Azione vuole aumentare le tasse su alcol, gioco e sigarette

Servirebbero a tagliare le accise sui carburanti, ma mancano i numeri per capire di quanto
ANSA
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Il 24 agosto il leader di Azione Carlo Calenda è tornato a parlare del caro carburanti, dopo che il governo ha prorogato di altri due giorni, fino al 26 agosto, lo sconto di circa 17 centesimi al litro sul gasolio. Calenda è intervenuto proponendo una strada diversa, ossia un taglio strutturale delle accise sui carburanti. 

In un post pubblicato su Instagram, ha contrapposto questa soluzione al «taglio temporaneo» deciso dal governo e ha proposto di «riequilibrare le accise su tabacco, gioco (d’azzardo, ndr) e superalcolici», sostenendo di aver avanzato sul tema proposte «ben precise e fattibili».
L’idea era già stata presentata quasi un mese prima. Il 28 luglio, in un video sui social, Calenda aveva sostenuto che «le accise sulle sigarette» e quelle «sui superalcolici sono molto più basse della media europea». Da qui la proposta al governo: «tassare un euro in più le sigarette», insieme ai superalcolici, e usare queste entrate per «abbassare strutturalmente le accise sui carburanti». Ad agosto è stato poi aggiunto anche il gioco d’azzardo.

Il meccanismo è chiaro: aumentare le tasse su alcuni consumi per ridurre quelle sui carburanti, senza diminuire nel complesso le entrate dello Stato. Molto meno chiari sono però i conti. Azione non ha indicato di quanto vorrebbe ridurre le accise su benzina e gasolio né quanto prevede di incassare dagli aumenti proposti.

Andiamo allora a vedere perché, allo stato attuale, non è possibile capire di quanto la proposta di Azione potrebbe effettivamente abbassare le accise sui carburanti.

Il confronto con l’UE

La proposta di Calenda parte dall’idea che in Italia sigarette e superalcolici siano tassati meno rispetto alla media europea.

Sulle sigarette, il confronto ha un fondamento. Secondo l’organizzazione specializzata nell’analisi di politiche fiscali Tax Foundation Europe, che si basa sui dati della Commissione europea, al 1° gennaio 2026 l’accisa su un pacchetto da 20 sigarette in Italia era pari a 3,26 euro, contro una media UE di 4,22 euro. La differenza è quindi di quasi un euro a pacchetto. L’Italia, però, non è tra i Paesi con le accise più basse: secondo le nostre verifiche, 13 dei 27 Stati membri applicano un prelievo inferiore.

La distanza dalla media è ancora più ampia per i superalcolici. In Italia l’accisa sull’alcol etilico – il riferimento per i distillati – è circa 1.035 euro per ettolitro di alcol puro. Secondo un rapporto della Banca Mondiale, la media nell’Unione europea è di 1.785 euro per ettolitro. L’aliquota italiana è quindi più bassa di oltre il 40 per cento rispetto alla media UE. 

Al netto del giudizio espresso da Calenda, la premessa della proposta è corretta: sia sulle sigarette sia sui superalcolici l’Italia tassa meno della media europea.

L’incognita sul taglio

Passando alla proposta, il principale numero che manca nell’iniziativa di Azione riguarda i carburanti. Calenda parla di tagliare «strutturalmente le accise», ma non indica di quanti centesimi al litro vorrebbe ridurle. Un dettaglio non da poco, visto che anche gli interventi temporanei decisi finora dal governo hanno avuto costi rilevanti per le casse dello Stato.

A marzo, per far fronte all’aumento dei prezzi dell’energia, il governo Meloni ha ridotto per 20 giorni – dal 19 marzo al 7 aprile – le accise su benzina e gasolio di 20 centesimi al litro e quella sul GPL di 10 centesimi al chilogrammo. Secondo la relazione tecnica, la misura è costata circa 417 milioni di euro. Con i successivi tagli e le varie proroghe, la spesa è aumentata rapidamente: secondo il Servizio Studi del Senato, tra marzo e l’inizio di luglio gli interventi sulle accise sono costati complessivamente allo Stato circa 1,6 miliardi di euro.

Dal 7 al 24 agosto il governo ha ridotto di 14 centesimi al litro l’accisa sul gasolio, applicando la stessa aliquota anche ad alcuni biocarburanti, tra cui l’HVO – un carburante alternativo al diesel – e il biodiesel. Il decreto ha stimato per la misura un costo di circa 190 milioni di euro nel 2026. Come detto, lo sconto è stato poi prorogato per due giorni, utilizzando le maggiori entrate IVA legate all’aumento del prezzo del petrolio.

Considerando tutti gli interventi del governo, le riduzioni delle accise sono rimaste in vigore per circa quattro mesi e mezzo e hanno comportato minori entrate per quasi due miliardi di euro. Questi precedenti non permettono di stimare automaticamente quanto costerebbe ogni anno la proposta di Azione, tanto meno moltiplicando il dato per dodici mesi. Mostrano però che anche tagli temporanei di pochi centesimi possono avere un costo significativo per lo Stato. E senza sapere di quanto Azione voglia ridurre le accise, non è possibile capire quante risorse servirebbero da tabacco, alcol e gioco d’azzardo.

L’euro sulle sigarette non basta

Sul tabacco Calenda ha dato l’indicazione più concreta della proposta, parlando di «tassare un euro in più le sigarette». Ma anche in questo caso manca un dato essenziale: quanto dovrebbe incassare lo Stato da questo aumento. Non basta infatti moltiplicare un euro per il numero di pacchetti venduti, perché un rincaro può modificare i consumi e quindi il gettito effettivo.

Un confronto utile arriva dalla legge di bilancio per il 2026, che ha già aumentato la tassazione su sigarette e altri prodotti del tabacco e da fumo. Per le sigarette, la manovra (art. 1, comma 119) ha ritoccato più voci dell’accisa e ha alzato anche la soglia minima di tasse che deve essere pagata su ogni pacchetto. Secondo la relazione tecnica, queste modifiche dovrebbero portare nel 2026 circa 173 milioni di euro di maggiori entrate dalle sole sigarette. Le modifiche dovrebbero tradursi quest’anno in un aumento medio di circa 15 centesimi a pacchetto.

Se si considerano anche gli altri prodotti affini – come tabacco trinciato e liquidi da inalazione – le maggiori entrate stimate salgono complessivamente a 213 milioni di euro nel 2026, 466 milioni nel 2027 e 797 milioni dal 2028. Sono stime che tengono conto anche dei consumi, dell’andamento del mercato e degli aumenti dei prezzi previsti.

Questi dati danno un ordine di grandezza, ma non permettono di stimare direttamente quanto renderebbe l’aumento proposto da Calenda. Senza una valutazione specifica del maggior gettito, non sappiamo quante risorse questa misura potrebbe davvero destinare al taglio delle accise sui carburanti.

I numeri mancanti su alcol e gioco

Sugli altri prodotti indicati da Azione le informazioni sono più generiche. Come già detto, oggi in Italia l’accisa sull’alcol etilico è circa 1.035 euro per ettolitro di alcol puro, ma Azione non ha detto a quale livello vorrebbe portarla né quanto prevede di incassare dall’aumento.

Ancora meno definita è la parte sul gioco d’azzardo, aggiunta nell’ultima versione della proposta. In questo settore non esiste un’unica “accisa” da aumentare: come spiega la Camera dei deputati, la tassazione cambia a seconda del tipo di gioco. Sulle new slot, per esempio, il prelievo è pari al 24 per cento delle somme giocate, mentre sulle videolottery è dell’8,6 per cento. Per i giochi da casinò online, invece, l’imposta è pari al 25,5 per cento della differenza tra quanto viene giocato e quanto viene restituito ai giocatori. 

Insomma, la proposta di Azione parte da un’idea chiara: spostare parte del prelievo fiscale dai carburanti verso tabacco, superalcolici e gioco d’azzardo, mantenendo invariato il gettito complessivo. Ma sui numeri resta ancora vaga e, al momento, non è possibile capire quanto questa operazione potrebbe incidere davvero sul prezzo alla pompa.

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

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