«La Lega così non va», ha detto il 20 agosto Massimiliano Romeo, capogruppo del partito al Senato, chiedendo che prima del tradizionale raduno a Pontida, in Lombardia, previsto quest’anno per il 20 settembre, venga trovata «una soluzione» alla situazione interna al partito. Le sue parole sono arrivate pochi giorni dopo quelle del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Il 17 agosto, in un’intervista al Corriere della Sera, alla domanda se il segretario Matteo Salvini dovesse farsi da parte, lo storico esponente della Lega aveva risposto che «nessuna soluzione va esclusa a priori».
Le recenti critiche arrivano in una fase complicata per la Lega, segnata dalle tensioni sulla linea politica da perseguire e dall’uscita dell’ex vicesegretario Roberto Vannacci, che a febbraio ha lasciato il partito per fondarne uno proprio, Futuro Nazionale. Gli attacchi a Salvini non sono comunque una novità. Soprattutto dopo il risultato alle elezioni politiche del 2022, definito «deludente» da alcuni esponenti del partito, diversi dirigenti ed ex dirigenti leghisti hanno contestato le scelte del segretario, la trasformazione della Lega in un partito nazionale e il progressivo allontanamento dalle tradizionali istanze del Nord.
In più occasioni, queste critiche hanno riguardato direttamente il ruolo di Salvini nel partito, ma non hanno mai portato a effetti concreti sulla leadership, quanto semmai alcune riorganizzazioni interne. Così, secondo alcuni, gli attacchi ricorrenti contro l’attuale segretario non sarebbero altro che tentativi di reclamare un ruolo maggiore nel partito o nuovi posti di potere da parte di certi esponenti. «Bisognava agire prima, si doveva fare squadra. Ora qualcuno si vede al capolinea e tenta di invertire la rotta. Ma è tardi», ha detto a Pagella Politica un ex esponente della Lega, che ha preferito rimanere anonimo.
Tra coloro che cercano di invertire la rotta ora c’è proprio Romeo, che ha 55 anni, è originario di Monza ed è stato uno storico esponente della Lega Nord, prima ancora che della Lega. In questi giorni, mentre contesta il ruolo di Salvini, Romeo ha peraltro pubblicato un libro “Fare la Lega. Agenda per il rinnovamento”, edito da Rubbettino. «Di solito se un politico scrive un libro lo fa per lanciarsi verso qualche progetto o candidatura. Romeo non ha la statura per fare il leader, ma potrebbe sfruttare l’occasione per proporsi per nuovi ruoli all’interno della Lega stessa, magari per candidarsi come nuovo presidente della Regione Lombardia nel 2028», ha proseguito l’ex esponente della Lega. L’attuale presidente della Lombardia, Fontana, è infatti al secondo mandato consecutivo alla guida della Regione e alle prossime elezioni non può più ricandidarsi, a meno che non venga cambiata la normativa nazionale.
Le recenti critiche arrivano in una fase complicata per la Lega, segnata dalle tensioni sulla linea politica da perseguire e dall’uscita dell’ex vicesegretario Roberto Vannacci, che a febbraio ha lasciato il partito per fondarne uno proprio, Futuro Nazionale. Gli attacchi a Salvini non sono comunque una novità. Soprattutto dopo il risultato alle elezioni politiche del 2022, definito «deludente» da alcuni esponenti del partito, diversi dirigenti ed ex dirigenti leghisti hanno contestato le scelte del segretario, la trasformazione della Lega in un partito nazionale e il progressivo allontanamento dalle tradizionali istanze del Nord.
In più occasioni, queste critiche hanno riguardato direttamente il ruolo di Salvini nel partito, ma non hanno mai portato a effetti concreti sulla leadership, quanto semmai alcune riorganizzazioni interne. Così, secondo alcuni, gli attacchi ricorrenti contro l’attuale segretario non sarebbero altro che tentativi di reclamare un ruolo maggiore nel partito o nuovi posti di potere da parte di certi esponenti. «Bisognava agire prima, si doveva fare squadra. Ora qualcuno si vede al capolinea e tenta di invertire la rotta. Ma è tardi», ha detto a Pagella Politica un ex esponente della Lega, che ha preferito rimanere anonimo.
Tra coloro che cercano di invertire la rotta ora c’è proprio Romeo, che ha 55 anni, è originario di Monza ed è stato uno storico esponente della Lega Nord, prima ancora che della Lega. In questi giorni, mentre contesta il ruolo di Salvini, Romeo ha peraltro pubblicato un libro “Fare la Lega. Agenda per il rinnovamento”, edito da Rubbettino. «Di solito se un politico scrive un libro lo fa per lanciarsi verso qualche progetto o candidatura. Romeo non ha la statura per fare il leader, ma potrebbe sfruttare l’occasione per proporsi per nuovi ruoli all’interno della Lega stessa, magari per candidarsi come nuovo presidente della Regione Lombardia nel 2028», ha proseguito l’ex esponente della Lega. L’attuale presidente della Lombardia, Fontana, è infatti al secondo mandato consecutivo alla guida della Regione e alle prossime elezioni non può più ricandidarsi, a meno che non venga cambiata la normativa nazionale.