Lorenzo Ruffino si occupa di analisi di dati e ha una newsletter su Substack, in cui spiega fenomeni dell’attualità, partendo sempre dai dati e limitando le opinioni: ci si iscrive qui.
Giugno di quest’anno si è chiuso in Italia con una temperatura media di 22,6 gradi, il quarto valore più alto almeno dal 1961, ossia da quando partono i dati di Copernicus, il programma europeo di osservazione della Terra. Sopra ci sono soltanto il 2025, il 2003 e il 2022, ma la differenza è di appena due decimi di grado. In poche parole, tre dei quattro giugno più caldi degli ultimi 65 anni si sono verificati a partire dal 2022.
Rispetto alla media 1991-2020 l’anomalia è di 3,3 gradi, che diventano 4,8 se il confronto scivola sul trentennio 1961-1990. Per questa analisi ho ricostruito le temperature giornaliere di ogni giugno dal 1961 su una griglia di circa 9 chilometri, pesandole sia per la superficie sia per la popolazione residente di ogni cella, in modo da misurare tanto il clima del territorio quanto quello vissuto dagli abitanti[1]. I numeri raccontano un mese che ha cambiato natura.
Giugno di quest’anno si è chiuso in Italia con una temperatura media di 22,6 gradi, il quarto valore più alto almeno dal 1961, ossia da quando partono i dati di Copernicus, il programma europeo di osservazione della Terra. Sopra ci sono soltanto il 2025, il 2003 e il 2022, ma la differenza è di appena due decimi di grado. In poche parole, tre dei quattro giugno più caldi degli ultimi 65 anni si sono verificati a partire dal 2022.
Rispetto alla media 1991-2020 l’anomalia è di 3,3 gradi, che diventano 4,8 se il confronto scivola sul trentennio 1961-1990. Per questa analisi ho ricostruito le temperature giornaliere di ogni giugno dal 1961 su una griglia di circa 9 chilometri, pesandole sia per la superficie sia per la popolazione residente di ogni cella, in modo da misurare tanto il clima del territorio quanto quello vissuto dagli abitanti[1]. I numeri raccontano un mese che ha cambiato natura.