Il 18 maggio, ospite alla trasmissione televisiva TG2 Post, il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha criticato il governo sulle risorse destinate ad alcuni settori della spesa pubblica. Secondo Conte, l’esecutivo sostiene di non avere fondi sufficienti per finanziare alcune misure, ma allo stesso tempo avrebbe aumentato in modo significativo le spese militari.
In particolare, l’ex presidente del Consiglio ha dichiarato che nel 2025 «sono state tagliate risorse alla sanità (rispetto al PIL), alla scuola, all’innovazione, all’università, alla ricerca». A fronte di questi presunti tagli, Conte ha aggiunto che «sono stati messi 12 miliardi in un anno di spese aggiuntive per la difesa», sostenendo quindi che il problema non sarebbe la mancanza di risorse, ma la scelta delle priorità di spesa.
Ma è davvero così? Abbiamo verificato e il dato citato da Conte trova riscontro nei calcoli elaborati secondo i criteri NATO, ma i documenti ufficiali del Ministero della Difesa mostrano un aumento molto più contenuto.
In particolare, l’ex presidente del Consiglio ha dichiarato che nel 2025 «sono state tagliate risorse alla sanità (rispetto al PIL), alla scuola, all’innovazione, all’università, alla ricerca». A fronte di questi presunti tagli, Conte ha aggiunto che «sono stati messi 12 miliardi in un anno di spese aggiuntive per la difesa», sostenendo quindi che il problema non sarebbe la mancanza di risorse, ma la scelta delle priorità di spesa.
Ma è davvero così? Abbiamo verificato e il dato citato da Conte trova riscontro nei calcoli elaborati secondo i criteri NATO, ma i documenti ufficiali del Ministero della Difesa mostrano un aumento molto più contenuto.