Conte è fuorviante sui 12 miliardi in più per la difesa

La cifra è nelle stime NATO ma non corrisponde a un aumento nel bilancio ordinario del Ministero della Difesa
ANSA
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Il 18 maggio, ospite alla trasmissione televisiva TG2 Post, il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha criticato il governo sulle risorse destinate ad alcuni settori della spesa pubblica. Secondo Conte, l’esecutivo sostiene di non avere fondi sufficienti per finanziare alcune misure, ma allo stesso tempo avrebbe aumentato in modo significativo le spese militari.

In particolare, l’ex presidente del Consiglio ha dichiarato che nel 2025 «sono state tagliate risorse alla sanità (rispetto al PIL), alla scuola, all’innovazione, all’università, alla ricerca». A fronte di questi presunti tagli, Conte ha aggiunto che «sono stati messi 12 miliardi in un anno di spese aggiuntive per la difesa», sostenendo quindi che il problema non sarebbe la mancanza di risorse, ma la scelta delle priorità di spesa.

Ma è davvero così? Abbiamo verificato e il dato citato da Conte trova riscontro nei calcoli elaborati secondo i criteri NATO, ma i documenti ufficiali del Ministero della Difesa mostrano un aumento molto più contenuto.

L’origine dei 12 miliardi

Il leader del Movimento 5 Stelle, quando parla di «12 miliardi» di spese aggiuntive per la difesa, non indica esplicitamente la fonte del dato. La cifra a cui fa riferimento Conte sembra però avere origine nei dati pubblicati dalla NATO sulla spesa militare dei Paesi membri.

Nel rapporto Defence Expenditure of NATO Countries (2014-2025), pubblicato a fine agosto 2025, la NATO prevede che la spesa italiana per la difesa in rapporto al PIL passi dall’1,50 per cento nel 2024 al 2,01 per cento nel 2025, superando così la soglia del 2 per cento indicata dall’Alleanza Atlantica. In particolare, lo stesso documento stima che la spesa italiana per la difesa – calcolata secondo la definizione dell’Alleanza e a prezzi correnti – passi da 32,7 miliardi di euro nel 2024 a 45,3 miliardi nel 2025: la differenza è pari a circa 12,6 miliardi di euro. 

Da questo punto di vista, la cifra indicata da Conte non è quindi inventata. Come vedremo, però, il dato non coincide automaticamente con un aumento dello stesso importo nel bilancio ordinario del Ministero della Difesa.

Una definizione comune

Per interpretare correttamente il dato, bisogna prima chiarire che cosa la NATO includa nella “spesa per la difesa”.

Nel rapporto, l’Alleanza Atlantica spiega che i ministeri della Difesa dei Paesi membri comunicano le spese correnti e quelle previste secondo una definizione concordata. Gli importi indicano i pagamenti effettuati, o che saranno effettuati, dal governo nazionale nel corso dell’anno fiscale per soddisfare le esigenze delle proprie forze armate, degli alleati o della NATO.

Questa definizione non coincide necessariamente con quelle usate nei bilanci nazionali. La stessa NATO precisa infatti che le cifre del rapporto possono divergere in modo rilevante da quelle «citate dai media, pubblicate dalle autorità nazionali o contenute nei bilanci» dei singoli Paesi. Il motivo dichiarato è che l’Alleanza si basa anche su fonti economiche e previsioni del PIL che possono non coincidere con quelle dei singoli Stati.

La definizione NATO di spesa per la difesa è più ampia del solo bilancio ordinario del Ministero della Difesa. Nel calcolo dell’Alleanza possono rientrare, per esempio, alcune spese per il personale, per gli equipaggiamenti e per attività sostenute anche da amministrazioni diverse dalla Difesa, purché coerenti con la definizione concordata tra i Paesi membri.

C’è poi un’ulteriore cautela. Il rapporto specifica che le cifre relative al 2024 e al 2025 sono stime, e non dati definitivi. Anche per questo motivo, quindi, il dato NATO non può essere letto automaticamente come il valore del bilancio ordinario del Ministero della Difesa.

Che cosa dice il bilancio della Difesa

Per capire se nel 2025 il governo abbia davvero “messo” 12 miliardi di euro in più per la difesa, come sostiene Conte, bisogna guardare ai documenti ufficiali del Ministero della Difesa. Il riferimento principale è il Documento programmatico pluriennale della Difesa (DPP) 2025-2027, che presenta al Parlamento le previsioni di spesa del ministero per l’anno finanziario in corso e per il triennio di riferimento.

Nel DPP si legge che la legge di bilancio per il 2025 ha portato il bilancio ordinario della Difesa a 31,3 miliardi di euro. Lo stesso documento precisa che, rispetto al 2024, l’aumento è pari al 7,2 per cento. Questo permette di stimare il bilancio ordinario del 2024 in circa 29,2 miliardi di euro. In termini assoluti, quindi, la crescita tra il 2024 e il 2025 è di circa 2,1 miliardi di euro, una cifra molto inferiore rispetto ai 12 miliardi richiamati da Conte.

Il documento indica anche le previsioni per gli anni successivi: 31,2 miliardi di euro nel 2026 e 31,7 miliardi nel 2027. Dunque, nel triennio considerato dal DPP, il bilancio ordinario della Difesa resta intorno ai 31 miliardi di euro l’anno.

Gli investimenti pluriennali

Nei documenti ufficiali compare anche un’altra cifra vicina ai 12 miliardi di euro. Anche questa, però, non riguarda risorse aggiuntive stanziate tutte nel 2025.

Nel DPP, il Ministero della Difesa spiega che la legge di bilancio ha previsto nuove risorse per l’ammodernamento del sistema della difesa. Lo stanziamento complessivo è pari a 35,1 miliardi di euro, ma è distribuito su 15 anni. Dentro questa cifra ci sono anche 12,6 miliardi destinati a programmi della Difesa finanziati attraverso il bilancio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

In altre parole, quei circa 12 miliardi non sono un aumento del bilancio ordinario della Difesa nel 2025. Sono una parte di un piano di investimenti di lungo periodo, finanziato peraltro attraverso un altro ministero.

In aumento, ma ridotto

Ricapitolando, la dichiarazione di Conte parte da un dato reale, ma lo presenta in modo esagerato. Secondo il rapporto della NATO, la spesa italiana per la difesa passa da 32,7 miliardi di euro nel 2024 a 45,3 miliardi nel 2025, con una differenza quindi di circa 12,6 miliardi di euro.

Questo aumento, però, riguarda la spesa calcolata secondo i criteri dell’Alleanza Atlantica, non il bilancio ordinario del Ministero della Difesa. Secondo il DPP, il bilancio ordinario della Difesa cresce di circa 2,1 miliardi di euro tra il 2024 e il 2025, una cifra molto inferiore rispetto a quella indicata dal leader del Movimento 5 Stelle. 

Nel calcolo della NATO rientrano infatti voci e criteri diversi da quelli del bilancio ordinario nazionale. Per questo, dire che nel 2025 «sono stati messi 12 miliardi in un anno di spese aggiuntive per la difesa» può far pensare a un aumento diretto del bilancio del Ministero della Difesa che, nei documenti ufficiali, non c’è.

In sostanza, il numero citato da Conte ha un fondamento se si guarda alle stime NATO. Ma non descrive correttamente l’aumento delle risorse nel bilancio ordinario della Difesa, che è molto più contenuto.

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