Quanto è spopolata l’Italia in tre mappe

La popolazione nel nostro Paese è in diminuzione e aumenta lo squilibrio tra alcune città estremamente abitate e zone dove non abita quasi nessuno
Il comune di Triora, in provincia di Imperia – Fonte: Ansa
Il comune di Triora, in provincia di Imperia – Fonte: Ansa
Uno degli effetti principali della crisi demografica che sta affrontando l’Italia è lo spopolamento di intere zone del nostro Paese. Nell’ultimo anno la popolazione italiana è diminuita di 180 mila persone a causa delle minori nascite e dell’aumento dei decessi. In Italia lo spopolamento riguarda in particolare il Mezzogiorno e le cosiddette “aree interne”, ossia i comuni più periferici sia a livello geografico sia per la possibilità di accedere ai servizi essenziali. Nel nostro Paese le aree interne coprono il 60 per cento della superficie nazionale e hanno solo il 22 per cento della popolazione.

Inoltre, questo spopolamento sta aumentando lo squilibrio di densità abitativa che già si registra in Italia, dove alcune aree nelle città sono estremamente abitate mentre in altri luoghi non vive stabilmente nessuno. Per densità abitativa si intende il numero di abitanti presenti in un chilometro quadrato di territorio.

La densità abitativa per regione

L’Italia ha un’estensione di circa 302 mila chilometri quadrati e ha poco più di 59 milioni di abitanti, con una densità abitativa di 196 abitanti per chilometro quadrato. La distribuzione della popolazione però è molto diversa tra le varie regioni. In Lombardia ci sono 416 abitanti per chilometro quadrato e in Campania 414, mentre in Valle d’Aosta 38. La regione più densamente popolata ha quindi 11 volte gli abitanti per chilometro quadrato di quella con la minore densità di popolazione.

Oltre a Lombardia e Campania, tra le regioni con la maggiore densità abitativa ci sono il Lazio con 332 abitanti per chilometro quadrato, la Liguria con 279 e il Veneto con 264. Oltre alla Valle d’Aosta, sotto i 100 abitanti per chilometro quadrato ci sono la Basilicata (54), il Molise e la Sardegna (66), e il Trentino-Alto Adige (79). Il dato della Sardegna è particolarmente significativo, considerando che con 24 mila chilometri quadrati è la terza regione per estensione geografica dopo Sicilia e Piemonte. Queste ultime hanno rispettivamente 188 e 168 abitanti per chilometro quadrato. Tra le altre regioni più estese, l’Emilia Romagna ha 197 abitanti per chilometro quadrato mentre la Toscana 159. Tra le regioni di media grandezza la Calabria ha 123 abitanti per chilometro quadrato e l’Abruzzo 118, mentre tra le più piccole le Marche hanno 159 abitanti per chilometro quadrato, il Friuli-Venezia Giulia 151 e l’Umbria 102.

La densità abitativa per provincia

Le differenze di distribuzione della popolazione aumentano a livello provinciale. La provincia più densamente popolata è quella di Napoli, con circa 2.500 abitanti per chilometro quadrato, mentre la meno densamente popolata è la provincia di Nuoro, in Sardegna, con 36 abitanti per chilometro quadrato. La provincia di Napoli ha quindi una densità abitativa 71 volte maggiore della provincia di Nuoro.

Sopra i duemila abitanti per chilometro quadrato ci sono anche la provincia di Milano e quella di Monza e della Brianza, mentre la provincia di Trieste ne ha poco più di mille. A seguire ci sono la provincia di Roma (788 abitanti per chilometro quadrato), Varese (731) e Prato (706). Quindici province hanno una densità abitativa compresa tra 500 e 300 abitanti per chilometro quadrato, 61 province tra i 300 e i 100 mentre ventiquattro ne hanno meno di 100. Oltre a quella di Nuoro le province con la minore densità di popolazione sono Aosta e Grosseto, entrambe sotto i 50 abitanti per chilometro quadrato. 

Anche dentro le singole regioni ci sono grandi differenze. Per esempio, in Campania la provincia di Napoli è estremamente abitata mentre le altre quattro province della regione molto meno (la provincia di Caserta si ferma a 343 abitanti per chilometro quadrato). In Lombardia, le province di Milano e Monza hanno oltre duemila abitanti per chilometro quadrato, mentre quella di Sondrio si ferma a 56; in Friuli-Venezia Giulia la provincia di Trieste ha oltre mille abitanti per chilometro quadrato mentre quella di Gorizia ne ha 290.

Le aree più popolate d’Italia

Di recente Istat ha pubblicato una serie di dati che permettono di scendere a un dettaglio maggiore rispetto a quello visto finora: il territorio italiano è stato infatti diviso in una griglia regolare con celle di un chilometro quadrato, con i dati della popolazione residente relativi al 2021.

Il chilometro quadrato più popolato in Italia si trova a Roma nel quartiere Don Bosco e ha circa 33.300 mila abitanti, mentre il secondo è a Napoli in zona Vicaria e ha 31.200 abitanti. Questi sono gli unici due chilometri quadrati in Italia con oltre 30 mila abitanti, sebbene altri si avvicinino a questa soglia. Per esempio, tre chilometri quadrati a Napoli e uno a Bari arrivano a circa 29 mila abitanti per chilometro quadrato.

Oltre a Roma, Napoli e Bari, sopra i 25 mila abitanti per chilometro quadrato ci sono alcune zone a Torino, nel quartiere di Barriera, e a Milano, nella zona di San Siro. In Italia i chilometri quadrati con più di ventimila abitanti sono 38 e quelli con oltre 25 mila abitanti sono undici. Tra i trentotto chilometri quadrati più popolosi, gli unici due che non si trovano in grandi città sono uno a Portici, in provincia di Napoli, e uno tra Casoria, Casavatore e Arzano, tre comuni sempre in provincia di Napoli.

La mappa della densità abitativa mostra come le persone si concentrino nelle città e nelle aree circostanti. Tra le altre cose, la pianura padana e la costa adriatica, con l’eccezione della parte iniziale della Puglia, sono densamente abitate mentre in Toscana ci sono diverse zone praticamente spopolate (Immagine 1).
Immagine 1. La densità abitativa in Italia per chilometro quadrato nel 2021 – Fonte: Istat
Immagine 1. La densità abitativa in Italia per chilometro quadrato nel 2021 – Fonte: Istat
I dati Istat permettono di vedere le zone non abitate in Italia (quelle in bianco nella mappa). Molte di queste non sono abitabili per via delle loro caratteristiche geografiche, come la presenza di laghi, fiumi o montagne. Al di là di questo, intere aree della Sardegna o della Sicilia sono comunque senza abitanti (ma non necessariamente senza abitazioni o costruzioni), così come la Puglia, in particolare nella parte settentrionale, e le parti orientali di Basilicata e Calabria.

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