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No, Meloni non ha regalato «quasi un miliardo» alle società di Serie A

| 16 gennaio 2023
La dichiarazione
«Meloni ha regalato quasi un miliardo ai proprietari delle società di Serie A»
Fonte: IL GIORNALE | 14 GENNAIO 2023
ANSA
ANSA
Verdetto sintetico
Non è un vero e proprio regalo e la cifra esatta è più bassa.
In breve
  • La legge di Bilancio per il 2023 ha dato la possibilità a federazioni, enti, associazioni e società sportive di pagare le imposte dovute al fisco in 60 rate mensili. TWEET
  • Nel complesso, i versamenti sospesi hanno un valore pari a 889 milioni di euro, di cui tra i 500 e i 600 milioni riguardano società di calcio di Serie A. TWEET
Il 14 gennaio, in un’intervista con Il Giornale, la deputata di Italia viva Maria Elena Boschi ha criticato il governo Meloni per non aver rinnovato il taglio alle accise sui carburanti, scaduto il 1° gennaio. «La premier ha fatto aumentare il costo della benzina, sostenendo che prorogare i tagli di Draghi sui prezzi sarebbe stato un regalo ai ricchi», ha dichiarato Boschi, aggiungendo: «Detto da Meloni che ha regalato quasi un miliardo ai proprietari delle società di Serie A fa sorridere».

Al di là del giudizio sulla questione delle accise, abbiamo verificato se è vero che il governo ha regalato «quasi un miliardo» di euro alle squadre di calcio di Serie A, e la deputata di Italia viva esagera.

Che cosa ha deciso il governo

Durante l’esame alla Camera dei deputati, nel disegno di legge di Bilancio per il 2023 – approvato definitivamente il 29 dicembre 2022 – è stata aggiunta (art. 1, commi 160-161) una misura subito ribattezzata dalla stampa “Salva calcio” o “Salva Serie A”. Il provvedimento ha allungato le scadenze per il versamento di imposte come l’Irpef e l’Iva alle federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche. In teoria, queste realtà avrebbero dovuto pagare le imposte ancora dovute allo Stato entro il 22 dicembre 2022, una scadenza introdotta dal precedente governo Draghi dopo una serie di proroghe, per contenere l’impatto della crisi economica causata dalla pandemia di Covid-19 sul settore sportivo. Con la nuova legge di Bilancio, le federazioni, gli enti, le associazioni e le società sportive hanno potuto scegliere se versare le imposte dovute entro il 31 dicembre 2022 oppure in 60 rate mensili di pari importo, con le prime tre rate da versare entro il 31 dicembre 2022 e con una maggiorazione del 3 per cento sull’importo totale. In caso di mancato pagamento entro le scadenze previste, si perde la possibilità di fare ricorso alla rateizzazione e si rischiano sanzioni.

Come spiega un dossier del Senato, nel complesso il governo ha sospeso nel 2022 il versamento di imposte per un valore pari a 889 milioni di euro, che conta di recuperare totalmente entro il 2027, più 26,7 milioni di euro, ossia la maggiorazione del 3 per cento. Parlare di «regalo», come fa Boschi, sembra dunque esagerato: i versamenti sospesi andranno tutti restituiti.

In più, gli 889 milioni di euro citati, molto probabilmente arrotondati a «quasi un miliardo» dalla deputata di Italia viva, non fanno tutti riferimento alle società di calcio della Serie A maschile. Cifre precise non ci sono nei documenti relativi alla legge di Bilancio, ma i versamenti sospesi che riguarderebbero le società di Serie A si aggirano tra i 500 e i 600 milioni di euro. Come abbiamo visto, infatti, la misura riguarda anche altre realtà, sebbene le società calcistiche del massimo campionato siano quelle con volumi più alti. 

Il verdetto

Secondo Maria Elena Boschi, il governo di Giorgia Meloni «ha regalato quasi un miliardo ai proprietari delle società di Serie A». Abbiamo verificato e la deputata di Italia viva esagera: non è un vero e proprio regalo e la cifra esatta è più bassa.

La legge di Bilancio per il 2023 ha dato la possibilità a federazioni, enti, associazioni e società sportive di pagare le imposte dovute al fisco in 60 rate. Nel complesso, i versamenti sospesi hanno un valore pari a 889 milioni di euro, di cui tra i 500 e i 600 milioni riguardano società di calcio di Serie A. 

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