Il caso di Mario Roggero ha fatto discutere molto la politica italiana negli ultimi giorni: prima sulla legittima difesa, poi sulla grazia e, da ultimo, su una possibile candidatura del gioielliere della provincia di Cuneo alle prossime elezioni politiche, previste per il 2027.
Il 17 luglio la Lega ha annunciato in una nota di stare valutando «ogni possibile iniziativa, nel pieno rispetto della legge» per sostenere Roggero, condannato in via definitiva a 14 anni e nove mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo dopo l’assalto alla sua gioielleria, nell’aprile 2021. Tra le possibilità, la Lega ha scritto di stare prendendo in considerazione anche «l’eventuale candidatura di Roggero, qualora ne ricorrano i presupposti normativi».
Il giorno dopo, uscendo dal carcere di Bollate, in provincia di Milano, dove aveva incontrato Roggero, il segretario della Lega Matteo Salvini è andato oltre, dicendo che «se fosse possibile candidarlo come rappresentante degli italiani che lavorano, che vengono aggrediti e che si difendono, io sarei orgoglioso di poterlo candidare».
Non tutto il centrodestra però è d’accordo. Il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci, per esempio, ha chiuso all’iniziativa: il suo partito, ha detto, sosterrà Roggero in «tutti i modi possibili», ma la candidatura non è tra questi. «Lasciamo alla sinistra queste pratiche», ha aggiunto, riferendosi in modo implicito al caso di Ilaria Salis. Salis è stata candidata – e poi eletta – al Parlamento europeo da Alleanza Verdi-Sinistra nel 2024, mentre si trovava sotto processo in Ungheria con l’accusa di aver aggredito due militanti di estrema destra. Tornando al caso di Roggero, si tratta di una possibilità a cui neppure il gioielliere sembra dare seguito: «Adesso l’ultima cosa è candidarmi», ha detto prima di entrare in carcere.
Al netto delle valutazioni politiche, i «presupposti normativi» evocati dalla Lega oggi non ci sono, e difficilmente potranno esserci. Vediamo perché.
Il 17 luglio la Lega ha annunciato in una nota di stare valutando «ogni possibile iniziativa, nel pieno rispetto della legge» per sostenere Roggero, condannato in via definitiva a 14 anni e nove mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo dopo l’assalto alla sua gioielleria, nell’aprile 2021. Tra le possibilità, la Lega ha scritto di stare prendendo in considerazione anche «l’eventuale candidatura di Roggero, qualora ne ricorrano i presupposti normativi».
Il giorno dopo, uscendo dal carcere di Bollate, in provincia di Milano, dove aveva incontrato Roggero, il segretario della Lega Matteo Salvini è andato oltre, dicendo che «se fosse possibile candidarlo come rappresentante degli italiani che lavorano, che vengono aggrediti e che si difendono, io sarei orgoglioso di poterlo candidare».
Non tutto il centrodestra però è d’accordo. Il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci, per esempio, ha chiuso all’iniziativa: il suo partito, ha detto, sosterrà Roggero in «tutti i modi possibili», ma la candidatura non è tra questi. «Lasciamo alla sinistra queste pratiche», ha aggiunto, riferendosi in modo implicito al caso di Ilaria Salis. Salis è stata candidata – e poi eletta – al Parlamento europeo da Alleanza Verdi-Sinistra nel 2024, mentre si trovava sotto processo in Ungheria con l’accusa di aver aggredito due militanti di estrema destra. Tornando al caso di Roggero, si tratta di una possibilità a cui neppure il gioielliere sembra dare seguito: «Adesso l’ultima cosa è candidarmi», ha detto prima di entrare in carcere.
Al netto delle valutazioni politiche, i «presupposti normativi» evocati dalla Lega oggi non ci sono, e difficilmente potranno esserci. Vediamo perché.