Nelle scorse ore i partiti di maggioranza e quelli di opposizione si sono divisi nel commentare la sentenza con cui, il 20 febbraio, la Corte suprema degli Stati Uniti ha stabilito che una parte dei dazi introdotti nel 2025 dal presidente Donald Trump è illegittima. Dopo la decisione, lo stesso Trump ha annunciato nuovi dazi al 15 per cento verso tutti i Paesi del mondo.
Dal lato del governo, il ministro degli Esteri Antonio Tajani (Forza Italia) ha detto che la «preoccupazione» dell’esecutivo è «rassicurare tutte le imprese italiane che esportano». In un’intervista a La Stampa, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso (Fratelli d’Italia) ha aggiunto che «noi non interferiamo mai su questioni che riguardano le istituzioni di altri Paesi» e che, rispetto all’ipotesi di chiedere risarcimenti agli Stati Uniti, è necessario «non reagire di pancia ma con la testa».
Le opposizioni hanno adottato un tono diverso. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte hanno criticato il governo e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «A questo punto ci chiediamo se Meloni vorrà fare un video per attaccare i giudici americani o deciderà di difendere gli interessi nazionali», ha detto Schlein al Corriere della Sera. Conte ha dichiarato: «Meloni non ha nulla da dire sui dazi di Trump dichiarati illegittimi e sul rilancio del presidente statunitense su nuove tariffe? Per una volta prendiamo qualche decisione forte? Reagiamo? C’è nessuno?».
Le nuove misure annunciate da Trump incidono sul commercio italiano ed europeo, anche se i nuovi dazi prospettati non si discostano molto da quelli applicati all’Unione europea fino a pochi giorni fa. La decisione della Corte suprema di bloccare una parte consistente dei dazi potrebbe però produrre effetti nel brevissimo periodo, prima ancora che si chiarisca il quadro normativo e politico. Un bilancio più completo sarà possibile nei prossimi mesi, anche in base alle scelte che l’Unione europea adotterà in risposta. Intanto si possono già individuare alcuni elementi utili per valutare l’impatto di questa nuova fase della guerra commerciale.
Dal lato del governo, il ministro degli Esteri Antonio Tajani (Forza Italia) ha detto che la «preoccupazione» dell’esecutivo è «rassicurare tutte le imprese italiane che esportano». In un’intervista a La Stampa, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso (Fratelli d’Italia) ha aggiunto che «noi non interferiamo mai su questioni che riguardano le istituzioni di altri Paesi» e che, rispetto all’ipotesi di chiedere risarcimenti agli Stati Uniti, è necessario «non reagire di pancia ma con la testa».
Le opposizioni hanno adottato un tono diverso. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte hanno criticato il governo e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «A questo punto ci chiediamo se Meloni vorrà fare un video per attaccare i giudici americani o deciderà di difendere gli interessi nazionali», ha detto Schlein al Corriere della Sera. Conte ha dichiarato: «Meloni non ha nulla da dire sui dazi di Trump dichiarati illegittimi e sul rilancio del presidente statunitense su nuove tariffe? Per una volta prendiamo qualche decisione forte? Reagiamo? C’è nessuno?».
Le nuove misure annunciate da Trump incidono sul commercio italiano ed europeo, anche se i nuovi dazi prospettati non si discostano molto da quelli applicati all’Unione europea fino a pochi giorni fa. La decisione della Corte suprema di bloccare una parte consistente dei dazi potrebbe però produrre effetti nel brevissimo periodo, prima ancora che si chiarisca il quadro normativo e politico. Un bilancio più completo sarà possibile nei prossimi mesi, anche in base alle scelte che l’Unione europea adotterà in risposta. Intanto si possono già individuare alcuni elementi utili per valutare l’impatto di questa nuova fase della guerra commerciale.