Da quando Matteo Salvini è ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti i treni regionali e nazionali in ritardo hanno raggiunto i numeri più alti mai registrati negli ultimi quindici anni, da quando sono disponibili i dati più aggiornati. La situazione sembra invece migliore per quanto riguarda i treni internazionali, che dopo un aumento dei ritardi nel 2023 stanno registrando un netto calo, così come è in diminuzione il dato delle cancellazioni.
Questo è quanto emerge dall’analisi di Pagella Politica delle “Relazioni sulla qualità del servizio” [1] pubblicate ogni anno da Trenitalia tra il 2010 e il 2025, l’anno più recente per cui sono disponibili. Sebbene siano a volte lacunose e poco dettagliate, queste relazioni contengono una serie di informazioni sul numero di treni in ritardo, sul tempo medio di ritardo accumulato dai diversi convogli e su quelli soppressi.
Negli ultimi mesi i disservizi sulla rete ferroviaria sono stati numerosi, e proprio alla fine di giugno Stefano Donnarumma, l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato – l’azienda che gestisce il trasporto su rotaia in Italia –, si è dimesso dal suo incarico con un anno di anticipo rispetto alla normale scadenza. Mercoledì 1° luglio alla stazione di Roma Tiburtina si è verificato un guasto che ha comportato ritardi di 200 minuti per alcuni treni. Qualche giorno prima c’erano ritardi di oltre due ore sulla linea adriatica e su quella che collega Firenze e Bologna. E a metà giugno un danno alla linea elettrica ha comportato altri disagi per i viaggiatori, con ritardi e cancellazioni.
Rispetto ai ritardi, in alcune occasioni Salvini ha sostenuto che la causa dei disservizi fosse da imputare ai numerosi cantieri ferroviari aperti grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). In altre, invece, ha detto che la situazione delle ferrovie è frutto della gestione dei precedenti governi. In altre ancora ha dato la colpa agli scioperi oppure a presunti sabotaggi.
Ma, al di là delle possibili ragioni dei disservizi, da quando Salvini guida il Ministero dei Trasporti i treni regionali e quelli nazionali, come i Frecciarossa, hanno registrato i dati peggiori per quanto riguarda i ritardi, mentre la situazione è migliore per i treni internazionali e quelli soppressi.
Questo è quanto emerge dall’analisi di Pagella Politica delle “Relazioni sulla qualità del servizio” [1] pubblicate ogni anno da Trenitalia tra il 2010 e il 2025, l’anno più recente per cui sono disponibili. Sebbene siano a volte lacunose e poco dettagliate, queste relazioni contengono una serie di informazioni sul numero di treni in ritardo, sul tempo medio di ritardo accumulato dai diversi convogli e su quelli soppressi.
Negli ultimi mesi i disservizi sulla rete ferroviaria sono stati numerosi, e proprio alla fine di giugno Stefano Donnarumma, l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato – l’azienda che gestisce il trasporto su rotaia in Italia –, si è dimesso dal suo incarico con un anno di anticipo rispetto alla normale scadenza. Mercoledì 1° luglio alla stazione di Roma Tiburtina si è verificato un guasto che ha comportato ritardi di 200 minuti per alcuni treni. Qualche giorno prima c’erano ritardi di oltre due ore sulla linea adriatica e su quella che collega Firenze e Bologna. E a metà giugno un danno alla linea elettrica ha comportato altri disagi per i viaggiatori, con ritardi e cancellazioni.
Rispetto ai ritardi, in alcune occasioni Salvini ha sostenuto che la causa dei disservizi fosse da imputare ai numerosi cantieri ferroviari aperti grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). In altre, invece, ha detto che la situazione delle ferrovie è frutto della gestione dei precedenti governi. In altre ancora ha dato la colpa agli scioperi oppure a presunti sabotaggi.
Ma, al di là delle possibili ragioni dei disservizi, da quando Salvini guida il Ministero dei Trasporti i treni regionali e quelli nazionali, come i Frecciarossa, hanno registrato i dati peggiori per quanto riguarda i ritardi, mentre la situazione è migliore per i treni internazionali e quelli soppressi.