusti, sebbene un po’ arrotondati, come si può verificare nei due bollettini della Protezione civile del 14 dicembre 2021 e del 14 dicembre 2020. Discorso analogo vale per i decessi (Grafico 2).
Grafico 2. Morti giornaliere da Covid-19 in Italia dall'inizio della pandemia , media mobile a sette giorni – Fonte: Our world in data
Grafico 2. Morti giornaliere da Covid-19 in Italia dall'inizio della pandemia , media mobile a sette giorni – Fonte: Our world in data

Quanti sono i vaccinati

«Nell’arco di un anno, in Italia abbiamo vaccinato con due dosi quasi 46 milioni di persone e oltre 300 milioni in tutta l’Unione europea […]. Oggi, in Italia più dell’85 per cento della popolazione sopra i 12 anni ha ricevuto due dosi, circa il 20 per cento ha fatto anche la terza»

Vero: al 14 dicembre in Italia le persone che avevano completato il ciclo vaccinale contro la Covid-19 erano oltre 45 milioni e 975 mila, pari all’85,1 per cento della popolazione vaccinabile, quella dai 12 anni in su. Oltre 12,5 milioni avevano invece fatto la terza dose, pari al 23 per cento circa della popolazione over 12.

Al 14 dicembre nell’Unione europea il numero di persone completamente vaccinate contro la Covid-19 era invece di oltre 300,5 milioni.

Quanto sono efficaci i vaccini

«Come dimostra un recente studio dell’Istituto superiore di sanità, i non vaccinati hanno un rischio di morire 11 volte maggiore rispetto a chi ha ricevuto la seconda dose e quasi 17 volte maggiore rispetto a chi ha fatto la terza dose»

In questo caso Draghi ha fatto molto probabilmente riferimento alle stime più recenti dell’Istituto superiore di sanità (Iss), contenute in un rapporto pubblicato lo scorso 10 dicembre, sul cosiddetto “rischio relativo”. Questo indicatore confronta il rischio di osservare tra i non vaccinati un certo evento, per esempio un decesso da Covid-19, con il rischio di osservare lo stesso evento tra i vaccinati.

Secondo i calcoli dell’Iss, basati su contagi registrati tra il 15 ottobre e il 14 novembre, il rischio relativo di morte per i non vaccinati è stato di 11,1 volte più alto rispetto a quello di chi ha completato il ciclo vaccinale da meno di 5 mesi, dato che sale a 16,6 nel confronto con i vaccinati con terza dose. Il rischio relativo di morte tra i non vaccinati è stato invece più alto di 6,9 volte rispetto a quello di chi ha completato il ciclo vaccinale da più di 5 mesi (Tabella 1).
Tabella 1. Tasso di incidenza e rischio relativo di diagnosi, ricoveri e decessi da Covid-19 tra vaccinati e non vaccinati – Fonte: Iss
Tabella 1. Tasso di incidenza e rischio relativo di diagnosi, ricoveri e decessi da Covid-19 tra vaccinati e non vaccinati – Fonte: Iss

I dati sulle donazioni di vaccini

«L’Unione europea ha dichiarato di voler donare 357 milioni di dosi e ne ha già consegnate 134 milioni, principalmente attraverso il meccanismo Covax. L’Italia ha allocato 48 milioni e 250 mila dosi e ne ha consegnate già 15 milioni tramite sempre il Covax»

Su questo punto sembra esserci poca trasparenza sui numeri, come avevamo già denunciato in passato. Covax è un programma internazionale che ha l’obiettivo di facilitare l’equa redistribuzione dei vaccini contro la Covid-19 tra i Paesi più in difficoltà, ma i dati delle donazioni non sono aggiornati quotidianamente e vanno presi con la dovuta cautela.

Secondo le ultime rilevazioni disponibili, aggiornate a fine novembre, l’Unione europea aveva promesso di donare attraverso il programma Covax oltre 451 milioni di dosi di vaccino. In quella data, 57,8 milioni di dosi erano state effettivamente consegnate; 240,5 milioni erano state donate, ma non ancora consegnate, e 153,2 milioni annunciate ma non ancora donate.

Sempre secondo i dati di fine novembre il nostro Paese aveva consegnato 8,2 milioni di dosi di vaccino con il programma Covax, un dato più basso di quello citato da Draghi, che però potrebbe avere numeri più aggiornati, dal momento che anche gli altri dati non coincidono. A fine novembre l’Italia aveva infatti donato, ma non ancora consegnato, 35,7 milioni di dosi di vaccino, con 1,1 milioni di dosi annunciate e non donate.

Quanto ha stanziato il governo per il caro bollette

«Da giugno ad oggi, il governo ha stanziato più di 4 miliardi di euro per contenere l’incremento delle tariffe: 1,2 miliardi a giugno e più di 3 miliardi a settembre; per l’anno prossimo abbiamo previsto di spendere altri 3,8 miliardi e siamo pronti ad aggiungere altre risorse se l’andamento dei prezzi non dovesse stabilizzarsi»

Come abbiamo spiegato in una recente analisi, questi numeri sono corretti. I primi due stanziamenti fanno riferimento a due decreti-legge, mentre lo stanziamento da quasi 4 miliardi di euro dovrebbe essere previsto nel disegno di legge di Bilancio.

Al momento nel testo della manovra presentato al Senato i miliardi destinati al caro bollette sono 2 miliardi di euro, ma il governo ha più volte ribadito che questa cifra è destinata a salire con le modifiche in aula.

Quanto crescerà l’Italia

«La Commissione europea prevede che l’Italia crescerà del 6,2 per cento quest’anno, un tasso superiore a quello dell’Unione europea, pari al 5 per cento»

Entrambe queste percentuali sono giuste. Per il 2022 l’Ue prevede inoltre una crescita dell’economia italiana del 4,3 per cento, in linea con la media europea, e del 2,3 per cento nel 2023, una percentuale leggermente più bassa del 2,5 per cento europeo.

I dati sugli sbarchi

«Da luglio gli sbarchi mensili non sono mai scesi sotto la quota di 6.900 e hanno raggiunto un picco di oltre 10 mila ad agosto; al 14 dicembre, le persone sbarcate in Italia quest’anno erano 63.062, nel 2019 sono state 11.097 e nel 2020 sono state 32.919»

Sia i dati mensili che quelli annuali sono confermati dalle rilevazioni più aggiornate del Ministero dell’Interno (Grafico 3).
Grafico 3. Andamento degli sbarchi tra il 2019 e il 2021 – Fonte: Ministero dell'Interno
Grafico 3. Andamento degli sbarchi tra il 2019 e il 2021 – Fonte: Ministero dell'Interno
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