Pubblicato: giovedì 23 settembre 2021
Photo: Ansa
Draghi promette di donare vaccini che (per ora) non abbiamo

Il 22 settembre, in un evento organizzato nell’ambito dell’Assemblea generale delle Nazioni unite, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha dichiarato che entro la fine del 2021 l’Italia donerà ad altri Paesi 45 milioni di dosi di vaccino contro la Covid-19, invece che i 15 milioni precedentemente annunciati.

Da mesi ormai il tema delle disuguaglianze nella campagna vaccinale fa parte del dibattito politico sulla pandemia. Ricordiamo infatti che, se ad oggi quasi il 44 per cento della popolazione mondiale ha ricevuto almeno una dose di vaccino, la percentuale crolla al 2 per cento per i Paesi a basso reddito.

Ma in base ai dati a disposizione, la promessa del governo italiano è realizzabile oppure è esagerata? E quanti vaccini abbiamo già donato al momento ad altri Paesi? Vediamo che cosa dicono i numeri.

Quante dosi abbiamo ricevuto e quante ne abbiamo usate

Partiamo dalla tabella più aggiornata del Ministero della Salute sulle consegne di vaccino previste per il nostro Paese (Tabella 1), concentrandoci su quattro produttori: AstraZeneca, Johnson & Johnson, Pfizer e Moderna [1].

Tabella 1. Consegne di dosi previste per l’Italia – Fonte: Ministero della Salute

I dati su AstraZeneca

Di AstraZeneca erano inizialmente previste oltre 40,1 milioni di dosi, ma è ormai noto lo scontro giudiziario tra l’azienda e l’Unione europea sui ritardi nelle consegne, che si è concluso con un patteggiamento a inizio settembre 2021.

AstraZeneca si è impegnata a consegnare le dosi mancanti secondo questa tabella di marcia: 60 milioni entro la fine di settembre 2021; 75 milioni entro la fine di dicembre 2021; 65 milioni entro la fine di marzo 2022. In totale – sempre che i nuovi accordi siano rispettati – nel 2021 all’Italia dovranno essere consegnate nel complesso da AstraZeneca 31,5 milioni di dosi. Di queste, al 22 settembre ne sono state somministrate oltre 12,1 milioni tra prime dosi, seconde dosi e singole dosi a chi aveva precedentemente contratto il coronavirus.

Dati alla mano, entro fine anno l’Italia potrebbe avere da parte, disponibili per la donazione, circa 19,4 milioni di dosi AstraZeneca.

I dati su Johnson & Johnson

Ragionamento analogo si può fare per le dosi del vaccino Johnson & Johnson [2]. L’Italia prevedeva di ricevere entro il 2021 oltre 26,5 milioni di dosi di questo vaccino, ma dai dati pubblicamente disponibili ne risultato consegnate meno di 2 milioni, comprese le restituzioni fatte da alcune regioni alla struttura commissariale. Le dosi somministrate sono state meno di 1,5 milioni.

Dunque ne rimarrebbero disponibili da donare oltre 25 milioni entro la fine del 2021, ma solo nel caso in cui i tempi delle iniziali consegne previste vengano rispettati. Ipotesi remota, dal momento che l’azienda ha ridotto l’obiettivo di produzione per il 2021, anche a causa di diversi problemi negli stabilimenti di produzione.

I dati su Pfizer e Moderna

Per quanto riguarda i vaccini a mRna, entro fine 2021 erano previste oltre 78,2 milioni di dosi di Pfizer e circa 26,6 milioni di Moderna. Di queste, ne sono già state consegnate 67,3 milioni di Pfizer (l’86 per cento delle totali previste entro fine anno) e 14,10 milioni di Moderna (il 35 per cento di quelle previste entro fine anno). Va sottolineato che la metà delle dosi totali di Moderna è prevista interamente per l’ultimo trimestre del 2021, ossia da ottobre a dicembre. Ad oggi è quindi prevista la consegna di ulteriori 36,6 milioni di vaccino a mRna, senza contare il contratto per forniture addizionali siglato a maggio 2021 tra Unione Europea e Pfizer.

Anche per questi vaccini ci sono dosi ricevute ma non ancora utilizzate: ne sono state somministrate tra prime, seconde e singole dosi 59 milioni di Pfizer e 10,37 milioni di Moderna, con quasi 12 milioni di dosi ancora disponibili. Bisogna però sottolineare che Pfizer e Moderna sono i due vaccini che verranno usati per le terze dosi, come stabilito dal Ministero della Salute. Ma non è ancora possibile stabilire con precisione quante di queste dosi saranno somministrate entro la fine del 2021 (senza contare chi deciderà di vaccinarsi nei prossimi mesi).

Ricapitolando: se i quattro produttori di vaccini rispetteranno tutte le consegne fissate, entro la fine dell’anno l’Italia potrebbe effettivamente avere scorte di vaccini per rispettare la promessa di donarne 45 milioni ad altri Paesi. Ad oggi quanti vaccini abbiamo già effettivamente donato?

Quante dosi abbiamo già donato

Al momento l’Italia ha già donato qualche centinaia di migliaia di dosi di vaccino tramite il progetto Covax (e non solo, come vedremo tra poco), un programma internazionale che ha l’obiettivo di facilitare l’equa redistribuzione dei vaccini tra i Paesi più in difficoltà.

L’8 settembre il Ministero degli Esteri italiano ha segnalato che il nostro Paese aveva promesso di consegnare 15 milioni di dosi (obiettivo triplicato da Draghi), con oltre 4 milioni di dosi già assegnate. Tra i Paesi che hanno già ricevuto le donazioni ci sono il Vietnam (800 mila dosi) e Iraq (100 mila), mentre tra gli altri Paesi che dovranno ricevere le donazioni italiane ci sono Albania, Indonesia, Iran, Iraq, Libano, Libia, Yemen. Questi dati trovano conferma anche tra le statistiche ufficiali di Covax (Tabella 2).

Tabella 2. Donazioni di dosi attraverso il programma Covax – Fonte: Covax

È possibile seguire l’andamento delle dosi donate dall’Italia e dagli altri Paesi con Covax anche dai grafici di Our world in data (Grafico 1).

Grafico 1. Donazioni di dosi all’interno del programma Covax – Fonte: Our world in data

A inizio agosto l’Italia ha anche donato 1,5 milioni di dosi AstraZeneca alla Tunisia, anche se non attraverso la piattaforma Covax.

Ricapitolando: al 22 settembre, in base ai dati pubblicamente disponibili per il progetto Covax, l’Italia ha effettivamente donato circa 5 milioni di dosi, sui 15 milioni promessi, di cui meno di un milione effettivamente consegnate. Sono numeri ancora ben lontani dal traguardo fissato da Draghi.

In conclusione

La promessa del presidente Draghi di voler donare 45 milioni di dosi di vaccino contro la Covid-19 ad altri Paesi entro il 2021 appare raggiungibile soltanto se le quattro case produttrici di vaccino effettivamente rispetteranno gli impegni sulle consegne.

Qui l’incertezza è alta: non si hanno infatti informazioni certe sui tempi di consegna delle restanti dosi promesse da Johnson & Johnson ed è possibile che tra dosi donate possano rientrare anche quelle di vaccini a mRna, che però attualmente sono le più usate in Italia.

In base ai dati più aggiornati, attraverso il programma Covax il nostro Paese ha effettivamente stabilito donazioni per circa 5 milioni di dosi, di cui circa un milione consegnate.

di Vittorio Nicoletta, dottorando in sistemi decisionali e analisi dei dati all’Università Laval (Canada)


[1] Il vaccino di Sanofi/GSK e Curevac non hanno ancora raggiunto la fase di approvazione dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema), quindi non sono al momento da considerare. Un’eventuale approvazione del vaccino Sanofi/GSK sembra comunque probabile nel 2022, dunque non farebbe parte delle donazioni annunciate per quest’anno.

[2] Per questo vaccino non sono pubblicamente disponibili informazioni sulle effettive consegne a livello nazionale, ma solo alle singole regioni. Alcune di queste hanno anche deciso di restituire dosi alla struttura commissariale, che non risultano più tra quelle consegnate.

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