Negli ultimi giorni, Fratelli d’Italia è tornata a parlare del “caso Almasri”. Almasri, al secolo Osama Almasri Njeem, è l’ex capo della polizia giudiziaria libica ricercato dalla Corte penale internazionale (CPI), che a gennaio 2025 era stato prima arrestato e poi rimpatriato dall’Italia. Lunedì 22 giugno il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha pubblicato sul proprio sito ufficiale un comunicato dal titolo «Almasri: condanna in Libia conferma che espulsione fu corretta».
Il riferimento è alla condanna comminata dal Tribunale di Tripoli contro Almasri, che dovrà scontare 7 anni e 4 mesi di carcere per violazioni dei diritti dei detenuti. Secondo Fratelli d’Italia, questa notizia «conferma che il governo Meloni aveva ragione ed ha agito correttamente». Il generale libico, sostiene il partito, «rappresentava un pericolo per la sicurezza nazionale e quindi andava espulso velocemente, assicurandolo alla giustizia libica che infatti ha fatto il suo corso».
Le cose però non stanno davvero come sostiene Fratelli d’Italia. Vediamo perché.
Il riferimento è alla condanna comminata dal Tribunale di Tripoli contro Almasri, che dovrà scontare 7 anni e 4 mesi di carcere per violazioni dei diritti dei detenuti. Secondo Fratelli d’Italia, questa notizia «conferma che il governo Meloni aveva ragione ed ha agito correttamente». Il generale libico, sostiene il partito, «rappresentava un pericolo per la sicurezza nazionale e quindi andava espulso velocemente, assicurandolo alla giustizia libica che infatti ha fatto il suo corso».
Le cose però non stanno davvero come sostiene Fratelli d’Italia. Vediamo perché.