Un nuovo sistema di votazione per i deputati, display all’avanguardia e sistemi di riconoscimento biometrico. Anche nel 2026 la Camera dei deputati sta continuando il suo percorso di ammodernamento dell’aula, iniziato l’anno scorso con la completa sostituzione di tutti i vecchi microfoni e l’installazione dei nuovi microfoni temporizzati, che si spengono da soli non appena un deputato ha terminato il tempo a disposizione per il suo intervento. Nel 2025 la spesa prevista per l’ammodernamento della Camera era stata di circa 2,6 milioni di euro, e comprendeva altre innovazioni, tra cui l’installazione di un nuovo sistema per le votazioni e il miglioramento dell’impianto video. 

Se la sostituzione dei microfoni è stata completata a settembre 2025, le altre iniziative di ammodernamento non sono terminate. Nel nuovo progetto di bilancio interno della Camera per il 2026 – approvato lo scorso 17 giugno e pubblicato da poco sul sito istituzionale – si legge infatti che proseguono pure quest’anno «le attività finalizzate al rifacimento dei terminali di voto in uso ai deputati, utilizzando tecnologie hardware e software aggiornate agli standard di funzionalità e sicurezza». Ma c’è di più perché, come si legge sempre dal progetto di bilancio, nel 2026 inizieranno i lavori per rinnovare tutto l’impianto di ripresa video dell’aula, «finalizzato all’ottimizzazione delle prestazioni audiovisive e all’aggiornamento delle infrastrutture agli standard tecnici attuali, in conformità a quanto già realizzato nel 2025 con riferimento all’impianto microfonico». Insomma, un’opera di ammodernamento a tutto tondo, che secondo il progetto di bilancio richiederà risorse per circa 3,1 milioni di euro quest’anno e 2,5 milioni di euro sia nel 2027 che nel 2028, per un totale di circa 8 milioni di euro nei prossimi tre anni. Per avere un ordine di grandezza, la spesa complessiva della Camera prevista per il 2026 è di circa 996 milioni di euro. 

Ma cosa comprenderanno nel dettaglio le novità sul fronte tecnologico? Per quanto riguarda il sistema di voto, nel nuovo progetto di bilancio si legge che gli scranni dove siedono i deputati verranno muniti di terminali «dotati di display di maggiori dimensioni per una migliore fruizione delle informazioni». In più ogni terminale sarà dotato di tecnologia di riconoscimento biometrico finger print in modo tale che possa essere riconosciuta l’identità del deputato che si piazza in quella postazione attraverso la sua impronta digitale. I dispositivi di voto avranno poi funzionalità aggiuntive avanzate, come un tasto per la prenotazione degli interventi in aula, un QRCode da cui ogni deputato potrà accedere ai documenti di seduta, come le proposte di legge in discussione e la visualizzazione della durata massima degli interventi a disposizione. Il progetto prevede poi che sul lato opposto di ogni terminale, quello rivolto verso l’aula, venga installato un display secondario «di tipo e-ink che permetterà la gestione di “cavalieri elettronici”, sia per le sedute sia, all’occorrenza, in occasione di eventi». In pratica, sul display secondario comparirà il nominativo di ogni parlamentare, per consentirne il più facile riconoscimento durante le sedute. 

Passando all’impianto video, l’intervento prevede la sostituzione delle apparecchiature di ripresa, trasmissione e gestione del segnale video «con l’introduzione di soluzioni ad alta definizione (HD), sistemi di automazione e controllo remoto, e protocolli di interoperabilità con le piattaforme di distribuzione digitale». Sempre dal nuovo progetto di bilancio si legge che «è previsto l’adeguamento dell’impianto di equalizzazione del sistema di diffusione sonora, migliorando la resa acustica e la distribuzione del suono». 

Come ogni anno, il progetto di bilancio interno e il conto consuntivo dello scorso anno dovranno ora essere approvati dall’aula della Camera in una delle prossime sedute entro la pausa estiva dei lavori, quindi indicativamente entro la prima settimana di agosto. 

Il progetto di ammodernamento della Camera era necessario perché, soprattutto nel caso dei microfoni, ci sono stati diversi problemi tecnici che hanno costretto in alcune occasioni i deputati a dover cambiare banco per poter parlare. Ma i nuovi apparecchi hanno comunque mostrato nuovi problemi. Per esempio, a gennaio di quest’anno la Camera ha dovuto aggiungere un segnale luminoso in corrispondenza del tabellone presente in aula che si accende quando un deputato sta per terminare il suo intervento, perché nonostante i nuovi microfoni segnalino con un lampeggiamento che il tempo dell’intervento sta per scadere, molti deputati non si rendevano comunque conto che gli sarebbe stata tolta da lì a breve la parola. Non sono poi mancati i problemi tecnici dell’impianto audio. Il 20 luglio, durante la discussione in aula del decreto “Sport”, è stata necessaria un’interruzione di circa mezz’ora della seduta per risolvere un problema tecnico. In pratica, nonostante i microfoni sembrassero accesi, dalla diretta della Camera non si sentiva nessun segnale audio e sembrava che i deputati e il ministro presente in quel momento, il ministro dello Sport Andrea Abodi, parlassero a vuoto.