Un’immagine dell’intervista di Giorgia Meloni a Fox Business
Verdetto sintetico
La leader di Fratelli d’Italia ha torto.
In breve
Nel 2020 Meloni è stata nominata presidente dei Conservatori e riformisti europei, prima donna a ricoprire questo incarico nel partito europeo.TWEET
Prima di lei, almeno quattro donne hanno ricoperto la carica di presidente in altri partiti europei.TWEET
Il 5 agosto, in un’intervista all’emittente statunitense Fox Business, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha commentato i principali temi della campagna elettorale italiana in vista delle elezioni politiche del 25 settembre. Tra le varie cose, Meloni ha rivendicato (min. 1:29) un primato, quello di essere «la prima donna a guidare un partito politico europeo».
Abbiamo verificato e Meloni sbaglia.
Un primato a metà
Fratelli d’Italia è uno dei quindici partiti che fanno parte dell’European conservatives and reformist (Ecr), ossia i Conservatori e riformisti europei. Fondato nel 2009, l’Ecr è uno dei tredici partiti presenti a livello europeo e rappresenta uno dei sette gruppi parlamentari del Parlamento europeo dopo le elezioni del 2019. Il gruppo dell’Ecr è il penultimo per numerosità, davanti solo al gruppo della Sinistra (Gue/Ngl) e dietro ai gruppi del Partito popolare europeo, dei Socialisti e democratici, dei liberali di Renew Europe, dei Verdi europei e dei nazionalisti di Identità e democrazia (Id).
Due anni fa, il 28 settembre 2020, Meloni è stata nominata la presidente dell’Ecr, succedendo a Jan Zahradil, politico della Repubblica Ceca che aveva guidato il partito per undici anni, sin dal 2009.
Meloni è dunque la prima presidente donna dei Conservatori e riformisti europei, ma non è la prima donna in assoluto ad aver guidato un partito europeo.
Gli altri partiti
Per esempio, il Partito dell’alleanza dei democratici e liberali (Alde) ha avuto due donne al vertice ben prima che Meloni diventasse presidente dell’Ecr. La prima è stata la lussemburghese Colette Flesh, presidente dal 1985 al 1990, mentre la seconda è stata la belga Annemie Neyts-Uyttebroeck, che ha guidato il partito dal 2005 al 2011.
Anche il partito dei Verdi europei ha avuto nel corso della sua storia almeno due donne ai vertici. Una di queste è l’italiana Monica Frassoni, co-presidente dei Verdi europei insieme al tedesco Rheinhard Buetikofer tra il 2009 e il 2019. Nel novembre 2019, Frassoni è stata sostituita dalla belga Evelyne Huytebroeck, co-presidente con l’austriaco Thomas Waitz. Huytebroeck ha concluso il suo mandato il 7 giugno 2022 e al suo posto è stata nominata la francese Mélanie Vogel.
Finora, né il Partito popolare europeo, né il Partito socialista europeo, né la Sinistra europea (Gue/Ngl) né i nazionalisti del Partito identità e democrazia risulta che abbiano avuto leader donne.
Il verdetto
Secondo Meloni, in qualità di presidente dei Conservatori e riformisti europei, lei è «la prima donna a guidare un partito politico europeo». Non è vero: prima della presidente di Fratelli d’Italia almeno quattro donne sono state ai vertici di partiti europei.