Il 19 febbraio, in un’intervista a Sky TG24, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato la partecipazione come “osservatrice” dell’Italia e di altri Paesi europei alla prima riunione del Board of Peace, svoltasi lo stesso giorno a Washington, negli Stati Uniti.
Il Board of Peace – in italiano “Consiglio di pace” – è un organismo internazionale promosso e guidato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump con l’obiettivo di coordinare la fase di transizione e ricostruzione della Striscia di Gaza, nell’ambito del piano statunitense per la gestione del conflitto tra Israele e Hamas. Nelle scorse settimane, questa organizzazione è stata criticata da più parti sia per i troppi poteri che ha il suo presidente Trump sia perché rischierebbe di sostituirsi ad altri organismi, come le Nazioni Unite.
Per giustificare la presenza italiana al Consiglio di pace, Meloni ha così sostenuto che alla riunione fossero presenti «la maggioranza dei Paesi europei» e «diversi attori mondiali». È davvero così? Abbiamo controllato.
Il Board of Peace – in italiano “Consiglio di pace” – è un organismo internazionale promosso e guidato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump con l’obiettivo di coordinare la fase di transizione e ricostruzione della Striscia di Gaza, nell’ambito del piano statunitense per la gestione del conflitto tra Israele e Hamas. Nelle scorse settimane, questa organizzazione è stata criticata da più parti sia per i troppi poteri che ha il suo presidente Trump sia perché rischierebbe di sostituirsi ad altri organismi, come le Nazioni Unite.
Per giustificare la presenza italiana al Consiglio di pace, Meloni ha così sostenuto che alla riunione fossero presenti «la maggioranza dei Paesi europei» e «diversi attori mondiali». È davvero così? Abbiamo controllato.