Nella serata di giovedì 24 giugno la Commissione Affari costituzionali della Camera ha approvato il testo della riforma della legge elettorale presentata dal centrodestra. La riforma, che introduce un sistema proporzionale con un premio di maggioranza per chi supera il 42 per cento dei voti, dovrà ora essere esaminata dall’aula. L’inizio dell’esame del testo, su cui abbiamo scritto una guida riservata ai nostri sostenitori, è previsto per venerdì 26 giugno.
Nella fase finale dell’esame in commissione i partiti di maggioranza hanno fatto approvare alcuni emendamenti al testo, che era già stato riformulato a metà maggio. Uno di questi emendamenti riguarda le firme che i partiti devono raccogliere per presentarsi alle elezioni politiche. In breve, l’emendamento in questione estende l’esenzione dalla raccolta delle firme a tutti i partiti che avevano un gruppo parlamentare in almeno una delle due camere, quindi o alla Camera o al Senato. In questa casistica rientrano tutti i partiti presenti attualmente in Parlamento, a eccezione di Più Europa, di Futuro Nazionale e del Partito Liberaldemocratico di Luigi Marattin. Il partito guidato da Riccardo Magi non ha un gruppo parlamentare autonomo, ma solo una componente di tre deputati all’interno del gruppo Misto, e lo stesso vale per quello di Roberto Vannacci, che di recente ha creato una componente politica alla Camera. Il partito di Marattin invece può contare solo su un eletto alla Camera, ossia lo stesso Marattin. Per questo motivo, la decisione di approvare l’emendamento ha suscitato proteste da parte dei tre partiti esclusi.
Nella fase finale dell’esame in commissione i partiti di maggioranza hanno fatto approvare alcuni emendamenti al testo, che era già stato riformulato a metà maggio. Uno di questi emendamenti riguarda le firme che i partiti devono raccogliere per presentarsi alle elezioni politiche. In breve, l’emendamento in questione estende l’esenzione dalla raccolta delle firme a tutti i partiti che avevano un gruppo parlamentare in almeno una delle due camere, quindi o alla Camera o al Senato. In questa casistica rientrano tutti i partiti presenti attualmente in Parlamento, a eccezione di Più Europa, di Futuro Nazionale e del Partito Liberaldemocratico di Luigi Marattin. Il partito guidato da Riccardo Magi non ha un gruppo parlamentare autonomo, ma solo una componente di tre deputati all’interno del gruppo Misto, e lo stesso vale per quello di Roberto Vannacci, che di recente ha creato una componente politica alla Camera. Il partito di Marattin invece può contare solo su un eletto alla Camera, ossia lo stesso Marattin. Per questo motivo, la decisione di approvare l’emendamento ha suscitato proteste da parte dei tre partiti esclusi.