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La pressione fiscale è cresciuta con il governo Meloni?

| 03 luglio 2024
La dichiarazione
«Poi escono i dati Istat e si vede che la pressione fiscale è aumentata dello 0,8 per cento rispetto allo scorso anno»
Fonte: La Stampa | 3 luglio 2024
ANSA/MASSIMO PERCOSSI
ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Verdetto sintetico
La dichiarazione del leader di Italia Viva è corretta, ma fa riferimento a un periodo specifico.
In breve
  • Secondo Istat, nel primo trimestre del 2024 la pressione fiscale è cresciuta di 0,8 punti percentuali rispetto al primo trimestre del 2023, passando dal 36,3 per cento al 37,1 per cento. TWEET
  • Nel 2023, però, la pressione fiscale è rimasta stabile e secondo le stime del governo calerà un po’ quest’anno, per poi risalire nel 2025. TWEET
Il 3 luglio, in un’intervista con La Stampa, il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha accusato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni di essere una «influencer che pensa solo a comunicare». A sostegno della sua tesi, Renzi ha detto che secondo Istat la pressione fiscale in Italia «è aumentata dello 0,8 per cento rispetto allo scorso anno».

Al di là del giudizio sull’operato del governo, è vero che quest’anno la pressione è cresciuta oppure no? Abbiamo controllato che cosa c’è di vero e che cosa no nelle dichiarazioni del leader di Italia Viva.

L’andamento della pressione fiscale

Come spiega Istat, la “pressione fiscale” di un Paese è il rapporto tra la somma delle imposte e dei contributi sociali con il valore del Prodotto interno lordo (Pil) di quel Paese. Detta altrimenti, questo indicatore, espresso con una percentuale, quantifica il peso del fisco sulla ricchezza prodotta da uno Stato. 

Nella sua dichiarazione, Renzi ha detto che «la pressione fiscale è aumentata dello 0,8 per cento rispetto allo scorso anno» senza specificare a quale intervallo di tempo faccia riferimento. Come fonte, però, ha citato proprio l’Istat, che il 2 luglio ha pubblicato le stime aggiornate sui conti delle amministrazioni pubbliche relative al primo trimestre del 2024, ossia al periodo che va dal 1° gennaio al 31 marzo 2024.

Secondo l’istituto nazionale di statistica, nei primi tre mesi di quest’anno la pressione fiscale è stata pari al 37,1 per cento, mentre nei primi tre mesi del 2023 questo valore era pari al 36,3 per cento. Dunque, segnala Istat, c’è stato un aumento di 0,8 punti percentuali – la variazione a cui ha fatto riferimento Renzi nell’intervista con La Stampa

Gli stessi dati Istat mostrano (Tavola 4.2) che nel primo trimestre del 2023 – quando già era in carica il governo Meloni, insediatosi il 22 ottobre 2022 – c’era stato un calo della pressione fiscale. Nei primi tre mesi dell’anno scorso, infatti, la pressione fiscale valeva come detto il 36,3 per cento, 0,6 punti percentuali in meno rispetto ai primi tre mesi del 2022. Come si vede dal grafico, il primo trimestre dell’anno è generalmente quello con la pressione fiscale più bassa, mentre il quarto trimestre è quello con la pressione fiscale più alta.
In generale negli ultimi cinque anni la pressione fiscale, calcolata su base annuale, è rimasta di fatto stabile. Secondo le stime Istat più aggiornate, in tutto il 2023 la pressione fiscale ha avuto (Tav. 18-19) un valore pari al 42,5 per cento, la stessa percentuale registrata nel 2022. Nel 2021 era stata pari al 42,6 per cento, nel 2020 al 42,7 per cento e nel 2019 al 42,3 per cento. Secondo le previsioni del governo Meloni, contenute nel Documento di economia e finanza (Def) pubblicato ad aprile, nel 2024 la pressione fiscale scenderà al 42,1 per cento del Pil, per poi risalire al 42,4 per cento nel 2025 e scendere di nuovo al 42,2 per cento nel 2026. Queste stime vanno prese con cautela per vari motivi. In primo luogo il Def è stato presentato senza il quadro programmatico, ossia non tiene conto delle nuove misure di politica economica che il governo approverà quest’anno. In secondo luogo bisognerà vedere quanto saranno accurate le previsioni sull’andamento del Pil di quest’anno e dei prossimi due, su cui si basano le stime sulla pressione fiscale. 

Il verdetto

Matteo Renzi ha detto che in Italia «la pressione fiscale è aumentata dello 0,8 per cento rispetto allo scorso anno». Abbiamo controllato e la dichiarazione del leader di Italia Viva è corretta, anche se fa riferimento a un periodo specifico.

Secondo Istat, nel primo trimestre del 2024 la pressione fiscale è cresciuta di 0,8 punti percentuali rispetto al primo trimestre del 2023, passando dal 36,3 per cento al 37,1 per cento.

Nel 2023, però, la pressione fiscale è rimasta stabile e secondo le stime del governo calerà un po’ quest’anno, per poi risalire nel 2025.

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