indietro

No, Lega e Fratelli d’Italia non hanno votato «sempre» contro il Pnrr

| 10 agosto 2022
La dichiarazione
«La Lega ha sempre votato contro il Pnrr in Europa, Fratelli d'Italia ha votato contro anche in Italia»
Fonte: La Stampa | 10 agosto 2022
ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
Verdetto sintetico
L’affermazione del presidente della Regione Emilia-Romagna è scorretta.
In breve
  • In almeno cinque votazioni – tre al Parlamento europeo, due in quello italiano – Lega e Fratelli d’Italia non hanno votato contro provvedimenti riguardanti il Pnrr. TWEET
  • In tre occasioni la Lega ha espresso voto favorevole, mentre in altre due si è astenuta. TWEET
  • Gli esponenti di Fratelli d’Italia hanno votato a favore in una votazione, mentre in altre quattro si sono astenuti. TWEET
Il 10 agosto, in un’intervista con La Stampa, il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini (Partito democratico) ha commentato la campagna elettorale in vista delle elezioni politiche del 25 settembre. Tra le altre cose, Bonaccini ha parlato del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), il piano approvato dall’Italia per ottenere i fondi europei per la ripresa economica dopo la pandemia da Covid-19, accusando la Lega di aver «sempre votato contro il Pnrr in Europa» e Fratelli d’Italia di aver «votato contro anche in Italia». 

Il 4 agosto un’accusa simile era stata già lanciata dal Partito democratico, che sui social aveva accusato Fratelli d’Italia di aver votato cinque volte, «in Europa e in Italia», «contro il Recovery plan». Il post era stato rilanciato, tra gli altri, anche dal segretario del partito, Enrico Letta.

Abbiamo verificato e le cose non stanno come dicono Bonaccini e il Pd.

A che cosa fanno riferimento Bonaccini e il Pd

Innanzitutto, non è chiaro a quali votazioni si riferisca nello specifico Bonaccini nella sua accusa. Per quanto riguarda i voti di Fratelli d’Italia, è probabile che sia il presidente della Regione Emilia-Romagna sia il Pd facciano riferimento a un articolo pubblicato dal quotidiano Repubblica il 3 agosto dal titolo Quei cinque no di Fratelli d’Italia al Recovery che l’Europa non dimentica

L’articolo elenca cinque votazioni tra ottobre 2020 e aprile 2021, tre al Parlamento europeo e due in quello italiano, in cui i parlamentari del partito di Meloni avrebbero espresso una serie di «voti contrari» al piano di investimenti per la ripresa economica varato dall’Unione europea.

Come stanno veramente le cose

Le votazioni citate da Repubblica, quelle a cui hanno fatto riferimento probabilmente sia Bonaccini sia la pagina Facebook del Pd, sono datate 13 ottobre 2020, 15 dicembre 2020, 10 febbraio 2021, 24 marzo 2021 e 27 aprile 2021.

13 febbraio 2020

Il 13 febbraio 2020, all’epoca con il secondo governo Conte, la Camera e il Senato, dopo aver discusso la relazione delle Commissioni Bilancio e Politiche Ue, hanno approvato due risoluzioni di maggioranza sulle linee guida del Pnrr. 

In questa occasione, i gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia e della Lega – che al tempo erano all’opposizione – si sono astenuti nel voto di entrambe le risoluzioni, sia alla Camera sia al Senato. Alla Camera, l’astensione di Fratelli d’Italia è stata annunciata dalla deputata Ylenia Lucaselli, mentre quella della Lega è stata annunciata dal deputato Massimo Garavaglia. Stesso discorso al Senato, dove l’astensione dei due gruppi parlamentari è stata annunciata dal senatore di Fratelli d’Italia Giovambattista Fazzolari e da quello della Lega Stefano Candiani. In generale, i gruppi di Fratelli d’Italia e della Lega avevano giustificato la loro astensione sostenendo che le linee guida del Pnrr erano troppo generiche e avevano chiesto al governo un maggiore coinvolgimento del Parlamento.

15 dicembre 2020

Dieci mesi dopo, il 15 dicembre 2020, il Parlamento europeo ha approvato il cosiddetto React Eu, un pacchetto da 47,5 miliardi di euro – che fa parte del Next generation Eu, il fondo europeo da 750 miliardi per la ripresa economica dopo la pandemia da Covid-19 – destinato alla regioni dell’Unione europea. 

Il provvedimento è stato approvato dal Parlamento europeo con 654 voti favorevoli, 23 contrari e 17 astenuti. In base al dettaglio dei voti, sia i parlamentari europei di Fratelli d’Italia (qui i membri del gruppo) sia quelli della Lega (qui i membri del gruppo) presenti alla votazione hanno votato a favore. 

Tra le altre cose, durante la discussione sul provvedimento, il deputato europeo della Lega e membro del gruppo parlamentare Identità e democrazia Alessandro Panza aveva elogiato il React Eu: «Oggi siamo qui per valutare positivamente un provvedimento che, finalmente, guarda al futuro, un futuro fatto di regole più sensate, più semplici, più utili e soprattutto più vicine alle esigenze delle popolazioni europee, con l’auspicio ovviamente che esse vengano mantenute anche su tutti i futuri provvedimenti della politica di coesione e di Next Generation Eu», aveva detto Panza.

10 febbraio 2021

Due mesi più tardi, poco prima della nascita del governo Draghi, la situazione è cambiata. Il 10 febbraio 2021 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che «istituisce un dispositivo per la ripresa e la resilienza», quello che avrebbe poi finanziato il Pnrr italiano. La risoluzione, che era stata discussa in assemblea il giorno prima, il 9 febbraio, è stata approvata con 582 favorevoli, 40 contrari e 69 astenuti. In questa occasione, tra gli astenuti c’erano anche gli europarlamentari di Fratelli d’Italia, mentre quelli della Lega avevano votato a favore. 

Durante la discussione in assemblea, l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza aveva giustificato l’astensione del proprio gruppo lamentando, tra le altre cose, «tempistiche troppo lunghe» e «incertezza delle risorse» contenute nel piano.

24 marzo 2021

Oltre un mese dopo, al Parlamento europeo, sia la Lega sia Fratelli d’Italia sono tornate ad astenersi su un provvedimento riguardante i fondi europei per la ripresa. Il 24 marzo 2021, il Parlamento europeo ha approvato con 560 voti favorevoli, 48 contrari e 82 astenuti il cosiddetto “sistema delle risorse proprie”, ossia il documento che definisce le principali fonti di entrata per il bilancio dell’Ue, necessarie tra le altre cose a finanziare i piani di ripresa dei vari Paesi Ue. In questa occasione, sia gli eurodeputati della Lega sia quelli di Fratelli d’Italia si sono astenuti durante la votazione del provvedimento.

27 aprile 2021

Un mese più tardi, il 27 aprile 2021, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha presentato alla Camera e al Senato il testo finale del Pnrr da inviare a Bruxelles entro la fine del mese. 

In questa occasione, sono state approvate due risoluzioni di maggioranza che hanno dato via libera al testo, una alla Camera e una al Senato, con il voto favorevole della Lega e l’astensione di Fratelli d’Italia. 

Alla Camera, il voto favorevole del gruppo della Lega è stato annunciato dal deputato Riccardo Molinari, mentre l’astensione di Fdi è stata comunicata dalla leader Meloni. Al Senato, il voto a favore della Lega è stato annunciato dal senatore Candiani, mentre l’astensione di Fdi dal senatore Luca Ciriani.

Il verdetto

Secondo Bonaccini, la «Lega ha sempre votato contro il Pnrr in Europa» e «Fratelli d’Italia ha votato contro anche in Italia». 

Il presidente della Regione-Emilia-Romagna sbaglia. In almeno cinque votazioni, tre al Parlamento europeo e due in quello italiano, Lega e Fratelli d’Italia non hanno votato contro provvedimenti riguardanti il Pnrr. In tre occasioni la Lega ha espresso voto favorevole, mentre in altre due si è astenuta. Per quanto riguarda Fratelli d’Italia, il partito di Meloni ha espresso voto favorevole in una votazione riguardanti il Pnrr, mentre in altre quattro votazioni si è astenuta.
Pagella Politica

Sostieni Pagella

Aiutaci a realizzare il nostro progetto per una nuova informazione politica in Italia.
La politica senza chiacchiere
Unisciti a noi
Newsletter

il franco tiratore

Dal lunedì al venerdì alle 18
La newsletter quotidiana curata dal direttore Giovanni Zagni. Uno sguardo critico e affilato per concludere la giornata, un punto sui personaggi e gli eventi della politica italiana.

Ultimi fact-checking