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No, Italia viva non è decisiva nell’elezione di tanti sindaci

| 14 giugno 2022
La dichiarazione
«Italia viva è decisiva nell’elezione al primo turno di tanti sindaci, da Bucci a Genova fino a Giordani a Padova»
Fonte: Enews | 13 giugno 2022
ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
Verdetto sintetico
Il leader di Italia viva esagera i risultati ottenuti dal suo partito.
In breve
  • In otto delle 13 città in cui il sindaco è stato eletto al primo turno, i voti ottenuti da Italia viva (o dalle liste civiche che ha sostenuto) non sembrano essere stati decisivi. TWEET
  • Nei restanti cinque capoluoghi, il partito di Renzi non ha sostenuto ufficialmente nessun candidato. TWEET
Il 13 giugno, il leader di Italia viva Matteo Renzi ha commentato nella sua newsletter Enews i risultati delle elezioni comunali del 12 giugno, in cui sono andati al voto 971 comuni italiani, tra cui 22 capoluoghi di provincia e quattro capoluoghi di regione. Tra le varie cose, Renzi ha scritto di essere «contento» dei risultati Italia viva e che il suo partito è stato decisivo «nell’elezione al primo turno di tanti sindaci, da Bucci a Genova fino a Giordani a Padova». Renzi aveva fatto un’affermazione simile anche in occasione delle elezioni comunali a ottobre 2021, esagerando i risultati ottenuti da Iv. 

Numeri alla mano, anche in questa occasione Renzi ha esagerato le prestazioni del suo partito. In otto dei 13 capoluoghi in cui il sindaco è stato eletto al primo turno il risultato di Italia viva (o dalle liste civiche che ha sostenuto) sembra essere stato invece ininfluente, mentre nei restanti cinque capoluoghi il partito di Renzi non ha sostenuto nessun candidato. 

I risultati di Iv a Genova e Padova

Partiamo innanzitutto da Genova e Padova, le due città citate come esempio da Renzi. 

A Genova è stato confermato il sindaco uscente Marco Bucci, candidato del centrodestra unito – formato da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia – con il 55 per cento dei voti, superando di quasi 20 punti il candidato del centrosinistra e del Movimento 5 stelle Ariel Dello Strologo. Durante la campagna elettorale, Bucci aveva ricevuto il sostegno anche di Italia viva. Quest’ultima non ha però presentato nessuna lista e ha candidato tre suoi esponenti all’interno della lista civica “Genova vince – Bucci sindaco”.

A Padova, Iv ha sostenuto Sergio Giordani, candidato del centrosinistra e del M5s, con la lista “Per Padova” insieme, tra gli altri, a esponenti del Partito socialista e di Più Europa. La lista “Per Padova” ha raggiunto il 2,5 per cento, risultando di fatto ininfluente nella vittoria al primo turno di Giordani. Il candidato del centrosinistra ha infatti vinto con il 58 per cento delle preferenze e ha staccato il candidato del centrodestra, Francesco Peghin, di quasi 25 punti percentuali. 

Nelle altre città 

La prestazione elettorale di Italia viva sembra essere stata per lo più ininfluente anche nelle altre città dove il sindaco è stato eletto al primo turno. E solo a Rieti e Lodi il candidato sostenuto da Italia viva è risultato vincente.

A Rieti, Italia viva ha appoggiato il candidato del centrodestra Daniele Sinibaldi, senza però presentare una propria lista. Alcuni esponenti di Italia viva erano candidati nella lista civica “Rieti al centro” – formata insieme a esponenti di “Cambiamo-Coraggio Italia”, il partito guidato dal governatore della Regione Liguria Giovanni Toti – che ha raccolto il 3,7 per cento dei voti, contribuendo al superamento della soglia del 50 per cento e a evitare il ballottaggio contro il candidato del centrosinistra Simone Petrangeli. 

A Lodi, Italia viva ha sostenuto il candidato del centrosinistra Andrea Furegato, anche in questo caso senza una propria lista, ma appoggiando la lista civica “Buongiorno Lodi”, che ha raccolto il 9 per cento delle preferenze. Anche grazie ai voti di “Buongiorno Lodi”, Furegato è riuscito a superare la soglia del 50 per cento più uno dei voti, evitando il ballottaggio contro la candidata del centrodestra e sindaca uscente Sara Casanova. È bene comunque precisare che i candidati consiglieri sostenuti da Iv nella lista “Buongiorno Lodi” erano due.  

Per quanto riguarda invece le altre città, a L’Aquila il partito di Renzi ha sostenuto senza presentare una lista la candidata del centrosinistra e del M5s, Stefania Pezzopane, che è arrivata dietro sia al candidato del centrodestra, Pierluigi Biondi, sia a quello sostenuto da Azione, Americo Di Benedetto. A La Spezia, Iv ha sostenuto insieme al Partito socialista italiano la candidata Antonella Franciosi con la lista “Spezia riformista”, che ha ottenuto l’1,9 per cento ed è stata battuta nettamente sia dal centrodestra sia dal centrosinistra. 

A Pistoia, il partito di Renzi ha appoggiato la candidata del centrosinistra e del M5s Federica Fratoni con la lista civica “Civici e riformisti”, formata insieme al Psi. “Civici e riformisti” ha ottenuto il 5 per cento delle preferenze e la candidata del centrosinistra è stata sconfitta da Alessandro Tomasi, sindaco uscente di centrodestra. A Belluno, Italia viva ha appoggiato senza presentare una lista il candidato del centrosinistra Giuseppe Vignato, che è stato sconfitto dal candidato del centrodestra Oscar De Pellegrin. 

A Palermo, Asti, Oristano, Messina e Taranto, invece, Italia viva non si era schierata ufficialmente a favore di nessun candidato.

Il verdetto 

Secondo Matteo Renzi, alle elezioni comunali del 12 giugno Italia viva è stata decisiva «nell’elezione al primo turno di tanti sindaci, da Bucci a Genova fino a Giordani a Padova». 

In realtà, risultati elettorali alla mano, Renzi esagera la prestazione del suo partito. Sia a Genova che a Padova il contributo di Italia viva non è stato decisivo per la vittoria. Discorso analogo vale anche per gli altri capoluoghi. A Lodi e a Rieti i candidati vincitori hanno evitato il ballottaggio anche grazie a due liste civiche, appoggiate tra gli altri da Italia viva. In altri sei capoluoghi in cui il sindaco è stato eletto al primo turno il risultato di Italia viva (o dalle liste civiche che ha sostenuto) sembra essere stato invece ininfluente, mentre in altri cinque capoluoghi il partito di Renzi non ha sostenuto nessun candidato. 

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