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È vero che il governo non ha messo «un euro in più» sulla sanità?

| 28 febbraio 2023
La dichiarazione
«Il governo non mette un euro in più sulla sanità a fronte di un’inflazione così alta»
Fonte: Facebook | 26 febbraio 2023
ANSA/MASSIMO PERCOSSI
ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Verdetto sintetico
La nuova segretaria del Partito democratico ha ragione a metà.
In breve
  • La legge di Bilancio ha aumentato per il 2023 di oltre 2,1 miliardi di euro il livello del finanziamento del Servizio sanitario nazionale, che sale così a 128,2 miliardi di euro. Per il 2024 e il 2025 sono stati stanziati rispettivamente 2,3 miliardi e 2,6 miliardi in più. TWEET
  • La crescita delle risorse non è però sufficiente a compensare l’aumento dell’inflazione, cresciuta del 10 per cento a gennaio 2023 rispetto a un anno prima. TWEET
Nella serata del 26 febbraio, durante il suo primo discorso dopo la vittoria alle primarie del Partito democratico, la deputata Elly Schlein ha lanciato una serie di accuse contro il governo di Giorgia Meloni. Tra le altre cose Schlein ha dichiarato (min. 10:01) che la legge di Bilancio per il 2023, approvata dal Parlamento a fine dicembre, non ha messo «un euro in più sulla sanità a fronte di un’inflazione così alta». Una dichiarazione identica era stata fatta da Schlein il 20 febbraio su Sky Tg24 durante il confronto con il suo sfidante, il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.

La nuova segretaria del Partito democratico ha ragione oppure no? Abbiamo verificato.

Il finanziamento del Servizio sanitario nazionale

Ogni anno il governo e il Parlamento devono determinare per legge il livello complessivo delle risorse del Servizio sanitario nazionale (Ssn) al cui finanziamento contribuisce lo Stato. La legge di Bilancio per il 2023, presentata dal governo Meloni a fine novembre e approvata con modifiche dal Parlamento a fine dicembre, contiene risorse aggiuntive per aumentare il livello di finanziamento del Servizio sanitario nazionale.

Nello specifico l’ultima legge di Bilancio ha stanziato in più, rispetto alle risorse già previste, 2 miliardi e 150 milioni di euro per il 2023, 2 miliardi e 300 milioni dal 2024 e 2 miliardi e 600 milioni per ogni anno dal 2025 in poi. Come spiega un dossier del Senato, questo significa che per il 2023 il livello di finanziamento del Servizio sanitario nazionale è pari a circa 128,2 miliardi di euro nel 2023 (sarebbero stati 126 miliardi senza l’intervento del governo), a oltre 130,3 miliardi di euro nel 2024 (sarebbero stati 128 miliardi) e a oltre 130,6 miliardi di euro dal 2025 in poi (sarebbero stati 128 miliardi). In valori assoluti le risorse per il Servizio sanitario nazionale sono dunque aumentate rispetto agli anni precedenti. Più nello specifico sono cresciute di oltre il 3 per cento tra il 2022 e il 2023 (Grafico 1).
Grafico 1. Livello di finanziamento del Servizio sanitario nazionale – Fonte: Ministero della Salute
Grafico 1. Livello di finanziamento del Servizio sanitario nazionale – Fonte: Ministero della Salute

L’impatto dell’inflazione

Questi numeri sono però espressi in valori nominali e non reali: non tengono cioè conto dell’impatto dell’inflazione, ossia dell’aumento medio dei prezzi, cresciuta molto negli ultimi mesi. Secondo i dati Istat più aggiornati, a gennaio 2023 l’inflazione è infatti aumentata del 10 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, soprattutto a causa dell’aumento dei prezzi dei beni energetici. Per far fronte a questi rincari la legge di Bilancio per il 2023 ha stabilito che 1,4 miliardi di euro dei quasi 2,2 miliardi messi in più quest’anno sul Servizio sanitario nazionale «sono destinati a contribuire ai maggiori costi determinati dall’aumento dei prezzi delle fonti energetiche». 

Ricapitolando: il governo ha messo risorse aggiuntive per finanziare il servizio sanitario nazionale, ma non abbastanza per compensare l’aumento dell’inflazione.

Nel 2023 le risorse destinate alla sanità caleranno secondo le previsioni del governo in rapporto al Prodotto interno lordo (Pil). Secondo la Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza (Nadef), pubblicata a inizio novembre dal governo Meloni, quest’anno la spesa sanitaria pubblica raggiungerà un valore pari al 6,6 per cento del Pil, in calo rispetto al 7 per cento del 2022 e al 7,2 per cento del 2021. Ma anche la Nadef presentata a settembre 2022 dal governo Draghi prevedeva un calo nel 2023 al 6,7 per cento del Pil. Il governo Draghi aveva motivato il calo della spesa sanitaria, che comunque rimarrà su valori più alti rispetto a quelli previsti prima della pandemia di Covid-19, «a ragione dei minori oneri connessi alla gestione dell’emergenza epidemiologica».

Il verdetto

Secondo Elly Schlein, con la legge di Bilancio per il 2023 il governo Meloni non ha messo «un euro in più sanità» nonostante l’aumento dell’inflazione. Abbiamo verificato e la nuova segretaria del Partito democratico ha ragione a metà. 

La legge di Bilancio ha aumentato per il 2023 di oltre 2,1 miliardi di euro il livello del finanziamento del Servizio sanitario nazionale, che sale così a 128,2 miliardi di euro. Per il 2024 e il 2025 sono stati stanziati rispettivamente 2,3 miliardi e 2,6 miliardi in più.

La crescita delle risorse non è però sufficiente a compensare l’aumento dell’inflazione, cresciuta del 10 per cento a gennaio 2023 rispetto a un anno prima.

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