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Vero: Salvini da ministro non ha aumentato i rimpatri

| 17 novembre 2022
La dichiarazione
«Quando Salvini era ministro, la media giornaliera delle espulsioni è stata di 18 migranti al giorno, in linea con le gestioni precedenti e con quelle successive»
Fonte: Newsletter di Azione | 16 novembre 2022
ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
Verdetto sintetico
Il leader di Azione ha sostanzialmente ragione.
In breve
  • Secondo i dati del Ministero dell’Interno, nei 460 giorni in cui Salvini è stato ministro, tra giugno e settembre 2019, sono stati rimpatriati dall’Italia quasi 8.400 migranti: circa 18 al giorno. TWEET
  • La stessa media era stata registrata in precedenza, con il ministro Minniti, e dopo, nei primi mesi in cui Lamorgese era ministra. La pandemia di Covid-19 ha poi ridotto i rimpatri. TWEET
Il 16 novembre, nella newsletter di Azione, il leader del partito Carlo Calenda ha criticato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che quel giorno ha tenuto un’informativa urgente in Senato sulla gestione dell’immigrazione da parte del governo. Tra le altre cose, Calenda ha scritto che quando il leader della Lega Matteo Salvini è stato ministro dell’Interno, e Piantedosi suo capo di gabinetto, l’Italia ha espulso in media «18 migranti al giorno», un dato in linea con quanto fatto dai governi precedenti e da quelli successivi.

Abbiamo verificato e Calenda ha sostanzialmente ragione.

I dati sui rimpatri

Quando si parla di “espulsioni”, o meglio di “rimpatri”, si fa generalmente riferimento all’allontanamento dall’Italia di cittadini stranieri, ma in questo ambito il quadro legale è piuttosto complesso.

Senza entrare troppo nei dettagli, uno straniero, dopo aver ricevuto la comunicazione del provvedimento di espulsione, è in teoria obbligato a lasciare l’Italia. Da un lato, può decidere volontariamente di abbandonare il Paese con mezzi propri o assistito con fondi speciali (il cosiddetto “rimpatrio volontario assistito”). Dall’altro lato, ci sono i rimpatri forzati, che di fatto consistono nell’accompagnamento coatto dello straniero espulso nel suo Paese di origine, per esempio con voli aerei. Che cosa dicono i dati sui rimpatri forzati sull’operato di Salvini quando era ministro dell’Interno?

Il leader della Lega – che ora è vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture – è stato ministro dell’Interno dal 1° giugno 2018 al 4 settembre 2019, con il primo governo guidato da Giuseppe Conte, supportato dal Movimento 5 stelle e dal partito di Salvini. A febbraio 2020 abbiamo pubblicato un’analisi in cui spiegavamo che, in base ai dati forniti a Pagella Politica dal Ministero dell’Interno con una richiesta di accesso civico (il cosiddetto “Foia”), nei 460 giorni di Salvini al Viminale i rimpatri forzati erano stati in totale quasi 8.400: circa 18 al giorno (nella campagna elettorale per le elezioni di marzo 2018 Salvini aveva promesso 100 rimpatri al giorno). Nello stesso periodo dei quindici mesi precedenti, tra giugno 2017 e settembre 2018, questo numero era stato molto simile, attestandosi intorno agli 8.300 rimpatri: anche qui, circa 18 al giorno.

Secondo i dati del Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno, rielaborati dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, in tutto il 2017 – quando ministro dell’Interno era Marco Minniti (Pd) – i rimpatri erano stati 6.514: quasi 18 al giorno. Dunque è vero che i rimpatri effettuati con Salvini ministro sono stati in linea con quelli registrati prima. 

Discorso analogo vale anche per quanto successo dopo. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, nel 2020 e nel 2021 i rimpatri forzati dall’Italia sono stati rispettivamente 3.351 e 3.420, ma il calo è stato dovuto alla pandemia di Covid-19 e alle restrizioni, che hanno per lungo tempo bloccato le operazioni di rimpatrio. Grazie al Foia, a inizio 2020 Pagella Politica aveva ottenuto i dati dei rimpatri relativi al periodo tra il 9 settembre e il 31 dicembre 2019, dunque ai primi mesi in cui Luciana Lamorgese era ministra dell’Interno del secondo governo Conte, sostenuto da Movimento 5 stelle e Partito democratico. In quei 113 giorni, di poco precedenti allo scoppio della pandemia, erano stati rimpatriati 2.461 migranti, quasi 22 al giorno. Sembra dunque che, con il secondo governo Conte, i rimpatri fossero aumentati, ma in realtà le cose non erano particolarmente cambiate rispetto al passato. Se confrontiamo periodi di tempo simili, tra settembre e dicembre 2018, quando il leader della Lega era a capo del Viminale, la media giornaliera era stata di quasi 22 rimpatri al giorno, così come tra settembre e dicembre 2017, con Minniti ministro.

Il verdetto

Secondo Carlo Calenda, quando Matteo Salvini è stato ministro dell’Interno, «la media giornaliera delle espulsioni è stata di 18 migranti al giorno, in linea con le gestioni precedenti e con quelle successive». Abbiamo verificato e il leader di Azione ha sostanzialmente ragione.

Secondo i dati del Ministero dell’Interno, nei 460 giorni in cui Salvini è stato ministro, tra giugno e settembre 2019, sono stati rimpatriati dall’Italia quasi 8.400 migranti: circa 18 al giorno. La stessa media era stata registrata in precedenza, con il ministro Minniti, e dopo, nei primi mesi in cui Lamorgese era ministra. La pandemia di Covid-19 ha poi ridotto i rimpatri. 

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