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L’Ue non è così entusiasta del Superbonus come dice il vicepresidente del M5s

| 24 maggio 2022
La dichiarazione
«Il Superbonus è citato per ben tre volte all’interno delle raccomandazioni europee all’Italia, sempre positivamente e con esplicita richiesta di rendere l’agevolazione strutturale»
Fonte: Facebook | 23 maggio 2022
ANSA/JESSICA PASQUALON
ANSA/JESSICA PASQUALON
Verdetto sintetico
L’entusiasmo del vicepresidente del Movimento 5 stelle è eccessivo.
In breve
  • Nelle raccomandazioni specifiche per l’Italia, pubblicate il 23 maggio dalla Commissione Ue, l’incentivo del Superbonus 110 per cento non viene mai citato esplicitamente. TWEET
  • Il Superbonus compare sì tre volte nella relazione allegata alle raccomandazioni, ma non con i toni dichiarati da Turco. TWEET
Il 23 maggio il vicepresidente del Movimento 5 stelle Mario Turco ha scritto su Facebook che la Commissione europea ha espresso commenti positivi nei confronti del cosiddetto “Superbonus 100 per cento”, ossia l’incentivo – non visto di buon occhio dal presidente del Consiglio Mario Draghi – con cui lo Stato ricopre interamente le spese per l’efficientamento energetico degli edifici.

Secondo Turco, il Superbonus 110 per cento è citato «per ben tre volte all’interno delle raccomandazioni europee all’Italia, sempre positivamente e con esplicita richiesta di rendere l’agevolazione strutturale». Questo dimostrerebbe così che sbaglia chi sostiene, come fatto da Draghi, che l’incentivo sia per esempio troppo costoso o causi un aumento dei prezzi delle materie prime.

Abbiamo verificato e l’entusiasmo del vicepresidente del M5s sulle parole dell’Unione europea è eccessivo, per una serie di motivi.

Che cosa dice l’Ue sul Superbonus

Il 23 maggio la Commissione europea ha pubblicato le cosiddette “raccomandazioni specifiche” per l’Italia, che forniscono al nostro Paese orientamenti su come stimolare l’occupazione, la crescita economica e gli investimenti, rispettando la solidità delle finanze pubbliche.

A differenza di quanto sostenuto da Turco, nelle raccomandazioni specifiche all’Italia la Commissione Ue non cita mai il Superbonus 110 per cento. Tra i cosiddetti “considerando” – ossia le considerazioni che motivano e contestualizzano le raccomandazioni vere e proprie – c’è comunque un riferimento agli incentivi edilizi, ma non così lusinghiero. «La strategia in materia di efficienza energetica per il settore edilizio – si legge nel documento – si basa principalmente su misure temporanee e dovrebbe essere integrata da una strategia a medio e lungo termine che comprenda misure più importanti in materia di efficienza energetica destinate alle imprese, in particolare al settore industriale». 

Il Superbonus 110 per cento viene invece citato «tre volte», come scritto sui social da Turco, in una relazione pubblicata il 23 maggio dalla Commissione Ue, che accompagna le raccomandazioni, senza però farne parte. Nella prima citazione, si legge che il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) – finanziato con risorse europee per aiutare l’Italia a riprendersi dalla crisi causata dalla pandemia di Covid-19 – ha stanziato quasi 14 miliardi di euro per il Superbonus 110 per cento, senza esprimere un giudizio. Nella seconda citazione, la Commissione Ue ha confermato che l’Italia ha rispettato l’impegno, previsto nel Pnrr per la fine del 2021, di estendere il Superbonus 110 per cento, obiettivo raggiunto con la scorsa legge di bilancio. 

In un terzo passaggio, infine, si legge che in Italia c’è «margine» per velocizzare i progressi nel raggiungere gli obiettivi fissati entro il 2030 per quanto riguarda l’efficienza energetica e la mobilità sostenibile. Secondo la Commissione Ue, «l’ambizione dell’Italia di migliorare la prestazione energetica del suo parco immobiliare dovrebbe essere calibrata per poter proseguire al di là del periodo di riferimento del regime “Superbonus” e dei finanziamenti» del Pnrr. «Ciò offrirebbe altresì al mercato la certezza per proporre soluzioni di efficienza energetica e ristrutturazioni degli edifici», prosegue il rapporto. «Eventuali nuovi regimi di finanziamento per la ristrutturazione energetica degli edifici dovranno essere adeguatamente mirati a ristrutturazioni energetiche più profonde e al miglioramento degli edifici che presentano le prestazioni peggiori, nonché essere volti ad aiutare le famiglie a basso reddito. Esiste altresì un margine per includere misure di efficienza energetica più forti nelle imprese, in particolare nell’industria».

Come si evince dal testo, la Commissione Ue ha parlato in generale della necessità dell’Italia di rafforzare le proprie politiche per l’efficientamento energetico, ma senza dire – come suggerito da Turco – che questo debba avvenire con un’estensione ulteriore del Superbonus 110 per cento. Anzi: il riferimento dell’Ue alla necessità di aiutare di più «le famiglie a basso reddito» non coincide con quanto fatto finora con l’incentivo edilizio. Per accedere al bonus, infatti, non ci sono limiti di reddito: secondo i critici della misura, uno dei rischi del Superbonus 110 per cento è che a beneficiarne siano soprattutto quelli che hanno di più in termini di reddito, con un impatto regressivo.

Il verdetto

Secondo Mario Turco, le raccomandazioni europee all’Italia citano «ben tre volte» l’incentivo edilizio del Superbonus 110 per cento, «sempre positivamente e con esplicita richiesta di rendere l’agevolazione strutturale». Abbiamo verificato e l’entusiasmo del vicepresidente del Movimento 5 stelle è esagerato. 

Innanzitutto, le raccomandazioni specifiche per l’Italia, pubblicate il 23 maggio dalla Commissione Ue, non citano mai esplicitamente l’incentivo del Superbonus 110 per cento. Quest’ultimo compare sì tre volte nella relazione allegata alle raccomandazioni, ma non con i toni dichiarati da Turco.
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