Nel 2020 l’Italia ha speso in pensioni 329,2 miliardi di euro, pari al 19,9 per cento del suo Prodotto interno lordo (Pil). TWEET
Lo stesso anno l’Italia ha destinato circa 130 miliardi di euro alla sanità e circa 70,6 miliardi di euro all’istruzione. La spesa in pensioni è circa 1,6 volte quella combinata per istruzione e sanità.TWEET
Considerando tutte le misure di “protezione sociale”, non solo le pensioni, la spesa dell’Italia sale a 416,6 miliardi di euro, un valore più che doppio rispetto alla spesa combinata per istruzione e sanità.TWEET
Il 14 settembre, in un’intervista con l’agenzia di stampa Ansa, il leader di Azione Carlo Calenda ha detto (min. 29:35) che non si può alzare la spesa pensionistica in Italia, visto che è «tra le più alte d’Europa», con un valore pari al «doppio» delle spese istruzione e sanità «messe insieme».
Abbiamo verificato e l’affermazione di Calenda è un po’ esagerata.
I dati relativi alle spese pubbliche dei vari Stati europei sono forniti da Eurostat. Nel 2020, ultimo anno per cui sono disponibili i dati, l’Italia ha speso in totale 329,3 miliardi di euro per le pensioni di vecchiaia, inabilità e per i superstiti, ossia le pensioni riconosciute ai familiari di un pensionato deceduto, una cifra pari al 19,9 per cento del nostro Pil. Si trattava della terza spesa più alta tra i 27 Paesi dell’Ue in termini assoluti, superata solo da Germania e Francia, e della spesa più alta in rapporto al Pil.
…e quella in istruzione e sanità
Per quanto riguarda le altre voci di spesa citate da Calenda, nel 2020 l’Italia ha speso 130,1 miliardi di euro in sanità (il 7,9 per cento del Pil) e 70,6 miliardi di euro in istruzione (il 4,3 per cento del Pil). Sommando queste due cifre si ottengono circa 200 miliardi di euro: la spesa per le pensioni (329 miliardi) è pari a circa 1,6 volte la spesa sostenuta per le istruzione e sanità, e non «il doppio» come indicato da Calenda.
È possibile che il leader di Azione abbia considerato tutte le spese che Eurostat riassume nella categoria “protezione sociale”, di cui fanno parte le pensioni, ma anche i sussidi di disoccupazione, i contributi abitativi e altre misure per contrastare l’esclusione sociale. Considerando tutte queste voci, la spesa sostenuta dall’Italia nel 2020 sale a 416,6 miliardi di euro, quindi più del doppio rispetto alla somma di istruzione e sanità.
Tra il 2019 e il 2020, a causa della pandemia di Covid-19, c’è stato un incremento nella spesa per la sanità, passata dal 6,8 per cento al 7,9 per cento del Pil, e per il settore della protezione sociale, passata dal 21,1 al 25,2 per cento.
Il verdetto
Secondo Carlo Calenda (Azione), la spesa pensionistica italiana è «tra le più alte d’Europa» e vale il doppio delle spese per istruzione e sanità combinate.
L’affermazione è un po’ esagerata: nel 2020 l’Italia ha speso oltre 329 miliardi di euro in pensioni, il 19,9 per cento del Pil, contro i 130 miliardi destinati alla sanità e i 70,6 miliardi destinati all’istruzione. La spesa pensionistica era la più alta dell’Unione europea in rapporto al Pil.